Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2024-05-04 16:38:21

Le città dove si mangia meglio: l' Italia vanta il dominio del podio dove si mangia meglio al Mondo secondo Taste Atlas, la nota guida online di viaggio esperienziale per il cibo tradizionale e che raccoglie ricette autentiche, recensioni di critici gastronomici nonchè articoli di ricerca sugli ingredienti e i piatti popolari

Caro lettore, cara lettrice la nota guida online Taste Atlas Taste ha stilato una classifica riguardante le 100 città dove si mangia meglio al Mondo. Nella graduatoria compagliono ben 11 città italiane e tra queste 4 nella top ten e 3 sul podio. Alla posizione numero 82 troviamo la città di Trieste che precede Batumi in Georgia e Belo Horizonte in Brasile.

Sorrento è stata inserite dalla suddetta guida al 79esimo posto nella classifica delle città dove si mangia meglio al Mondo, portale che esalta i piatti più famosi della splendida località campana, come gli gnocchi alla Sorrentina e le linguine allo scoglio.

Al 74esimo posto troviamo Catania : la città etnea si trova davanti a Chiclayo in Perù e dietro a Ho Chi Minh City in Vietnam. Tra i piatti più famosi della cucina catanese troviamo la pasta alla norma, la caponata, la cassata, la granita e i cannoli.

A rappresentare il nostro Bel e Amato Paese nella classifica dedicata alle 100 città dove si mangia meglio al Mondo troviamo anche La Morra, il meraviglioso borgo situato in provincia di Cuneo famoso per i Tajarin al tartufo bianco d'Alba, gli gnocchi e i ravioli.Mentre Venezia occupa il 59esimo posto della graduatoria, inserita prima di Chengdu in Cina e dopo Yogyakarta in Indonesia, la Serenissima è famosa per il fegato alla Veneziana, i Bigoli in salsa, il baccalà mantecato e gli spaghetti al nero di seppia.

Delle 11 città italiane presenti nella classifica stilata dalla guida Taste Atlas, 6 si trovano al di fuori della top ten: Milano, per esempio, è stata inserita alla 48esima posizione davanti a Malang in Indonesia, Praga in Repubblica Ceca e Merida in Messico.

La posizione numero 24 spetta alla città di Firenze, il Capoluogo della Toscana viene citato per la celebre bistecca alla fiorentina, il lampredotto, la ribollita ed anche per il gelato al pistacchio.Tornando al Nord Italia Torino occupa l'ottavo posto della graduatoria di Taste Atlas dedicata alle città dove si mangia meglio al Mondo: la città capoluogo del Piemonte precede Gaziantep in Turchia e Bandung in Indonesia.

Quanto al podio della classifica stilata dalla guida Taste Atlas esso è occupato da tre città italiane: al terzo posto troviamo Napoli che precede l'austriaca Vienna, le giapponesi Tokyo e Osaka e la cinese Hong Kong.Mentre la città di Bologna, precedentemente eletta la capitale italiana del cibo nel 2023 viene inserita al secondo posto nella classifica che mette in fila le città dove si mangia meglio in tutto il Mondo. Tra i piatti tipici del Capoluogo emiliano la suddetta guida ricorda le tagliatelle al ragù bolognese, i tortellini in brodo e le lasagne alla bolognese.A svettare nella classifica stilata dalla nota guida online Taste Atlas riguardante le città dove si mangia meglio al Mondo c'è la nostra città capitale Roma, precedendo cosi' sul podio Bologna e Napoli. Tra le specialità della cucina romana segnalate dalla guida troviamo senza alcun stupore la pasta alla carbonara, la cacio e pepe e l'amatriciana.

Fonte : in Italia Magazine

             Wikipedia

La fotografia raffigurante il "Roof Garden Restaurant" a Roma è tratta dalla pagina web "Quandoo"

Francesco Maccioni 

Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2024-04-30 20:34:23

Il liquore al finocchietto selvatico e i segreti per una sua preparazione al top

Caro lettore, cara lettrice oggi desidero dedicare uno spazio del Blog alla preparazione di un digestivo diffuso in tutta la Sardegna: il liquore al finocchietto selvatico e la gentile signora Piera Cadinu della ditta “Orgosolo Liquori”, che sento personalm,ente di ringraziare, ci aiuterà a conoscerlo meglio con la sua magistrale illustrazione riguardante gli ingredienti : Il gambo fresco del finocchietto, non troppo maturo, di circa 10-15 centimetri, che si usa anche in cucina, anche se molti usano solo i semi. Poi alcool, acqua e zucchero»;

gli strumenti necessari : «Solo contenitori in acciaio e un coltellino per raccogliere il finocchietto»;

su come preparare il liquore sardo al finocchietto selvatico. «Una volta raccolto, lo si mette a mollo con l’alcool puro, in piccoli contenitori di acciaio, per circa 25 giorni/un mese. Ci si accorge quando va tolto a seconda di come cambia il colore. Passato questo tempo, si toglie l’infuso che si è formato, a cui si aggiunge lo sciroppo, fatto di acqua e zucchero. Si miscela tutto insieme, lo si lascia riposare e poi lo si imbottiglia»;

a riguardo del periodo dell' anno in cui si raccoglie il finocchietto selvatico la signora Piera ci dice con generosità : «Il finocchietto viene raccolto nel periodo di marzo/aprile, se c’è siccità tarda a maturare; quindi, è necessario che abbia piovuto almeno un po’, per poter fare una bella raccolta» per poi concludere su come raccogliere raccogliere e conservare il finocchietto selvatico :

«È molto semplice raccoglierlo, basta un coltellino, si taglia in modo abbastanza artigianale, non ci sono altri modi per farlo. Noi inoltre non facciamo grandi lavorazioni in modo da riuscire a mantenere una qualità alta. È una pianta che si trova in tutta la Sardegna, in Barbagia ne abbiamo tantissimo.

Lo imbottigliamo quasi subito; a casa è meglio metterlo in un luogo fresco e prima di consumarlo è meglio lasciarlo un po’ nel frigorifero, ma senza che diventi troppo freddo: in quel caso non si sentirebbero i profumi. Quindi consigliamo di berlo leggermente fresco, soprattutto d’estate. In questo modo sprigiona tutti i profumi. È un digestivo, quindi lo si può consumare dopo i pasti».

Fonte : L'UNIONE SARDA.IT -RICETTE SARDE

L' immagine relativa al liquore al finocchietto selvatico è tratta dalla pagina web " Giallo Zafferano Blog"

Francesco Maccioni 

Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2024-04-27 15:08:42

Caro lettore, cara lettrice a riguardo della carenza di personale nella ristorazione desidero proporti lo sfogo di una dipendente riportato dal "GAZZETTINO.IT NORDEST" : «Dopo 20 anni di lavoro io in cucina ancora a 4 euro l'ora. La percezione di molti è che il mondo della ristorazione sia come dipinto da Masterchef ma la realtà è diversa.Maltrattata economicamente.Non tutelata dal punto di vista previdenziale» sono i toni diretti e duri della testimonianza (la fonte non riportala “firma” per tutelare privacy e posto di lavoro della protagonista) recentemente al Gazzettino da una donna residente in provincia di Pordenone.

Il tema è caldo ed è stato anche al centro della relazione presentata dalla Confcommercio del Friuli Occidentale e riguarda il livello della retribuzione che possono raggiungere gli addetti che si occupano di ristorazione.Infatti l’ufficio studi che ha presentato i numeri ha rilevato che si tratta delle paghe più basse del terziario. Ma lo sfogo della dipendente che ha scelto di scrivere al giornale locale va ben al di là del semplice discorso dello stipendio : «La percezione di molti - la lettera inizia così - è che il mondo della ristorazione sia come dipinto da Masterchef ma la realtà è diversa».Occorre però fare la premessa per la quale ci sono datori di lavoro che si assumono tutte le responsabilità e che danno ai dipendenti il massimo della tutela.

Fonte : IL GAZZETTINO.it

Immagine tratta dalla pagina web "Immobiliare.it"

Francesco Maccioni 

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