Capelvenere è una pianta che appartiene alla famiglia delle Adiantaceae, una vasto gruppo di felci. Queste, così come il capelvenere, sono piante terrestri note per la peculiarità del loro sistema vascolare e il trasporto dei liquidi all’interno della loro struttura. Per molto tempo queste piante hanno costituito un mistero per i botanici, perché rimaneva ignoto il meccanismo di riproduzione.
Il capelvenere è una felce di dimensioni piuttosto ridotte: le piante mature superano raramente i 30-40 cm di altezza. Dal punto di vista morfologico, il vegetale è costitutito da:
radice rizoma strisciante;
foglie cuoriformi lunghe fino a 10 centimetri, che formano una chioma ampia e lucida, da cui appunto il nome “capelvenere”: il nome fa riferimento alla capigliatura delle Dea romana della bellezza. Rami scuri e sottili su cui si innestano le foglie.
Cresce spontaneamente in Europa è piuttosto comune anche nei nostri boschi. Come tutte le felci è presente in luoghi in ombra e molto umidi, tipici appunto del sottobosco. La temperatura ideale è compresa tra i 18 e i 22 °C, ma sopporta bene temperature minime fino ai 10 °C. Viene coltivata anche in vaso e in giardino per la bellezza della sua chioma.
La pianta, oltre che per il suo aspetto, è nota anche per una pianta medicinale le cui proprietà sono riconosciute da diverso tempo. I principi attivi responsabili dei suoi effetti sono:
tannini, conosciuti per le loro proprietà astringenti e antinfiammatorie;
adiantone, un derivato fenolico antiossidante la cui azione è intensificata anche dalla presenza di esteri solforati dell’acido idrossicinnamico;
triterpenoidi, composti noti per la loro efficacia come antinfiammatori, mucillagini e gomme.
Le parti della piante che vengono impiegate a scopo fitoterapico sono le foglie, raccolte nei mesi estivi, ossia quando sono presenti anche le spore. Una volta raccolte, le fronde vengono raggruppate in mazzi legati alla base e appesi capovolti al buio, in luoghi ben areati. Le foglie essiccate sono utili per realizzare il decotto, l’infuso e lo sciroppo.
L’efficacia come fitoterapico del capelvenere è nota fin dalla fine del sedicesimo secolo, quando un medico francese ne scoprì l’impiego per il trattamento dell’asma e della pertosse. Oggi è noto che l’infuso di questa pianta, preparato con 1,5-2 g di foglie essiccate per ogni tazza, è un rimedio naturale utile per:
fluidificare le abbondanti secrezioni nasali e bronchiali in caso di raffreddore, raucedine e bronchite;
favorire la sudorazione in caso di leggera febbre o malessere generale, provocato dalle affezioni respiratorie.