Cari amici e membri della community di Cam.TV la ricerca scientifica compie costantemente passi da gigante ed è bene ed importante sostenerla.Della sua costante evoluzione ne trae beneficio l'intera società. Desidero qui condividere e riportarvi la storia del signor Alessandro che grazie ai risultati ed ancor prima l'opera dei ricercatori ha ripreso a parlare, scrivere, mangiare da solo e per il Santo Natale è riuscito a tornare a camminare e che non manca di prefiggersi degli obiettivi per il futuro. " Ho lavorato per una vita come consulente tecnico per grandi impianti elettrici. Oggi ho 77 anni e sono in pensione, ma ho concluso la mia carriera in un letto di ospedale. Era settembre di un anno fa, con mia moglie Angela per lavoro mi trovavo in Sardegna, in un grande stabilimento energetico. Durante un sopralluogo mi sono ritrovato a terra, ero caduto, forse inciampando in una pedana, forse per un giramento di testa dovuto al grande caldo. Non posso ricordare, è mia moglie che mi raccontò cosa successe i giorni a seguire. Angela è stata contattata dai colleghi mentre io venivo trasportato d’urgenza in ospedale. I medici sospettavano un problema cardiaco ma io sentivo che il mio cuore stava bene, avevo solo preso una botta in testa. Non ne volevo sapere di rimanere in ospedale e firmai per andarmene. Il giorno dopo ci imbarcammo per rientrare verso Milano. Ci volle molto tempo prima che ci arrivassi davvero perché quella notte mi sentii ancora male nella cuccetta della nave. Non riuscivo a parlare, avevo confusione mentale e moltissima sonnolenza. All’arrivo a Genova, grazie al medico di bordo, fui nuovamente ricoverato in ospedale. Il piccolo ematoma presente in testa non giustificava il mio stato confusionale e la forte aggressività che avevo anche verso mia moglie. Passai da ospedale a ospedale nel tentativo di capire cosa effettivamente avessi, ma le mie condizioni peggioravano. Nel corso di quei mesi, ebbi una serie di complicanze: prima l’aumento del liquido nei ventricoli cerebrali che richiese un intervento chirurgico, poi una grave crisi per insufficienza respiratoria dovuta a una polmonite batterica. Nessuno dei medici che incontrai in tutti quei mesi riteneva che sarei potuto arrivare a raccontare la mia storia. Ma oggi sono qui e voglio finalmente farlo con la mia voce. Grazie all’interessamento di mio figlio, arrivai al San Raffaele dove iniziai una nuova riabilitazione cognitiva. Avevamo un mese di tempo per capire se quella tecnica con me sarebbe funzionata oppure se sarei stato destinato – come tanti medici mi avevano detto – a rimanere prigioniero in un letto di qualche struttura a lungo degenza. Sono stati mesi terribili anche per i dolori fisici dovuti alla riabilitazione intensiva. Ma la mia testardaggine, la grande forza di volontà, la presenza quotidiana di mia moglie e della mia famiglia e le affettuose cure del mio cane Tequila - che di tanto in tanto mi veniva a trovare - mi hanno aiutato immensamente. Il 6 dicembre sono stato dimesso. Dopo 10 mesi di permanenza presso l’Ospedale San Raffaele, tra il reparto di Neurochirurgia e il reparto di Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori, il personale era diventato un po’ la mia famiglia. Mi hanno salutato facendomi una bella festa. Ho ripreso a parlare, scrivere, mangiare da solo e per Natale sono tornato a camminare. La fisioterapia e la riabilitazione cognitiva sono diventate compagne di vita, senza le quali non potrei più stare. I ricordi lontani riaffiorano piano piano. Mi esercito a casa, vado in piscina, faccio passeggiate… il mio obiettivo per il futuro? Tornare a fare lunghe camminate in riva al mare e ricominciare a pescare guardando l’orizzonte." Alessandro Fonte : Ospedale San Raffaele - Milano Gruppo Ospedaliero San Donato Web Page Immagine tratta da(by) Ospedale San Raffaele - Milano Gruppo Ospedaliero San Donato Web Page

Cari amici e membri della community di Cam.TV l'amore più che un sentimento è un'abilità degli esseri umani e ciò rappresenta una verità alla base di tutta la sofferenza provocata dalle relazioni sentimentali. Si crede erroneamente che amare sia qualcosa che sgorga naturalmente da dentro, come il provare la gioia o provare il dolore ma le cose non starebbero proprio così, questi sono sentimenti che possono essere associati all’abilità di amare, ma non sono l’amore stesso non è qualcosa di automatico e pertanto l’amore va imparato ed è una cosa bella che lo si può imparare ovunque; possiamo infatti impararlo osservando i nostri genitori, possiamo impararlo coltivando le amicizie, possiamo impararlo perfino fantasticando sui protagonisti dei libri che leggiamo. Ma la lezione più importante fra tutte rimane amare se stessi; senza questo presupposto è impossibile donare amore verso l’esterno. Chi non si ama infatti avrà sempre la necessità di colmare un vuoto e cercherà di colmare tale vuoto anche attraverso le relazioni sentimentali. Ecco perchè è molto importante amare se stessi per poter offrire vero amore verso un'altra persona Fonte : Psiche.org web site Immagine tratta da(by) Pinterest.at Web Page

Cari amici e membri della community di Cam.TV La felicità è uno stato d’animo, e come tale è passeggero. Tuttavia, esistono persone che sembrano essere sempre felici. Esse sono felici perché hanno raggiunto i propri obiettivi o perché hanno trovato un senso per la loro esistenza? In realtà, sembrerebbe che le persone siano felici perché vivono l’allegria la quale porta con sé solo cose positive e risolleva così il loro stato d’animo.A quanto pare il segreto per la felicità consisterebbe nel cambiare la propria percezione del mondo intorno a noi, percezione che dipende dal modo in cui decidiamo di affrontare le situazioni e gli eventi della vita. La felicità è inoltre un’abitudine pertanto anche nelle circostanze e situazioni avverse le persone felici si comportano in un determinato modo ed il loro comportamento presenta delle precise caratteristiche e personalmente ritengo che si arriva ad essere felici quando lo si vuole per davvero. Desidero terminare il mio articolo ripotando due citazioni augurandovi di cuore di poter raggiungere la vostra felicità : “Quando cambi il modo di guardare le cose, le cose che guardi cambiano”. -Wayne Dyer - "Spesso la felicità è come un barattolo che continuiamo a calciare in avanti, perchè non abbiamo la volontà di chinarci per raccoglierlo." cit. Fonti : La Mente è Meravigliosa Web Page Pietro Lombardo Web Page Immagine tratta da(by) Pietro Lombardo Web Page

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