Degustare un vino stimola il cervello più della matematica Lo sostiene uno studio dell'Università di Yale: degustando un vino si vanno a stimolare le più disparate aree del cervello, collegate alla ricezione dei sensi e ai nostri ricordi Aprire una bottiglia di Barolo, versarne un bicchiere, osservarlo e degustarlo con attenzione stimolerebbe molte più parti del cervello di un complicatissimo problema di matematica. A sostenerlo è il neuroscienziato dell'Università di Yale Gordon Shepherd, che nel suo libro "Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine" descrive il processo di degustazione del vino come un qualcosa di ben più complesso dell'ascolto di musica classica o della risoluzione di un'espressione di algebra. E il perché è presto detto. Come ricorda il dottor Shepherd, l'approccio al vino sollecita la maggior parte dei nostri sensi. La vista inizia a interagire con la bottiglia ancora tappata, e prosegue andando ad analizzare la tonalità e l'intensità del colore di ciò che viene versato nel bicchiere; l'olfatto viene chiamato in causa quando si tratta di riconoscere i sentori di fiori, frutti e spezie che salgono dal calice; e infine, al momento dell'assaggio, il gusto va a rilevare le note dolci, quelle acide e quelle sapide presenti nel vino, mentre la lingua e il palato percepiscono le sensazioni tattili legate al corpo e alla tannicità di certi rossi. Ma non solo. La degustazione diventa un esercizio ancora più completo quando dai sensi si passa ai ricordi, fondamentali per riconoscere profumi e sapori, andando a coinvolgere naso, lingua e gola in un processo che arriva fino all'emozione e al giudizio di valore. Il tutto, per essere svolto nel modo più corretto, deve dunque mettere in funzione e in relazione tra loro le più svariate parti della nostra mente. Non a caso un altro studio realizzato dallo stesso Shepherd aveva rivelato come l'esercizio continuo a cui sono sottoposti alcuni dei migliori sommelier del mondo abbia portato all'ispessimento di certe aree del loro cervello, in grado di garantire loro una maggiore agilità mentale.

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Vecchio Ulivo pensante di Puglia

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Capodoglio spiaggiato a Porto Cervo: al suo interno 20 kg di plastica e un feto di 2,5 metri Animali Domenica 31 Marzo 2019 Capodoglio spiaggiato a Porto Cervo: al suo interno 20 kg di plastica e un feto di 2,5 metri "Questo capodoglio è stato trovato morto a Porto Cervo, in Sardegna: nella pancia aveva un feto e 22 kg di plastica. C'è ancora qualcuno che dice che questi non sono problemi importanti?". Anche il Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, è voluto intervenire in merito al drammatico ritrovamento del capodoglio morto di giovedì scorso sulla costa di Porto Cervo. Del resto, la questione dell'inquinamento dei mari, sembra assumere toni drammatici anche nel nostro Mediterraneo e i ripetuti rinvenimenti di animali marini con rifiuti di varia natura al loro interno, sono a confermarlo. Il capodoglio, lungo oltre sette metri, era stato avvistato sulla riva di Cala Romantica, splendida località turistico balneare sarda a due passi da Porto Cervo, lo scorso 28 marzo..........Pensiamoci gente !

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