Dal sapore fresco e dalla consistenza croccante, ottimi come contorno cotti al vapore, saltati in padella o al gratin cotti al forno, i cavolini di Bruxelles sono in realtà i germogli di una varietà di cavolo che per crescere necessitano di un clima freddo, tipico del nord Europa. Buona fonte di vitamine A e C, ferro, potassio e fibre, questi sono consigliati in particolare alle donne, in quanto aiutano a prevenire tumori al seno e soprattutto in gravidanza, avendo un elevato contenuto di acido folico, necessario al bambino per crescere sano. Ottimi in questo periodo dell’anno grazie alle proprietà antiossidanti, aiutano il corpo ad espellere le tossine.
Vi è poi il problema della soia OGM gran parte della soia coltivata nel mondo purtroppo è geneticamente modificata ed è tollerata per legge una percentuale di contaminazione OGM anche nella soia biologica (vi consigliamo comunque di acquistare sempre soia e prodotti a base di soia da agricoltura biologica). Considerate inoltre che ormai si produce soia anche in Italia, dunque non OGM a km 0 e con una maggiore tracciabilità. Naturalmente vi consigliamo di scovare i produttori acquistando direttamente da loro anche per non essere complici della deforestazione che si sta perpetrando nel mondo a causa delle coltivazioni intensive di soia OGM. Questa soia coltivata su scala industriale viene convogliata per lo più alla produzione di mangimi per gli animali da allevamento. È così che migliaia di ettari di terreno vengono sfruttati in modo intensivo per produrre mangimi per gli animali quando invece potrebbero servire per coltivare legumi, ortaggi e cereali da destinare direttamente all'alimentazione umana. Non avete mai assaggiato soia, tofu o altri prodotti del genere? Non siete vegani né vegetariani e probabilmente siete convinti che la soia non sia presente nella vostra alimentazione. Non è così: chi mangia carne, pesce, uova e formaggi in realtà sta assumendo, molto probabilmente, anche della soia. Secondo i dati svelati qualche anno fa da un rapporto del WWF, un cittadino europeo ogni anno consuma in media 61 kg di soia, di cui il 93%, cioè 57 kg, risulta nascosto in carne, pesce e derivati animali. Forse non sapevate che la quantità maggiore di soia è contenuta nel pollo (100 gr ogni 100 gr di prodotto), seguito dalle uova (35 gr di soia ogni 55 gr), tranci di salmone (59 gr ogni 100 gr), braciole di maiale (51 gr ogni 100 gr), hamburger (46 gr ogni 100 gr) e formaggio (25 gr di soia ogni 100 gr).Il problema è che oltre tutto si tratta di soia OGM, come già detto infatti la maggior parte di questo legume coltivato nel mondo è OGM e proprio questa tipologia di soia viene destinata alla produzione di mangimi per gli animali da allevamento più che alla realizzazione di cibi o bevande per l'alimentazione umana. Il parere degli esperti. Il discorso sui possibili effetti di un consumo eccessivo di soia è abbastanza complesso e non ancora del tutto chiaro, le ricerche scientifiche stanno cercando di far luce su tutti gli aspetti della questione. Nel frattempo, a chi ama in particolare il latte di soia, sorge spontaneo un dubbio: berlo tutti i giorni è troppo, considerando anche che spesso, soprattutto chi è vegetariano e vegano, nella stessa giornata consuma anche altri alimenti a base di questo legume?In proposito Alessandro Targhetta, medico ed esperto di intolleranze alimentari, ci ha detto:“Non consiglio mai di assumere tutti i giorni latte di soia e poi magari anche lo yogurt di soia, cotolette di soia, ecc. La soia contiene flavonoidi con una azione estrogenica, per cui è controindicata in chi ha malattie autoimmuni (ad es. Tiroiditi), in chi ha avuto un cancro al seno (sono tutti tumori estrogeno dipendenti), in chi soffre di patologie estrogeno dipendenti (come l’endometriosi), ma in ogni caso anche nell’uomo va assunto con moderazione visto che può dare problemi alla prostata. In ogni caso le proteine della soia alla lunga possono dare anche allergie con orticaria. Quindi consiglio sempre di alternare il latte di soia con gli altri latti vegetali (riso, miglio, avena, cocco, mandorle, ecc.)”. di Francesca Biagioli