Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2022-08-04 12:55:13

Spreco alimentare : in Spagna per legge non si potrà più buttare il cibo

Il cibo non andrebbe buttato e in Spagna ciò sarà a breve una realtà: dal 2023 infatti, grazie ad un poderoso piano anti-spreco che coinvolge medie e grandi imprese , le quali saranno “costrette” a trasformare la frutta non vendibile, ad esempio, in marmellata o in succo. Mentre i ristoranti si doteranno obbligatoriamente della “Doggy bag”. Sono solo alcune delle proposte contenute nel disegno di legge al vaglio del Governo spagnolo che poche settimane, guidato dal Presidente socialista Pedro Sánchez,  ha approvato un progetto che punta ad un unico obiettivo: non gettare via il cibo con l’ambizione  per giunta di fare scuola in Europa.Come spiegato dal ministro spagnolo dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione Mr. Luis Planas, il nuovo strumento adottato dal Governo modificherà i processi della catena alimentare nei punti in cui essa è più inefficiente. Un progetto che è anche ispirato all’economia circolare dato che il “progetto di legge sulla prevenzione delle perdite e degli sprechi alimentari” è notevole anche sul piano etico, dal momento che esso include progetti collaborativi tra i ristoranti, le organizzazioni di quartiere e le banche alimentari. La pena prevede  multe molto salate che possono arrivare fino a 500 mila euro. I numeri dello spreco alimentare sono di fatto impietosi: 1.300 tonnellate di cibo ( per 31 kg pro capite)  che ogni anno vengono gettate dai cittadini.

Auspico personalmente che presto un'iniziativa in tal senso venga seguita in tutto il continente europeo.

Fonte : la Repubblica 

Immagine tratta da(by) EUFIC org - The European Food Information Council  Web Page

Francesco Maccioni 

Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2022-08-02 13:12:49

E' boom di giovani chef italiani all'estero, molti di essi trovano fortuna in Argentina

Sono parecchi i bravi ed intraprendenti giovani chef che hanno deciso di lavorare in Argentina e che dopo una prima esperienza si sono stabiliti li', trovando una terra che ha molto da offrire.

Il food, la cucina, la ristorazione in generale è anche questo: una viaggio, una scoperta, il ritrovarsi in altri luoghi del Mondo per imparare e crescere e magari scoprire di non voler più tornare.

È il caso di moltissimi giovani e bravi cuochi italiani emigrati nel paese sudamericano in cerca di quello che a casa propria , per un motivo o per l’altro, proprio non riuscivano a trovare.Buenos Aires è una sorta di “sud Italia più prospero”, è quanto spesso viene raccontato da loro, molto accogliente e che non ha negato a questi ragazzi un’ opportunità.

L ’Argentina rappresenta cosi' la nuova casa di tanti giovani talenti italiani della cucina che hanno trovato in questo Paese un nuovo sud Italia più prospero. A raccontare la loro storia sono chef come il bravo Leonardo Fumarola che si è trasferito in Argentina con la moglie nel 2009 e ha deciso di non lasciare più questa terra e ci racconta “Mi piace Buenos Aires, c’è vita tutti i giorni, è una città in movimento, la gente è molto amichevole, offre tutto e sembra Napoli”. Segue l' intraprendente Mauro Lacagnina ingegnere piemontese con una sconfinata passione per la cucina che Buenos Aires ha risvegliato. Il giovane biellese, infatti si è trasferito in Argentina per amore nel 2016 e, 5 anni dopo, ha dato vita al suo progetto gastronomico, Pasta aperto nel quartiere Belgrano. a Buenos Aires “Mi piace quasi tutto di Buenos Aires: il clima, le persone, le strutture che offre e, soprattutto, l’offerta gastronomica che ha questa città è qualcosa di unico al mondo, così ampio e squisito”

Dal bravo ed intraprendente Daniele Pinna che vive da 13 anni nello stato dell’ America Latina e in questo Paese ha aperto la Locanda, ristorante italiano con un tocco di Sardegna nei piatti, regione d’origine dello chef patron; a Mauricio Romagnoli che dopo aver vissuto per un periodo a Cuba, ha deciso di investire in Argentina con tre ristoranti e un locale dedicato al caffè ed i cui piatti forti sono il Polpo alla griglia con caponata di verdure ed i tortelli toscani al tartufo e salsa di funghi.

L’ Argentina per i giovani chef italiani rappresenta un luogo ricco di opportunità; così è stato anche per Manuel Urbano, co-fondatore di Fresca, il primo laboratorio di pasta del paese e per il milanese Alberto Giordano che è arrivato a Buenos Aires a 23 anni e adesso ci abita stabilmente da quasi 10. Nel quartiere San Isidro ha aperto il suo Ike Milano, affermando che vivere all’estero per lui è un’esperienza di vita.

Ciò che accomuna i nostri e volenterosi giovani in Argentina è un’idea di cucina saldamente radicata nella tradizione gastronomica italiana unita a quel tocco di modernità, che rende i piatti di una volta al passo con i tempi attuali ma senza snaturarli. Lo chef Leonardo Fumarola ha detto di essere stato conquistato da Buenos Aires perché gli ricorda Napoli, una Napoli molto più estesa e popolosa ma che con la città partenopea condivide cuore e desiderio di inclusione e accoglienza verso coloro che, come questi chef italiani, decidono di scommettere mollando tutto per iniziare una nuova vita oltreoceano.

Fonte : RistoBusiness- il Gruppo - Anto Capone Ristob

             REPORTER GOURMET

Immagine tratta da(by) RistoBusiness- il Gruppo - Anto Capone Ristob  Web Page

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Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2022-07-26 13:43:12

Una specialità pugliese : il Pasticciotto leccese

Il Pasticciotto leccese è uno dei dolci tipici del Salento; uno scrigno di pastafrolla, cotto al forno, dalla forma ovale e ripieno di golosa crema pasticcera tanto semplice quanto squisito, tanto che chiunque visita il bel Salento ne rimane conquistato e di esso ne rappresenta un simbolo.

Per realizzarlo servono ingredienti semplici ma di ottima qualità. L’ideale è gustarlo caldo, per rendere ancora più evidenti al palato tutte le sue peculiarità, ovvero il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata, che raggiunge un colore ambrato e lucido. E’ presente in tutti i bar e le pasticcerie pugliesi. Nell splendida città barocca di Lecce e in tutto il Salento è tipico consumarlo a colazione, accompagnato magari da un bel cappuccino.

  • 500 g Farina 00
  • 250 g Strutto
  • 300 g Zucchero
  • 3Uova
  • Mezzo cucchiaino di Ammoniaca per dolci
  • 3 gocce di Aroma al limone (o la buccia grattugiata di un limone biologico)

Per la crema pasticcera

  • 3 Tuorli
  • 8 cucchiai di Zucchero (rasi)
  • 3 cucchiai di Farina 00
  • Mezzo l. di Latte parzialmente scremato
  • 1 Limone (la buccia)

Preparazione del Pasticciotto leccese :

Nel frattempo preparerete la crema pasticcera, mettendo il latte e la buccia di limone su fiamma bassissima, Vi raccomando NON deve bollire ma solo scaldarsi ( quindi se inizia a fumare spegnete la fiamma) e nel frattempo monterete bene i tuorli con lo zucchero, poi aggiungerete la farina e quando avrete un composto chiaro e ben montato, lo verserete nel latte caldo, sempre su fiamma bassa accesa ed inizierete a mescolare. Continuerete a girare finchè non otterrete una crema abbastanza densa,  che lascerete

raffreddare a temperatura ambiente, per poi posizionarla in frigorifero ben coperta con la pellicola alimentare a contatto, onde evitare che si formi la pellicina in superficie.Per preparare i Pasticciotti vanno utilizzate le apposite formine, se non le avete nessuna paura, potrete utilizzare qualunque piccola formina o, in alternativa, fare un’unica grande torta Pasticciotto. Senza ungere le formine prenderete un po’ di frolla,  che schiaccerete a tra le mani, per passare poi a foderare lo stampo. Quindi riempirete con la crema e ricoprirete con un altro strato di frolla leggermente più sottile. Successivamente chiuderete bene i bordi e metterete i vostri Pasticciotti a riposare in frigorifero, in questo modo quando essi  passeranno in forno la crema sarà fredda e non rischierà di fuoriuscire.

Quindi passerete a spennellare con un uovo sbattuto ed infornerete i Pasticciotti in forno statico a 200° per circa 15 minuti o comunque fino a coloritura, li lascerete raffreddare una decina di minuti, per poi sfornarli delicatamente, aspettando che si raffreddino completamente ( ma risultano divini anche tiepidi).

Qualche consiglio in più : 

* Il Pasticciotto leccese è un dolce che va consumato fresco, una volta fatto può durare al massimo 1/2 giorni se ben conservato.

* Se siamo nella stagione calda è meglio conservarlo in frigorifero, ma tenete conto che la frolla tenderà ad ammorbirsi un po’.

* Potete congelare il Pasticciotto leccese sia da cotto che da crudo.

Fonte : Amore per la cultura, la letteratura e la grammatica italiana 

             Blog Giallo Zafferano - MOLLICHE DI ZUCCHERO  

Immagine tratta da(by)  Blog Giallo Zafferano - MOLLICHE DI ZUCCHERO  Web Page

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