Simone Nania
Founder Executive
C’è chi guardando questa larva d’ortottero (l’ordine di insetti a cui appartengono anche grilli e cavallette) si lecca i baffi. E la pregusta bollita, ripiena o intinta nel cioccolato. Non stiamo parlando di un cuoco cinese o africano ma di un insospettabile chef belga, che alla cucina di questi e altri animaletti ha addirittura dedicato un libro di ricette. Molto gradito - pare - dai palati d’Oltralpe, tanto che prelibatezze come bignè di grilli e cavallette fritte spopolano già sui tavoli di feste e pranzi di nozze. Ma anche in Italia c'è chi va ghiotto di queste bestioline, l’estate scorsa un museo di scienze naturali di Bergamo ha organizzato una serata gastronomica dal titolo "Insetti che bontà". Con un menù a base di grilli, tarme e bachi da seta.
Simone Nania
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Se pensate che il vostro naso sia un po’ sproporzionato consolatevi con la foto di un punteruolo del Perù (Rhinastus latesternus). In realtà questa specie di proboscide – detta “rostro” – è una caratteristica comune a tutta la sua famiglia, che appartiene all’ordine dei coleotteri e che comprende più di 60 mila specie di insetti “nasuti” simili a questo. Sulla punta del rostro si trova l’apparato boccale masticatore, che i punteruoli utilizzano per sgranocchiare foglie, frutti e radici. Inutile dire che questo loro “appetito” non è particolarmente gradito ai contadini, che si vedono spesso danneggiare frutti e verdure.
Simone Nania
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