Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2024-04-16 10:43:31

Alla cantina vitivinicola della famiglia Argiolas va il premio Vinitaly International

La Sardegna è stata fin da subito protagonista al 56esimo Vinitaly, inaugurato ieri nella giornata dell'altro ieri a Verona e la famiglia Argiolas, che gestisce e conduce magistralmente la nota cantina di Serdiana, insieme al giornalista Bruce Sanderson, senior editor di "Wine Spectator", sono i vincitori per l' anno corrente del premio "Vinitaly International". Il riconoscimento, consegnato alle sorelle Valentina Argiolas e Francesca Argiolas, viene assegnato ogni anno a coloro che si sono distinti nel contesto vitivinicolo nazionale e internazionale.

La cantina Argiolas è stata acosi' selezionata per il prezioso contributo versato alla promozione del vino prodotto in Italia all'estero, per la dedizione all'eccellenza, all'innovazione e alla sostenibilità», nonché per la sua capacità visionaria.

Fonte : L'UNIONE SARDA.it

L' immagine relativa alla premiazione alla famiglia Argioals durante l'evento "56esimo Vinitaly" è tratta dalla pagina web " Sardegna Live"

Francesco Maccioni 

Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2024-04-14 14:42:33

Caro lettore, cara lettrice otteniamo un grande senso di serenità quando non contrapponiamo resistenza e lasciamo cosi' andare ciò che non siamo in grado di cambiare fuoriuscendo dalla nostra comfort zone, che ci invita a tenere sotto controllo tutte le situazioni con un notevole dispendio di energia e inducendoci in uno stato di tensione.E' un atto di gran coraggio quello che ci spinge a lasciare andare ciò che non siamo in grado di cambiare.

Il gesuita Francesco Piras, fondatore della Scuola di Meditazione Trascendentale Sardegna, mi ha insegnato la "Preghiera della Serenità", una preghiera che desidero proporti e dall'autore non certo.Ti auguro di trascorrere in serenità il proseguimento della Domenica.

La Preghiera della Serenità:

«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,

il coraggio di cambiare le cose che posso,

e la saggezza per conoscerne la differenza.

Vivendo un giorno per volta;

assaporando un momento per volta;

accettando la difficoltà come sentiero per la pace.

Prendendo, come Lui ha fatto, questo mondo peccaminoso così com'è, non come io vorrei che fosse.

Confidando che Egli metterà a posto tutte le cose, se io mi arrendo al Suo volere.

Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita,

e infinitamente felice con Lui per sempre nella prossima.»

Fonte : Scuola di Meditazione Trascendentale Sardegna

             Alessandro Ferrari Coach Life

             Wikipedia

Immagine tratta dalla pagina web del Coach Life Alessandro Ferrari

Francesco Maccioni ricercatore indipendente, filantropo 

Cucina Italiana e Regionale

Founder Junior

2024-04-13 16:41:31

Su Pani Indorau

Caro lettore, cara lettrice oggi desidero parlarti di una ricetta semplice che, come molte altre preparazioni della tradizione sarda, valorizza il riutilizzo degli ingredienti: su Pani Indorau.

La gentile signora Sabrina Tola del Panificio Sa Mesa Tola di Meana Sardo ci illustra egregiamente la ricetta del Pani Indorau e la sua storia : << Nasce per non avere sprechi in casa sul pane, dal cosiddetto “pani a pungiu”. Si chiama così, perché è come se, prendendolo da una parte e dall’altra, stessi tentando di aprirlo: da qui il termine “pugno”. La cosa più bella era l’attenzione dei nostri anziani per non perdere il pane raffermo e trasformarlo in un piatto saporitissimo. Tuttora, quando viene fatto nelle case, è subito festa per quanto è buono. Purtroppo, adesso c’è la tendenza a buttare il cibo piuttosto che riutilizzarlo in maniera creativa».Riguardo gli ingredienti e in cosa consiste la signora Sabrina ci spiega : << Acqua, sale, semola e lievito madre. È una pasta dura, con un’idratazione al 50%, quindi è molto asciutto. Si fa un rotolo su sé stesso, in modo molto grossolano e il risultato è un grande “tubo”, che va intaccato al centro. Si fanno quindi due metà. Dopo qualche ora dalla lievitazione, si fa un altro taglio perpendicolare ed il risultato sono quattro “pugni”.

Quando il pane non si usava tutti i giorni e diventava duro, gli si dava nuovamente vitalità con del latte. Poi uovo e strutto: nella nostra cultura non si sono sempre usati olii pregiati. Purtroppo, il lievito madre non si usa più tanto, ma originariamente la ricetta lo prevedeva».

La gentile signora Sabrina Tola termina illustrandoci la preparazione del Pani Indorau per la quale sento personalmente di ringraziarla : <<Lo si divide a metà, facendo un intacco sul corpo del pane e successivamente ad una prima lievitazione, si fanno nelle due metà rimanenti altri quattro tagli. Tradizionalmente, il pane che dopo circa una settimana, ormai era immangiabile, veniva imbevuto nel latte e nell’uovo sbattuto, in modo da ammorbidirlo. Lo si soffriggeva addirittura nello strutto: era veramente squisito. Veniva lasciato friggere per qualche minuto, il tempo di assumere il tipico colore dorato da cui deriva il nome».

Fonte : L'UNIONE SARDA.it

L' immagine relativa al Pani Indorau è tratta dalla pagina web "Lisa in cucina - altervista.org"

Francesco Maccioni 

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