Valerio Attilio Rossi
Formatore,saggista, divulgatore digitale
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e3275ba-475c-4cf4-b402-1e27dc47565b.html Coronavirus: tutto previsto e programmato? Sembra proprio di si!!!
Valerio Attilio Rossi
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https://it.wikipedia.org/wiki/Euro Personalità che si sono pronunciate contro l'euro Tra i principali economisti a livello internazionale ve ne sono molti che avanzano, o hanno avanzato in passato, forti riserve sugli effetti e sul rapporto costi/benefici della moneta unica, tanto da considerarne l'adozione un fatto più o meno negativo. Tra essi vi sono Roger Bootle (economista della City di Londra)[66], vincitore nel 2012 del Wolfson Economics Prize per lo studio di fattibilità economica sullo smantellamento della zona euro[67], Dominick Salvatore (professore alla Fordham University di New York)[68], Rudi Dornbusch (già professore al Massachusetts Institute of Technology)[69], Martin Feldstein (professore alla Università di Harvard)[70] e i premi Nobel Milton Friedman[71], Amartya Sen[72], Joseph Stiglitz[73], Paul Krugman[74], Christopher Pissarides (inizialmente sostenitore dell'euro)[75] e James Mirrlees[76]. In diversi paesi europei esiste e si sta allargando un dibattito sull'opportunità di mantenere l'adesione all'euro e all'eurozona. Tra i politici, gli economisti, gli accademici maggiormente critici, o addirittura contrari, nei confronti dell'adozione dell'euro si hanno gli ex ministri economici Paolo Savona (già professore di economia alla LUISS e professore presso l'Università degli Studi Guglielmo Marconi)[77], Giuseppe Guarino (già professore di giurisprudenza alla Sapienza Università di Roma)[78], Giorgio La Malfa (già professore di economia all'Università di Catania)[79][80], Vincenzo Scotti[81], l'ex commissario europeo Frits Bolkestein[82], Hans-Olaf Henkel (già presidente della Confindustria Tedesca)[83][84][85], e gli economisti Alberto Bagnai (professore di economia all'Università di Pescara)[86][87], Claudio Borghi[88], Luigi Zingales (professore presso la University of Chicago Booth School of Business)[89], Antoni Soy (professore all'Università di Barcellona), Jean-Pierre Vesperini (professore all'Università di Rouen), Brigitte Granville (professoressa alla Queen Mary University di Londra), Peter Oppenheimer (già professore all'Università di Oxford), Sergio Cesarotto (professore di Politica Economica all'Università di Siena)[90]. Altri studiosi, come Emiliano Brancaccio della Università del Sannio, hanno segnalato che in caso di tracollo dell'Unione monetaria esisterebbero modalità alternative di gestione dell'abbandono dell'euro, ognuna delle quali ricadrebbe in modi diversi sulle diverse classi sociali. Questa tesi è stata riproposta nel "monito degli economisti" pubblicato nel 2013 sul Financial Times.[91]
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