I nostri nonni consigliavano che è possibile curarsi in modo naturale! Quali sono le erbe officinali e gli estratti naturali più efficaci e necessari ? Vediamo come curarsi con le erbe.Curarsi con le erbe, in modo naturale é una necessità sempre più presente nella nostra società. Un po’ perché “va di moda”, un pò (sopratutto) perchè la medicina ufficiale, quella delle medicine convenzionali, non è poi così sicura e senza controindicazioni se prese a lungo termine. Qui parliamo di come i nostri nonni si curavano utilizzando vari metodi naturali, tra cui le sempre più utilizzate erbe officinai Le erbe officinali ( o anche medicinali) si intendono quelle piante utilizzate a fini terapeutici, aromatici o per estrazioni ad uso medicinale. Alcune vengono anche chiamate erbe aromatiche, in questo caso si fa un riferimento più specifico andando a richiamare alcune caratteristiche specifiche di quelle piante impiegate per la loro fragranza, profumazione, o nel caso di quelle piante impiegate in gastronomia, per il loro caratteristico “sapore”. Il settore di maggiore impiego delle erbe officinali é la fitoterapia, una pratica medica antica che si avvale dell’utilizzo di estratti di piante e di erbe per la cura delle malattie, per la prevenzione da queste e il mantenimento della buona salute psicofisica dell’organismo. Le erbe officinali vengono raccolte, lavorate, catalogate e vendute in erboristeria. Cure naturali i cosiddetti rimedi naturali sono quei metodi impiegati per “curarsi” che non fanno utilizzo di medicinali o sostanze chimiche ma di metodi e strumenti che inducono la fisiologica guarigione dell’organismo. Questi metodi possono utilizzare le erbe officinali, gli oli essenziali, tisane e altri metodi fisici come massaggi e agopuntura. Ma anche semplici regole e una dieta alimentare particolare. Nel caso degli oli essenziali, questi possono essere utilizzati in miscele di altri oli e nell’antica pratica dell’ aromaterapie.Ora vedremo quali sono i più importanti campi di impiego delle erbe officinali, quali sono i problemi “curati” dopodiché le erbe officinali più note. Prima di dire ciò dobbiamo spendere due parole per una migliore comprensione dell’argomento che tratteremo.Curarsi con le erbe officinali é una pratica che deve essere fatta sotto sorveglianza medica o con l’ausilio di un erborista qualificato in quanto i prodotti che si vanno ad utilizzare sono naturali, si, ma non totalmente privi di rischi. Alcune erbe officinali possono avere delle limitazioni di utilizzo, alcune sono sconsigliate a persone ad esse allergiche o in stati fisiologici particolari, come ad esempio in gravidanza o in casi di malattie particolari, altre possono interagire con farmaci o con altre cure. Esistono delle controindicazioni che non devono essere sottovalutate, queste sono presenti sulle confezioni dei vari prodotti in commercio.Un’ altra cosa: la cura per mezzo di metodi naturali, siano esse erbe o altre sostanze non deve trarre in inganno: il rimedio naturale è uno strumento lento e non sempre funzionante (o più precisamente non su tutti allo stesso modo), i tempi inoltre possono rivelarsi anche più lunghi delle aspettative creando una delusione che può trasformarsi, come spesso accade, in scetticismo. La cura naturale ha senso solo in un contesto di prevenzione ed attenzione globale, solo in questo contesto é curarsi con le erbe officinali.Le erbe più comuni
Acerola: Detta anche Ciliegia delle Indie occidentali, originaria del Centro-America e del Portorico, é una pianta dalla quale si ricava un succo che per successiva concentrazione viene trasformato in estratto concentrato ad altissimo contenuto in complesso vitaminico C. Per questo motivo viene indicata per il trattamento o la prevenzione degli stati febbrili o per risolvere problemi di circolazione del sangue dovuta ad indebolimento delle arterie.Ananas: ananas e cura della cellulite Deve la sua fama al frutto impiegato come dessert a fine pasto.
Ingredienti impasto:
300 g di farina integrale di farro
(se siete celiaci, l’alterativa potrebbe essere la farina di grano saraceno)
60 g di zucchero integrale di canna
15 g di polvere lievitante
80 g di mandorle macinate
45 g di olio di germe di mais (o olio di mais)
buccia grattugiata di due limoni
un pizzico di sale
300 ml di latte di riso
Farcitura:
Tre mele sbucciate a fette (circa 500 g senza gli scarti)
Copertura:
20 g di mandorle tritate o a scaglie
2 cucchiai di succo di limone
30 g di zucchero integrale di canna
Procedimento:
Mescolate bene gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, mandorle e limone grattugiato) aggiungendo poi l’olio a filo e continuando a impastare (anche con le mani). Nel frattempo preparate un tortiera tonda di 25 cm di diametro ricoprendola bene con la carta forno e accendete il forno a 180° C. L’impasto una volta cotto rimane comunque molto morbido, perciò la carta forno è ideale per staccare la torta una volta fredda.
Aggiungete all’impasto 250 ml di latte di riso. Otterrete una crema spessa. Prendetene 3/4 con un cucchiaio e stendetela sulla teglia fissando la carta forno (potete “immobilizzarla” anche semplicemente imburrando la teglia prima di stenderla). Coprite l’impasto/base con le mele tagliate a fette sottili. Se le mele le preparate prima e non le sbucciate al momento, aggiungete del succo di limone e mescolate per non farle annerire troppo. Aggiungete i 50 ml di latte di riso avanzato all’impasto restante rendendolo più liquido, e versatelo sulle mele coprendole. Spolverate con un po’ di mandorle tritate e mettete in forno (180°C) già caldo per 40 minuti. Provatela, ne sarete soddisfatti.