Founder Junior
Dove acquistare il miglior “Pane Carasau” secondo il noto Gambero Rosso Part.2
Anticas Licanzias
Chiamare forno l'Anticas Licanzias risulta riduttivo, dato che qui si celebrano saperi e sapori di un tempo, non solo attraverso l’essenziale produzione di pane, dolci e pasta, ma anche tramite l'artigianato locale e i migliori prodotti gastronomici della Barbagia. Si può pure prendere un caffè, nelle vecchie tazzine di porcellana e, tornando alla panificazione, prima di tutto si rimane estasiati dal profumo che arriva dal forno a legna: il “Pane Carasau” diviene il re dell’insegna.
Anticas Licanzias – Nuoro – via Nicolò Ferracciu, 73
facebook.com/p/Anticas-Licanzias-Pirari-100063620963713/
Gioi
Cè chi giunge qui non solo per tutto il reparto panetteria, ma anche per la gastronomia. Due i punti vendita, in via Loi e in via Azunia Iglesias. Il pane è senza dubbio il protagonista, prodotto quotidianamente e offerto in varie tipologie, sempre nel rispetto della tradizione isolana, ma anche andando a pescare nelle più tipiche produzioni italiane contemporanee. Il “Pane Carasau”, naturalmente, non manca ed è realizzato con tutti i crismi.
Gioi – Iglesias (SU) – via Emanuele Loi, 30
facebook.com/panificioartigianalegioi?locale=it_IT
Kentos
“A Kent’annos” in Sardegna è uno degli auguri più apprezzati e veritieri in uso nell’Isola , dato che è nota come la “terra di centenari”. È da qui che nasce il nome Kentos - Il Pane dei Centenari, dall’idea di Viviana Sarigu, fondatrice dell’azienda, dopo che diversi anni fa ha deciso di cambiare vita per dedicarsi alla panificazione. Pochi i pani prodotti: il “Moddizzosu”, una grande pagnotta di semola di grano duro, da mangiare a fette e da conservare nella dispensa di casa visto che si conserva a lungo; il “Coccoi”, sempre di semola, che veniva prodotto in modo particolare in occasione delle feste pasquali, e due tipi di “Pane Carasau”.
Kentos – Cagliari – via Tiziano, 54
facebook.com/kentosardegna/?locale=it_IT
Fancellu
Il forno di Salvatore Fancellu esiste fin dal 1960 e da allora ha sempre prodotto il “Pistoccu”. Sono sfoglie che subiscono una doppia cottura, sono spesse (a differenza del “Pane Carasau”) e vengono infornate prima su una piastra di basalto (una pietra comune in Sardegna), poi svuotate della mollica e reinfornate per conferire loro la croccantezza e per far sì che durino nel tempo. C'è anche il “Pane Carasau”, disponibile in più versioni.
Fancellu – Montresta (OR) – via Roma
bistoccudimontresta.it/index.html
Fonte : Gambero Rosso
La fotografia raffigurante il "Pane Carasau" è tratta dalla pagina web "Fidelity Cucina - Fidelity House"
Francesco Maccioni
Founder Junior
Dove acquistare il miglior "Pane Carasau" secondo il noto Gambero Rosso Part.1
Caro lettore, cara lettrice il croccantissimo "Pane Carasau" mostra di stare bene veramente su tutto e se ti dovesse capitare di non piacerti è perché non lo stai mangiando nel modo giusto. Questo velo croccante può essere consumato in maniera ben più creativa e diventare la base per una serie di pietanze golosissime, è quindi da tenere sempre a portata di mano in dispensa e risulta perfetto durante la stagione estiva.
Chiamato anche "carta da musica” per via del rumore che emette quando viene spezzato, il "Pane Carasau" trova origine in Barbagia e deve il suo nome alla carasatura, la seconda cottura al quale viene sottoposto. Le donne erano solite prepararne una versione primordiale già nel 1000 a.C. per assicurare agli uomini al lavoro nei campi un pasto sostanzioso e facile da conservare anche per i lunghi periodi. Ecco quindi il motivo della doppia cottura, che garantisce una durata maggiore al prodotto: l'impasto sottile viene prima passato in forno fino a gonfiarsi come un palloncino, per poi essere cotto nuovamente per trasformarsi in una sfoglia fragrante. Questo tipo di pane è da conservare in un ambiente fresco e asciutto come può essere la dispensa della cucina.
Versatile e pronto all'uso il "Pane Carasau" si può rivelare un felice salva-cena dell'ultimo minuto. Per assaporarlo in purezza, lo puoi bagnare con un po’ d’acqua per ammorbidirlo, proprio come fanno i sardi. Durante l'Estate il risultato è ancora più goloso se si usano dei pomodori maturi strusciati sopra: aggiungendo un filo d’olio, un pizzico di sale e potrai godere di una facile e veloce ricetta. Una volta bagnato, il "Pane Carasau" diventa la base per qualsiasi ricetta: una preparazione tipica è quella del "Pane Frattau", condito con del sugo di pomodoro, con del pecorino e arricchito con un uovo in camicia in superficie, ma con questo sistema si possono realizzare anche delle ottime lasagne e gustosi timballi in forno, con carne, pesce o verdure.
Potrai trovare dell'ottimo "Pane Carasau" nelle seguenti realtà dell'Isola:
Il "Pane Carasau" prodotto dalla PICCOLA PANETTERIA ARTIGIANA DI RUBANU MARIO a Oliena si chiama "Tundu" ed è uno dei migliori sul mercato. La sfoglia è di semola di grano duro, alla quale si aggiunge dell'acqua, del lievito madre e un pizzico di sale. Una volta infornato nel forno a legna il disco si gonfia, diventa un pallone e a quel punto viene sfornato, diviso in due sfoglie sottili sempre tonde e rinfornato. Il risultato è davvero degno di nota: si percepisce il sapore della semola ben presente, la parte leggermente amaricante e affumicata della cottura a fuoco, non mancano in questo pane croccantezza e fragranza.
Tundu - Oliena (NU) - via Giorgio La Pira, 6/8 - 3281946041
Su Civraxiu di Camisa
"Su Civraxiu" è il nome del pane più prodotto nel Sud della Sardegna, si tratta di una grossa pagnotta a lievitazione naturale e frutto unicamente di semola di grano duro. Ma non manca naturalmente anche "il Pane Carasau", pane onnipresente in tutta l’isola, qui realizzato a regola d’arte, cotto in forno a legna, da risultare fragrante e saporito.
Su Civraxiu di Camisa – Camisa, Castiadas
facebook.com/p/Su-Civraxiu-Forno-artigiano-a-legna-100064670172860/
Fonte : Gambero Rosso
La fotografia raffigurante il "Pane Carasau" è tratta dalla pagina web "Fidelity Cucina - Fidelity House"
Francesco Maccioni
Founder Junior
Le Triglie alla Livornese
Caro lettore, cara lettrice oggi desidero rendere un omaggio alla terra di Toscana, una regione dalle mille sorprese, paesaggistiche e gastronomiche, che ne esaltano l'infinita ricchezza.Ed è nelle cittadine o nei borghi toscani che potrai godere di uno spettacolare panorama gustando ottimi vini e la ricetta delle Triglie alla Livornese espressione di quella brezza marina che la costa toscana regala.
INGREDIENTI :
Triglie 8 per un totale di 1 kg
Pomodori pelati 450 g
Aglio 1 spicchio
Olio extravergine d'oliva 50 g
Prezzemolo q.b.
Sale fino q.b.
Pepe nero q.b.
Istruzioni per la preparazione :
Per la preparazione delle vostre squisite Triglie alla Livornese inizierai proprio dalla pulizia del pesce. Per prima cosa squamerai le triglie con l'apposito attrezzo oppure utilizzando il dorso di un coltello, per poi tagliare le pinne laterali e quella superiore.Quindi aiutandovi con una forbice inciderai il ventre del pesce fino alla testa e sciacquerai le Triglie sotto l'acqua corrente in modo da eliminare le viscere interne, ripeterai la stessa operazione per tutte le Triglie prima di passare a preparare il condimento.
Verserai successivamente l'olio in un tegame, per poi aggiungere l'aglio schiacciato e circa 2 cucchiai di prezzemolo tritato. Dopo di chè lascerai appassire leggermente il soffritto per 2-3 minuti, mescolando spesso e successivamente unirai i pomodori pelati.
Quindi mescolerai con una spatola per amalgamare gli ingredienti e lascerai cuocere il sughetto per un arco di tempo di 7-8 minuti. aggiusterai di sale e pepe e infine unirai le Triglie senza sovrapporle tra di loro. A questo punto le triglie non andranno nè girate nè mosse, per favorire la cottura e per mantenerle umide le cospargerai con un pò di sughetto.Successivamente coprirai con un coperchio e proseguirai la cottura per 10-15 minuti, a seconda della grandezza del pesce; potrai verificare la cottura con una forchetta provate e quindi vedere se la carne delle triglie si stacca dalla spina centrale facilmente, ciò indice che sono pronte ! A questo punto non ti rimane che spolverizzare le Triglie nuovamente con un cucchiaio di prezzemolo tritato poco prima di servirle in tavola ancora calde per la felicità dei palati.
Fonte : Giallo Zafferano
La fotografia relativa alla ricetta delle Triglie alla Livornese è tratta dalla pagina web "Giallo Zafferano"
Francesco Maccioni