Narcisismo e l'arte di salvarsi

L'essenziale è invisibile agli occhi

Narcisismo e l'arte di salvarsi

L'essenziale è invisibile agli occhi

2022-07-19 07:35:16

6 DOMANDE DA PORSI DOPO LA FINE DI UNA RELAZIONE

Nessun rapporto umano è mai completamente privo di conflitti. Non esiste la coppia perfetta, così come non è possibile essere costantemente felici e appagati. Litigi, gelosie, incomprensioni, tensioni e momenti di crisi devono però essere limitati a brevi periodi, legati a circostanze specifiche, spiegabili e reali. Se la percezione di infelicità e di disagio si protrae troppo a lungo o è addirittura uno stato permanente, allora di sicuro c’è qualcosa che non va. Le relazioni tossiche in amore purtroppo sono le più frequenti proprio perché in nome di questo sentimento ci si sacrifica fino a trovarsi coinvolti in dinamiche abusanti e dannose.

Troncare questo tipo di legame risulta alquanto complesso, in quanto spesso chi soccombe non comprende o accetta totalmente ciò che accade, mentre chi abusa lo fa addirittura inconsciamente. Anche quando si è consapevoli dello stato di sofferenza si ha difficoltà a uscirne poiché nel frattempo si è creata una vera e propria dipendenza affettiva o si ha il terrore della solitudine.

Quando qualcuno ci lascia, qualcosa dentro di noi si frattura

Realizzare il distacco, comprendere quel senso di mancanza che fa così male dentro. Lasciare andare l’altro, “disattivarlo” nel nostro mondo interiore. Rimodellarsi su nuovi equilibri. Può essere davvero tutto molto complicato, in parte anche quando siamo noi stessi a volerlo.

La separazione in una relazione di attaccamento è senza dubbio tra le esperienze più dolorose. Non ci sentiamo mai pronti anche se in passato abbiamo già conosciuto abbandoni e distacchi. Anzi, spesso succede di essere ancora più fragili e spaventati. E persino quando la fine in qualche modo è annunciata succede di non essere profondamente preparati. Così come, sembra assurdo, quando stiamo uscendo da una relazione tormentata.

Cosa succede quando chiudiamo una relazione tossica?

Le relazioni tossiche sono sicuramente quelle di cui è più difficile elaborarne la fine; in questo caso è come se dovessimo elaborare la fine di due relazioni, la perdita di due persone, totalmente in contrapposizione tra loro. Una caratteristica di questo genere di relazioni, infatti, è quella di cambiare drasticamente nel tempo: un idillio iniziale che lascia spazio ad un vortice di solitudine, rabbia, colpa, paura in un secondo momento.

6 domande da porsi dopo la fine di una relazione

L’aspetto “complicato” della fine della relazione da accettare, in questo caso, è che c’è una parte di te che resta saldamente ancorata a tutte le emozioni intense e meravigliose che hai sperimentato all’inizio della relazione e, un’altra, probabilmente più consapevole, profondamente ferita da tutte le implicazioni negative che la relazione ha avuto per te. Sei come scissa, divisa in due e oscilli tra l’idealizzazione e la nostalgia della persona idealizzata che non c’è più e la rabbia nei suoi stessi confronti. Non ci sono tempi prestabiliti per elaborare la fine di una storia, non si può affrettare, non esistono sconti sul dolore. Si tratta di un percorso interiore che ti porterà a sollevare domande per sfidare i tuoi assetti precedenti. Per poi cambiare comportamento, aspettative, definizione di te stessa. Ecco le domande da porti; ti saranno utili per portare alla luce tutto il tuo vissuto.

1) Perché mi sono così legata alla persona sbagliata?

La prima cosa utile che puoi fare è elaborare questo processo di pensiero così critico nei tuoi confronti: la tua sofferenza ha un senso, se ti sei legata così profondamente a una persona tossica probabilmente non sei mai stata abituata a riconoscere e dare valore ai tuoi bisogni. La buona notizia è che puoi iniziare adesso: se hai ancora bisogno di soffrire, di stare male, di piangere puoi farlo. E non c’è nulla di sbagliato in questo. Ricorda: le tue emozioni sono tutte utili e preziose! Questa sofferenza parla di un tuo bisogno: metterla a tacere non ti sarà d’aiuto nel riconoscerlo, accoglierlo e soddisfarlo.

2) Perché mi colpevolizzo?

In questo turbinio di emozioni contrastanti spesso prende il sopravvento il senso di colpa. Come puoi realmente liberarti di un’emozione che rischia di tenerti costantemente in trappola? Sappi che i sentimenti di colpa tendono quasi sempre a culminare in una dolorosa e controproducente ruminazione che, a sua volta, non fa che accentuare l’intensità dei sentimenti negativi. Devi, pertanto, imparare ad accettare che non dipende tutto da te. Spesso succede semplicemente che l’altra persona non è in grado di dare o fare abbastanza rispetto a quanto dovrebbe per tenere viva la relazione.

Purtroppo capita di innamorarci di persone che non sono in grado di ricambiare pienamente o che sono totalmente assorbite dalle proprie lotte interiori. Siamo tutti umani, sbagliamo tutti, nessuno di noi è impeccabile nelle relazioni. In ogni caso, non devi MAI prenderti la colpa di tutto.

3)

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2022-07-18 09:03:08
COME SOSTITUIRE I PENSIERI NEGATIVI

A tutti capita di avere pensieri negativi che attanagliano la mente, creando disagio e malessere. I pensieri negativi sono inutili e spesso automatici, ma è importante fare in modo che non prendano il controllo. Si tratta di pensieri autocritici che vanno gestiti e tollerati affinché non ci si impantani.

Capiamo dunque come “sostituire” i pensieri inutili con quelli positivi. La consapevolezza delle nostre emozioni è necessaria per essere sempre presenti a noi stessi ed affrontare le problematiche di vita spostandosi verso un modo di pensare e di ragionare più equilibrato, realistico e utile.

Ci sono molteplici modi per farlo, dalla terapia ad esercizi e strategie mirate. Per affrontare i pensieri negativi o inutili, l’esercizio a due colonne può essere un ottimo inizio. Su un foglio di carta traccia una linea centrale che lo divide in due parti; sul lato sinistro scrivi tutti i pensieri negativi e inutili che ti fanno stare male, senza pensarci troppo, annota più che puoi. Nella colonna di destra invece devi inserire delle contro-argomentazioni, non è necessario scriverne tante. Questo può aiutarti a prendere una certa distanza da quella parte della tua mente estremamente critica che produce quei pensieri negativi. Scrivere i pensieri inutili tra virgolette potrebbe portarti a vederli solo come pensieri che attraversano la mente ogni giorno, piuttosto che verità assolute. Alla fine puoi pensare di appendere i pensieri positivi in un posto dove potrai osservarli ed usarli come monito per le tue giornate.

Le esperienze della nostra vita ci danno informazioni importanti sul mondo che ci circonda e su noi stessi, ma possono generare anche pensieri inutili e negativi rispetto al nostro modo di agire in determinate situazioni. È quindi necessario darsi nuove sfide da fronteggiare per mettersi alla prova. Per ogni situazione negativa che la vita ci pone di fronte dovremmo essere capaci di produrre cinque situazioni positive. Volendo trasporre nella quotidianità questo concetto, potresti nominare ogni mattina, prima di iniziare la giornata, cinque cose che ti piacciono di te. Nella pratica clinica mi accorgo spesso che i pazienti hanno la tendenza ad auto criticarsi rimproverandosi duramente per i propri comportamenti. Fare un passo indietro per riconoscere che il nostro critico interiore sta agendo a nostro favore, ma nel modo sbagliato, serve a capire che dobbiamo essere più compassionevoli nei confronti di noi stessi. Ciò ci permetterà di costruire una relazione positiva con la nostra parte più profonda. Cerca di darti un giudizio più compassionevole quando fai qualcosa e sbagli o non riesci al meglio. Non criticarti per i tuoi limiti, ma guardali come un punto da cui partire per crescere ed eliminare i pensieri inutili e negativi.

I pensieri inutili sono spesso legati ad inviti all’azione. È utile capire cosa ci vuole dire, cosa ci nasconde un pensiero negativo quale limite ci sta ponendo e come possiamo superarlo. A volte i pensieri inutili e negativi sono tali solo nella nostra testa. Quando ti trovi a pensare qualcosa di negativo, chiediti se lo diresti a qualcun altro. Solo immaginare la faccia che farebbe qualcun altro a sentire ciò che pensi può aiutarti a contrastare quei pensieri trasformandoli in qualcosa di più amorevole. Spesso oltre ai pensieri negativi o inutili potrebbe essere presente un senso di colpa dovuto proprio al fatto di aver avuto questi pensieri entrando in un circolo vizioso. Tutto ciò provoca una resistenza a quello che vivi generando ancora più sofferenza. Usare l’auto accettazione è un buon modo per tenere a bada questi pensieri. Come dicono i buddisti: “Arrenditi!”. Ogni volta che senti nascere un pensiero inutile bloccalo lì, fai una pausa e fai del tuo meglio per spingerlo via. Chiediti: “posso permettermi che stia qui?”. Accettare se stessi significa anche accettare le proprie debolezze. Considera che la maggior parte della nostra mentalità, dei nostri modi di ragionare, lo sviluppo del pensiero avviene nella nostra infanzia e rappresenta la nostra base evolutiva, ma è difficile conoscere cosa c’è nel nostro inconscio che guida i pensieri negativi o inutili. Un intervento specialistico può senz’altro aiutare a trovare uno spazio in cui parlare dei tuoi problemi e di ciò che ti preoccupa dei tuoi sentimenti ma potrà aiutarti anche a trovare quegli schemi comportamentali che potresti non essere in grado di cogliere e che provocano i tuoi malesseri.

In conclusione, possiamo dire che tutti hanno pensieri inutili, spesso negativi e provocano stati di disagio, alcuni più di altri. Ma come in tutte le cose l’abitudine aiuta a trasformare quei pensieri fino a liberarsene. La vera trasformazione viene dalla coerenza; volersi veramente bene, seguire le proprie inclinazioni, allontanarsi dal giudizio e dalle aspettative altrui è la conditio sine qua non per raggiungere il cambiamento.

Ricorda: “Tu non sei i tuoi pen

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2022-07-17 09:56:50
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