Founder Junior
Caro lettore, cara lettrice come ben sai non c'è di meglio nell' assaporare quanto preparato in casa ed oggi desidero proporti come fare il formaggio fresco nella propria casa con soli 3 ingredienti:
● Un litro di latte di pecora;
● Uno yogurt semplice biologico senza zucchero;
● Mezzo limone di origine biologica.
Esiste anche la versione vegana di questa ricetta, sostituendo il latte con una miscela di latte di cocco e latte di mandorle e lo yogurt con capsule probiotiche.
Gli utensili che userai sono:
● 1 metro di garza di cotone idrofilo (reperibile in farmacia);
● 1 barattolo;
● 1 stampo.
Vediamo ora insieme le fasi di preparazione del tuo formaggio, che sono sicuro risulterà molto gradevole al palato :
Inizierai scaldando il latte in un pentolino per 15 minuti a fuoco basso, senza portarlo a ebollizione. Nel frattempo che il latte si riscalda, spremerai il succo di mezzo limone con uno spremiagrumi. Quindi toglierai il latte dal fuoco una volta trascorsi i 15 minuti e incorporerai gradualmente lo yogurt magro e il succo di limone. Dopo di chè mescolerai per qualche secondo, per poi lasciare riposare il composto per almeno 3 ore.Una volta trascorse le 3 ore, prenderai la garza di cotone e la ripiegherai più volte su se stessa prima di metterla in una casseruola. Quindi filtrerai il composto attraverso la garza in modo che il siero possa passare nella casseruola e rimanga solo la parte cagliata.Non esitare a strizzare bene per far passare tutto il siero nella pentola. Metterai successivamente la garza di cotone contenente la parte cagliata in un altro contenitore per posizionarla in frigorifero per almeno 30 minuti con un peso sopra. Quindi toglierai la garza di cotone e la aprirai per condire il formaggio con del sale, se lo desideri, e metterai quest' ultimo nello stampo che preferisci.Giungerai alla conclusione della preparazione rimettendo il formaggio in frigorifero nella sua forma per altre 8 ore e non ti rimane che assaggiarlo, deliziando, ne sono sicuro, il tuo palato.
Fonte : Cronache Dalla Sardegna
La fotografia relativa al formaggio fresco fatto in casa è tratta dalla pagina web "Cronache Dalla Sardegna"
Francesco Maccioni
Founder Junior
Un omaggio alla meravigliosa terra della Puglia con la proposta di una squisita ricetta della tradizione contadina
Caro lettore, cara lettrice oggi desidero rendere un omaggio alla meravigliosa terra della Puglia con la proposta di una squisita ricetta della tradizione contadina, proveniente in modo particolare dal bel Salento e che si addice all'attuale stagione autunnale:
Metti a bagno delle fave secche in acqua per 8 ore.Quindi sciacquele sotto l’acqua corrente, per poi passare a lessarle in acqua poco salata per circa 1 ora.
Dopo di chè le scolerai e frullerai insieme con una presa di sale, olio e un pochino dell'acqua di cottura.Successivamente monderai e lesserai le bietole o le cicorie in acqua bollente leggermente salata, per poi scolarle.Servirai quindi la verdura con la purea di fave, completando con l' olio extra vergine di oliva a crudo a piacere e delle fette di pane casereccio leggermente tostate.
Fonte : Condivisione della gentile signora Angela Leo sulla pagina web "Autunno inverno the magic"
La fotografia relativa alla ricetta pugliese della tradizione contadina è tratta dalla condivisione della gentile signora Angela Leo sulla pagina web "Autunno inverno the magic"
Francesco Maccioni
Founder Junior
Un omaggio alla città di Napoli e al suo Gran Caffè Gambrinus
Lo storico Gran Caffè Gambrinus di Napoli è uno dei locali più antichi della città ed entrare in esso si tratta di dare la colazione con la storia. Entrare a prendere un caffè al Gran Caffè Gambrinus si rivela infatti un' esperienza unica. I suoi magnifici interni, i ricordi della Napoli della Bella Epoque che non possono non toccare il cuore, ne fanno un punto di riferimento irrinunciabile per i turisti e per i locali. Oltre ad offrire le prelibatezze uniche della pasticceria napoletana, insieme ad un ottimo caffè, il Gran Caffè Gambrinus regala un tuffo nella storia veramente significativo ! è una storia quella che il Gran Caffè Gambrinus racconta davvero lunga, esistendo in primo luogo da oltre 150 anni, che rappresentano una bella età per un bar ! e lungo questi anni sono accadute tante vicende. Partendo dalla sua fondazione, voluta nel 1860 dall’imprenditore Vincenzo Apuzzo con il chiaro intento di farne da subito un punto di riferimento per la “gente bene” della città troviamo che i migliori caffettieri, pasticceri, gelatai che si potessero trovare nella città partnenopea lavoravano al Gran Caffè, che ancora non si chiamava Gambrinus.Per un bel po’ di tempo le situazioni andarono bene, ma tra il 1889 ed il 1890 il bar rischiò la chiusura e fu solo merito di Mario Vacca che tornò a nuova vita. Il nuovo proprietario volle trasformarlo in una vera e propria galleria d’arte ed affidò la decorazione degli interni al buon Antonio Curri. Il nuovo caffè prese il nome di Gran Caffè Gambrinus, dal nome del re delle Fiandre, inventore della birra. Questo nuovo nome voleva essere un manifesto di intenti, dato che il nuovo locale si proponeva come punto di riferimento per una fusione tra la cultura partenopea e la cultura di respiro europeo. E il bar divenne proprio cosi', perché il caffè rinnovato divenne punto di riferimento per intellettuali, poeti, musicisti, artisti e di ogni viaggiatore illustre che approdasse in città, tra questi Oscar Wilde, Ernest Hemingway, Jean Paul Sartre. Qui, si incontravano anche i protagonisti della scena culturale della città ai piedi del Vesuvio e affaccita sul golfo come i nomi illustri della canzone e del teatro, tra i quali Ernesto Murolo, Eduardo Scarpetta, Totò, i fratelli De Filippo.Il Gran Caffè Gambrinus durante la Belle Epoque fù uno dei principali ritrovi del Caffè Chantant modellato sulla tradizione francese.Ma il fascismo, con la sua scure, colpì anche il gran Caffè Gambrinus, che nel 1938 fù chiuso con l’accusa di essere un ritrovo per i movimenti antifascisti. Al suo posto sorse cosi' una sede del Banco di Napoli, che per fortuna ne preservò i magnifici interni. All’inizio degli anni settanta il buon Michele Sergio volle riscattare i locali del Gran Caffè Gambrinus, egli riuscì nella sua imprese dando vita nuova al celebre locale. Cosicchè Michele Sergio fece restaurare gli interni completamente e riuscì a poco a poco a ripristinarne l’antico splendore.Oggi il Gran Caffè Gambrinus è sicuramente tra i locali storici più gettonati di Napoli, dove una sosta per un caffè o un pasticcino è obbligatoria per i cittadini e i turisti, ma non solo dato che è un luogo dove respirare l’atmosfera incantata che riconduce subito alla mente pezzi indelebili di storia.
Fonte : Articolo di Valentina Cosentino e proposto da Gennaro Longobardi
La fotografia relativa al Gran Caffè Gambrinus è tratta dalla pagina web del medesimo caffè
Francesco Maccioni