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I CASCHETTAS DE SABA secondo nonna Pierina
I Caschettas de Saba sono un dolce costituito da un impasto di frutta secca e uvetta, con mosto cotto (saba) e semola, racchiusi da una sfoglia di semola di grano tenero e acqua. In alcune zone della Sardegna il “guscio” viene fatto sottilissimo e pare richiami il velo delle spose.Oggi I Caschettas de Saba sono un dolce di nicchia, bello da vedere e buono da mangiare mentre un tempo era un dolce antico e povero, dal sapore particolare.
Ingredienti :
Per la pasta: 1kg di semola rimacinata, acqua ben tiepida, un pizzico di sale e un pugno di strutto. Per il ripieno :1/2 l di sapa, due arance grattugiate,semola grossa ( tipo polenta ) 1/2 di acqua , un pò di zucchero. Questo è un dolce antico e povero, tipico sardo, dal sapore particolare.
Per la preparazione :
Potete iniziare preparando l'impasto e nel lavorarlo bene, quando esso è ben lavorato aggiungerete lo strutto, piano piano, finchè viene assorbito del tutto. Quindi lo avvolgerete con una pellicola e lo lascerete riposare. Dopo di chè metterete a bollire la sapa con l'acqua e la buccia d'arancia, per aggiungere successivamente due o tre cucchiai di zucchero in modo da addolcirli di più. Quando sta per prendere bollore verserete lentamente a pioggia la semola, come quando si fa la polenta. Per la quantità è bene regolarsi ad occhio, non deve essere molto dura perchè altrimenti cuocendo si addenserebbe, proprio come la polenta che si taglia . Quando è tiepida formerete dei cilindri un pò più grossi dei grissini e che posizionerete in un piatto o vassoio in modo che i vostri squisiti dolcetti siano pronti . Nel frattempo preparerete la sfoglia, che taglierete a listarelle e metterete il ripieno , secondo la lunghezza. Successivamente realizzerete le forme e le metterete in una teglia rivestita di carta forno. Metterete quindi le palline ( sa traggera ) a cuocere a fuoco dolce, intorno ai 130°/150°, i gradi dipenderanno dal forno. Prestate attenzione alla pasta, che deve restare bianca ma cotta e al posto della sapa potrete utilizzare il miele.Arrivati a questo punto i vostri squisiti Caschettas de Saba saranno pronti per deliziarvi il palato.
Fonte : RICETTE DI SARDEGNA
Immagine tratta dalla pagina web RICETTE DI SARDEGNA
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Eccellenze italiane : il vino sardo che ha conquistato le donne giapponesi
I vini della Sardegna sono fra i più apprezzati a livello mondiale e continuano a raccogliere consensi e successi a livello internazionale.Uno di essi, il Vermentino Branu della Cantina Surrau di Arzachena, è riuscito nel conquistare i gusti del pubblico femminile giapponese.
Il Vermentino Branu della Cantina Surrau di Arzachena, prodotto delle vigne della Gallura, ha vinto la medaglia d’oro al “Sakura Japan Woman’s Wine Award 2016”, conquistando la giuria presieduta dalla celebre esperta di vini Yumi Tanabe e composta solo da donne, tutte esperte di enologia. Il Vermentino delle Vigne Surrau ha cosi' sbaragliato la concorrenza, deliziando il palato delle signore del Paese del Sol Levante. In questa edizione 2016 del “Sakura”, prestigioso concorso internazionale di vino “al femminile”, erano presenti ben 3.543 prodotti ( 556 i vini italiani ), in rappresentanza di 35 Paesi.
La trasferta nel continente asiatico è stata un vero trionfo per le "Vigne Surrau", presenti anche al “Top Italian Wines Roadshow” di Seul, in Corea del Sud, dove i prodotti dell’azienda gallurese hanno ugualmente riscosso notevole successo. I suoi vini vantano inoltre la partecipazione all’evento “Tre Bicchieri” di Tokyo, curato e organizzato dal Gambero Rosso, con il Vermentino di Gallura denominato Sciala, marchio Docg, ovvero denominazione d’origine controllata e garantita.
Fonte : SARDEGNA REMIX
Immagine di una bottiglia di Vermentino Branu della cantina Surrau di Arazachena tratta dalla pagina web Callmewine
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Arriva a Cagliari il caffè pedagogico che offre consigli ai genitori per l' educazione dei figli
Nel quartiere Mulinu Becciu di Cagliari arriva il “Caffè Pedagogico”, organizzato dalla Cooperativa Panta Rei Sardegna. Dal 16 gennaio 2023 infatti partirà un percorso rivolto a genitori con figli e figlie di età compresa tra i 5 e i 15 anni, che sentono l’esigenza di rafforzarsi e riflettere in gruppo su questioni educative. In particolare la proposta permetterà di conoscere i bisogni fondamentali per lo sviluppo sano di bambini e ragazzi.Gli incontri, gratuiti e su prenotazione, saranno condotti da tre esperti professionisti dell’educazione: il dott. Ivano Orofino , pedagogista e fondatore del metodo BEM, la pedagogista dottoressa Veronica Aresu e la psicologa dottoressa Patrizia Accossu.
Attraverso modalità informali e attive verranno proposte esperienze volte a riflettere e approfondire insieme al gruppo come costruire una base affettiva sicura, come rafforzare la fiducia e al contempo la possibilità per i vostri figli/e di differenziarsi e di avere un pensiero proprio per esprimere la propria singolare unicità.Gli incontri cari amici e membri della community di Cam.TV si svolgeranno il lunedì a partire dal 16 gennaio, a cadenza quindicinale dalle 17 alle 18.30 presso in via Carpaccio, 14 nel quartiere di Mulinu Becciu e sarà un modo per avere delle risposte a quesiti come : “Perché mia figlia mi risponde sgarbatamente? Perché il mio bambino non accetta i “no”? E perché io non riesco a gestire il conflitto senza alzare la voce?”
Per saperne di più sulle modalità di partecipazione e ricevere ulteriori informazioni potete scrivere una mail a [email protected] o telefonare al numero 3891424929
I caffé sono luoghi di incontro, di passaggio, di transizione, di perdita e al tempo stesso spazi di conversazione tra sconosciuti, ritrovi quotidiani, momenti di pausa, luoghi esposti all’attualità, alla critica, al dialogo, alla democrazia del buon senso. Luoghi d’invenzione, di ragione, di dialettica, di lotta, di costruzione di identità, di relazioni e di nuovi mondi. I caffè, diversamente dai luoghi d’istruzione formale, dove la conoscenza privilegia il sapere trasmesso, sono luoghi del dirsi, del dirci al singolare e al plurale, spazi di un' altra formazione, informale, che coniuga il dirsi con il dire dell’altro, la conoscenza esperienziale con la conoscenza letteraria, la coscienza personale con la coscienza sociale.
Il Caffé pedagogico nasce nel 2006 nel Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze, ora Beni culturali, dell' Università Cà Foscari di Venezia, per rispondere all’esigenza di uno spazio informale/formale attento alla conoscenza come rapporto tra esistenza e sapere, luogo di transizione dai saperi alle persone. So di non sapere, sosteneva il buon Socrate, non so di non sapere, diceva il fisico Heinz von Foerster. Sapere di sapere richiede la conoscenza della formazione del pensiero, ovvero come ciascuno di noi costruisce i propri processi del conoscere, le personali epistemologie.Come e cosa so? questa potrebbe essere una buona questione per un Caffé pedagogico che vuole ri-conoscere la strategia della personale epistemologia, come direbbe il bravo antropologo, sociologo nonchè psicologo Gregory Bateson, strategia che porta a coltivare quell’impegno di conoscere e di auto-riconoscersi, nel dialogo, nella scrittura, nelle performances attraverso le proprie conoscenze, le proprie pratiche e storie di vita.
Fonte : Casteddu Online
Centro SELISI – Università Ca’ Foscari Venezia - Caffè Pedagogico org
Immagine tratta dalla pagina web del
Francesco Maccioni Libero pensatore