ROMA - E' preparato senza aggiunta di sale, ma è molto saporito perché fatto con acqua di mare, ricca di minerali naturali. E' il pane all'acqua di mare già proposto con successo da alcuni panifici vesuviani, e approdato ora nella grande distribuzione, per il momento solo nei supermercati napoletani della catena Sole 365. Un alimento che suscita grande curiosità, che porta con sè tutta la suggestione della cultura mediterranea. I vantaggi rispetto al pane comune sono notevoli. In primo luogo, la drastica riduzione del sodio, che lo rende ideale per chi deve seguire una dieta povera di sale, ma anche la presenza di minerali essenziali: magnesio, iodio, potassio, ferro e calcio. E considerato che è il cibo più basilare, può fornire una preziosa integrazione all'alimentazione quotidiana, andando incontro al tempo stesso ad una platea di consumatori sempre più attenta alla salute. Maria Grazia Volpe, ricercatrice del Cnr - Istituto di Scienze dell'alimentazione, dichiara che "Gli studi approfonditi sinora compiuti attestano le qualità del pane prodotto con l'acqua di mare, che è naturalmente ricco di elementi essenziali per la salute, oltre a essere un ottimo antiossidante. Il suo consumo è indicato per chi deve seguire una dieta povera di sodio e consente di arricchire la dieta di componenti fondamentali". Il Ministero della Salute raccomanda di non superare la soglia del 1,3% di sodio nel pane, che è la principale fonte di sale nella nostra alimentazione. Il pane all'acqua di mare ne contiene solo l'1%. Un risultato importante, che ha attirato l'interesse di istituzioni come la Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana). L'arrivo di questo tipo di pane alla grande distribuzione si deve a Pan del Giorno, marchio storico della panificazione napoletana, mentre l'acqua usata per la ricetta è fornita da Steralmar, prima azienda italiana a produrre acqua di mare microbiologicamente pura per uso alimentare, secondo un metodo di purificazione brevettato e scientificamente approvato.

Senza gambe ma con un cuore grosso così, che gli ha consentito di piantare 17mila alberi in 19 anni. Lui è il cinese Ma Sanxiao, 70 anni, un veterano che ha perso gli arti inferiori ed è cresciuto su una montagna brulla e sterile della catena di Taihang. Qui ha iniziato a creare una vera e propria foresta nel villaggio di Mayu, nella contea di Jing, parte della provincia settentrionale di Hebei. Una vanga, una zappa e una volontà di ferro, questi i soli strumenti che dal 2000 a questa parte Ma Sanxiao ha a disposizione. “Anche se non ho due gambe e la mia energia è limitata, continuerò a piantare alberi”, ripete. E il motivo gli fa onore. Se inizialmente, infatti, lo faceva per racimolare qualche spicciolo per la sua famiglia, oggi è deciso più che mai a continuare in questa sua missione per dare un futuro migliore alle generazioni che verranno. Ma Sanxiao si unì a una truppa nella provincia del Fujian all’età di 20 anni come spia militare. Tre anni dopo, una forte infezione e la sepsi lo costrinsero a ritirarsi (nel 1974). Dapprima lavorò come insegnante, poi come agricoltore. Nel 1984, la sua malattia peggiorò e causò un’infiammazione alla gamba destra. Dovette subire l’amputazione della sua parte inferiore nel 1985. L’anno successivo, la stessa infiammazione si verificò all’altra gamba. Per curarlo, la sua famiglia prese in prestito più di 200mila yuan (circa 26mila euro), ma sfortunatamente i medici non riuscirono a salvare la gamba sinistra, che fu amputata nel 2004. cinese albericinese alberi 2 Dal 2000, il signor Ma ha iniziato a piantare alberi per pagare i debiti che la sua famiglia aveva accumulato. Ma questa necessità è diventata una virtù. cinese alberi 3 Secondo quando si racconta su China News, l’anziano signore si sveglia ogni mattina alle cinque e, a bordo di un autobus, raggiunge la montagna e trascorre la giornata a piantare alberi sul lato occidentale della catena del Taihang. Come fa? Smonta le protesi, indossa i guanti e, strisciando e gattonando, lavora. Una vera forza della natura. Così facendo ogni giorno, con decine e decine di alberi Ma Sanxiao sta rimboschendo una zona altrimenti deserta. “Ho iniziato questo lavoro anni fa per aiutare la mia famiglia molto povera – spiega l’uomo. Ora, finché vivrò continuerò a piantare alberi per le future generazioni”. E allora buon lavoro signor Ma!

È uno degli spettacoli naturali più popolari e attesi in Lombardia: come ogni anno, la fioritura del ciliegio selvatico di Besana Brianza (nei campi della frazione di Vergo Zoccorino), il più grande della regione e tra i più grandi d'Italia, sta richiamando centinaia di visitatori e suscitando grande entusiasmo sui social network, dove si moltiplicano i post dedicati e il gruppo Facebook "Il nostro magico ciliegio" sfiora ormai i 2300 iscritti. Tra gli utenti più attivi ci sono Alessandro Viganò e Dante Colombo, che con i loro scatti documentano la bellezza del ciliegio - inserito l'anno scorso dal Ministero delle Politiche agricole nell'elenco degli alberi monumentali d'Italia - e l'incessante afflusso di visitatori. L'appello per chi arriva sul posto alla ricerca dello scatto perfetto è come sempre quello di rispettare la natura, sia mentre si cammina tra i campi sia una volta raggiunto l'albero, evitando di salire sui rami spezzandoli e di strappare fiori come ricordo

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