Ricetta
Tartine di polenta con radicchio e nocciole, ecco una ricetta facile e sfiziosa per un antipasto goloso e saporito, da servire anche durante le feste.
Se avete poco tempo da dedicare ai fornelli, potrete usare, ad esempio, la farina di mais precotta per polenta e preparare la base delle tartine anche con largo anticipo. Vi esortiamo di scegliere del radicchio biologico, possibilmente a km zero, e che sia ovviamente fresco; per ottenere un sapore ben bilanciato vi consigliamo inoltre di utilizzare le foglie più interne del cespo, le altre ovviamente non dovranno essere gettate, ma utilizzate per la preparazione di altre ricette con radicchio.
Ingredienti
30 gr di radicchio rosso di Treviso
100 gr di farina di mais per polenta
20 gr di nocciole in granella
5 gr di olio evo
400 ml di acqua
sale q.b.
olio evo aggiuntivo q.b.
Come preparare le tartine di polenta con radicchio e nocciole: procedimento
Rivestire la leccarda con della carta forno ed oliarla.
Portare ora a bollore l’acqua in un pentola capiente, regolare di sale, versare la farina a pioggia e contemporaneamente girare di continuo con un mestolo per evitare che possano formarsi eventuali grumi.
Quando la polenta si sarà addensata versarla nella leccarda e spianarla con una spatola, irrorarla in superficie con ulteriore olio e
infornarla in forno caldo a 180° per circa dieci minuti o comunque fin quando non risulti dorata in superficie.
A cottura ultimata sfornare e far raffredda
nel frattempo lavare il radicchio e tagliarlo finemente con un coltello, quindi unirlo alla granella di nocciole, condirlo con olio e sale e mescolare.
Quando la polenta si sarà raffreddata ricavare con un tagliabiscotti a forma di stella le tartine, adagiarle su un piatto da portata e condirle in superficie con il radicchio preparato in precedenza
Le tartine di polenta con radicchio e nocciole possono essere anche servite subito.
Il mais è una pianta che appartiene alla famiglia delle Graminacee. Privo di glutine e ricco di ferro e minerali, è utile in caso di anemia, adatto per chi soffre di celiachia e un ottimo alimento per le donne in gravidanza e lo svezzamento dei bambini. Descrizione del mais Il nome Zea mays viene da Zao, che vuol dire “traggo la vita”. In base alla sua etimologia, il mais è dunque un alimento utile alla vita. Questo cereale originario dell’America è arrivato in Europa, come molti alimenti del Nuovo Mondo, grazie a Cristoforo Colombo.In realtà, però, il suo utilizzo si è diffuso ampiamente nel campo dell’alimentazione umana e della medicina naturale del Vecchio Continente solo nel diciannovesimo secolo.Oggi il mais è un alimento ampiamente conosciuto in tutto il mondo; viene utilizzato sotto forma di olio, farina, amido e chicchi e si presta quindi a diverse preparazioni e a diversi usi in cucina. Il mais è un cereale privo di glutine, può entrare dunque nella dieta di chi soffre di celiachia.È una fonte di acido folico e vitamina B1; è dunque indicato per l’alimentazione in gravidanza e per i bambini, a partire dalla prima infanzia: la crema di mais è uno dei primi alimenti ad essere introdotti nella dieta durante lo svezzamento.Il mais, inoltre, presenta una buona quota di ferro e di altri minerali; è dunque utile in caso di anemia. È particolarmente digeribile ed è ricco di fibra alimentare, per questo motivo è un alleato prezioso per stomaco e intestino.Le fibre contenute nel mais, infine, rallentano l’assorbimento degli zuccheri, contribuendo, così, a mantenere bassi i livelli di glicemia nel sangue. Grazie alle sue proprietà contribuisce, inoltre, a tenere bassi i valori di colesterolo LDL; quello cosiddetto “cattivo”.Il mais è dunque un ottimo alimento; viene, però, usato anche in erboristeria, per ottenere prodotti utili a contrastare diabete, ipotensione, ipokaliemia, sovrappeso, ritenzione idrica e spasmi del colon.
Mais, alleato dell"intestino occhi, stomaco, colon, ossa, cuore. Il mais non è l'unico cereale senza glutine. Gli indiani del Perù utilizzano il mais come stupefacente. Pare, infatti, che abbia la capacità di provocare eccitazione psichica; questa proprietà viene attribuita alla presenza di alcaloidi, sostanze a cui vengono riconosciute capacità simili a quelle delle droghe.