Perché soffriamo e non siamo felici ? Come essere davvero felici!

2019-03-03 17:07:27

Perché soffriamo e non siamo felici? Molte persone lamentano una infelicita importante nella propria vita, così imponente da fare perdere loro il gusto e la gioia di ogni giorno. Ma perché siamo infelici? Spesso molte persone , dicono di essere infelici perché non trovano l’Amore, non trovano l’anima gemella, così soffrono di solitudine, sentendo un vuoto incolmabile nella propria vita . Anche io ho sentito varie volte nella mia vita questo senso di vuoto , di solitudine. Alcune volte era legato alla presenza o meno di un partner, altre volte non era determinato da questa . Ma allora cosa ci fa sentire insoddisfatti dalla vita ? Forse perché non sappiamo davvero chi siamo ,per questo motivo non riusciamo a direzionare la nostra energia e la nostra vitalità verso ciò che per noi è davvero importante . Non troviamo la nostra strada le realizzarci, per mettere a frutto i nostri talenti, sempre se li conosciamo l Magati abbiamo un lavoro che non ci soddisfa, attraverso il quale non si sentiamo abbastanza valorizzare se non addirittura sottovalutati. Magari siamo timidi,insicuri , abbiamo pochi amici con cui parlare,non osiamo essere noi stessi. Che fare allora per uscire da questo vicolo cieco? È necessario prima di tutto ritrovare il contatto con noi stessi e chiederci sinceramente cosa davvero vogliamo per la nostra vita, quali sono i sogni, i progetti accantonati, le capacità che non abbiamo abbastanza sviluppato. Poi è necessario chiedersi anche cosa non vogliamo nella nostra vita e cercare di dire un no deciso a tutto ciò che ci fa male, che siamo situazioni, relazioni o eventi.È importante prenderci dello spazio per ritrovare il contatto con noi stessi, per capire chi siamo e quale è la strada migliore per noi. Il passo successivo è ritrovare il coraggio di essere finalmente ciò che siamo, al di là di quello che gli altri pensano di noi, senza paura di essere giudicati, rifiutati, non amati. Lo so, il passo non è facile per nessuno, ma credo sia l’unica via che ci possa portare , superati gli ostacoli,la paura a uno stato di felicità che niente e nessuno ci potrà portare più via . E allora iniziamo insieme questo sentiero , un po’ in salita subito,, ma arrivati in vetta la vista sarà mozzafiato!

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Soffri per gelosia? Dal mio libro “Coppia convenzionale Coppia essenziale “

2019-03-03 12:07:34

In contesto di coppia , senza che dei membri di essa abbia fatto un lavoro su di se, spesso la possessività diventa una caratteristica stabile del rapporto di coppia. Avviene infatti che i membri di questa ritengono che la possessività è un elemento normale e sano per due persone che si amano e che l'assenza di possessività significhi assenza di interesse, assenza di amore.Naturalmente è esattamente l'incontrario ma questo lo vedremo più avanti. I componenti della coppia cominciano a pensare all'altro come possesso che hanno di diritto e che è solo loro. La parola "mio" diventa parte della loro concezione dell'amore. Il partner è concepito alla stregua di un oggetto che si è acquistato e quindi deve essere nascosto, preservato, protetto. Se per caso qualche persona entra per motivi di lavoro o di amicizia nella sfera del proprio amato o della propria amata viene visto subito con sospetto e guardato a vista. Ogni sua mossa è studiata con attenzione e spesso la persona comincia a vedere delle intenzioni che non ci sono , una malizia che non è mai esistita ed è capace di interpretare gesti, sorrisi , azioni alla luce delle proprie paure discostandosi completamente da quella che è la realtà. Questi timori portano a degli errori di falsa percezione ma la cosa più inquietante è che la persona che li prova ne è completamente convinta. Spesso il rischio è dell' instaurarsi di una vera e propria patologia.La gelosiaIn questo contesto di paure, timori e ansie non comprovate da una effettiva realtà si instaura come un ospite silente e strisciante la gelosia. La possessività di cui abbiamo parlato fino ad ora porta naturalmente alla gelosia. Se l'altra persona è un possesso nessuno può permettersi di interessarsi a lei, di guardarla, di fare amicizia. Ogni persona che guarda l'amato o l'amata è un vero e proprio nemico da combattere con tutte le forze. Spesso accade che questo atteggiamento diventa ossessivo e soffocante per l'altro membro della coppia che presto si rende conto di quanto questo elemento incida sulla propria vita. Accadono litigi dovuti all'eccessiva tensione che si instaura in seguito a queste paure e alla pressione cui il partner è sottoposto. Se l'insistenza e la pressione su il proprio amato o sulla propria amata della persona gelosa diventa frequente e costante questo mette in rischio la coppia stessa. La persona oggetto di gelosia si sente soffocare dall'atteggiamento del partner, non si sente più libera di essere se stessa, di coltivare le proprie passioni e i propri interessi, comincia a percepire di essere considerata come un vero e proprio oggetto e comincia a sentirsi stretta in questa situazione. Può però avvenire che nonostante la sofferenza causata da questa situazione la persona oggetto della gelosia scelga comunque di restare poiché la paura della solitudine è troppo grande da affrontare e quindi diventa più tollerabile avere una persona che controlla continuamente tutta la sua vita piuttosto che rimanere sola e affrontare il vuoto che questa emozione comporta. Si instaura un vero e proprio" gioco" ( Eric Berne " A che gioco giochiamo?") che naturalmente non è inteso nell'accezione di divertimento ma di un gioco negativo che coinvolge entrambi i giocatori, i quali hanno bisogno di giocare questo gioco per sopperire alle loro mancanze ma che risulta estremamente doloroso. Questo gioco viene portati avanti poiché entrambi i giocatori sono inconsapevoli di esso, fino a che uno dei giocatori improvvisamente non prende consapevolezza di questo meccanismo perverso . Questa consapevolezza può portare all'effettivo sciogliersi della coppia. Nei casi più gravi questa gelosia può portare a una vera e propria ossessione che se portata avanti nel tempo può diventare anche pericolosa per la persona vicina. In altri casi si arriva al paradosso di pensare che se la persona vicina non è gelosa vuol dire che non ama il suo partner , quindi la gelosia viene considerata come segno di amore! Continuerò questo argomento nei prossimi post qui lo spazio è esaurito!

Le registrazioni emotive del cervello limbico che ci impediscono di amarci e di farci amare

2019-03-01 23:43:44

In moltissime occasioni mi è capitato di sentire discorsi molto interessanti o di leggere frasi di libri sull’amore che ritenevo assolutamente vere e giuste , ma in tutti i casi mi sono sempre chiesta come mettere davvero in pratica tutto questo? Spesso capiamo razionalmente un concetto, che magari ci interessa,ma non riusciamo nella Vita di tutti i giorni a viverlo come lo avevamo compreso, perché ?Qui entrano in gioco le registrazioni emotive che sono avvenute quando ci siamo trovati ad affrontare determinate situazioni che ci mettevano seriamente in crisi. Claudia Rainville , l’autrice di METAMEDICINA ci spiega nel libro :” Guarire le ferite del passato” come queste registrazioni influenzino le nostre reazioni di fronte a eventi, ho contengono in se, elementi che richiamano sofferenze vissute in passato.” La memoria emozionale appartiene a una zona del nostro cervello chiamata lobo limbico. Inizialmente ogni informazione che il nostro cervello riceve è a sua volta ricevuta dal lobo limbico, indipendentemente dal fatto che si tratti di ciò che vediamo,leggiamo, gustiamo,annusiamo, tocchiamo. Un volta ricevuta l’informazione, il lobo limbico le filtra per sapere cosa ne deve fare. Se si tratta di una nuova informazione, la invia alla neocorteccia, perché essa sia elaborata dagli emisferi, da sinistra a destra. Generalmente l’emisfero di sinistra assume le funzioni di carattere razionale, come leggere, parlare, fare di conto, riflettere,analizzare una situazione o stabilire dei collegamenti. Associato al pensiero logico questo emisfero corrisponde al nostro aspetto maschile e controlla la parte destra del corpo. L ‘emisfero destro invece assume la gestione delle informazioni affettive ed emozionali. Esso è collegato alla nostra immaginazione, alla nostra intuizione. Corrisponde al lato ricettivo e femminile e governa la pare sinistra del corpo. I due emisferi sono collegati dal corpo calloso che permette loro di trasmettere l’inform. Per esempio il telefono suona ed io rispondo, il mio emisfero destro mi permette di riconoscere la voce della persona che mi chiama e capire se è felice o triste, arrabbiata o aggressiva. E’ grazie al mio emisfero sinistro che posso parlare con lei. Dipenderà poi dal tono della voce se io provo simpatia o antipatia nel caso questa persona non la conosco. La conclusione che ne verrà sarà il risultato dello scambio di informazioni dei miei due emisferi. Questa conclusione sarà memorizzata come piacevole o spiacevole, perciò da ripetere o evitare” Capite l’allora in base a ciò che è scritto sopra quanto ci condizionano le registrazioni emotive di eventi traumatici dato che la nostra mente li ha catologate come spiacevoli e da evitare? Capite tutte le nostre paure, resistenze , difficoltà emozionali da dove provengono? Riprenderemo questo discoro più approfonditamente .Fonti : Claudia Rainville” Guarire le ferite del passato “ Silvia Sounsierey Gayatri “ Superare le ferite del passato, vivere il presente, riprendersi finalmente la vita!”

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