Buona Epifania, oggi è un giorno un po' speciale, ove Storia, leggende e racconti, non sono che la conferma che è veramente speciale date le tante tradizioni nel Mondo. Si parla di Streghe, della Dea Diana e delle sue ancelle, di semina e raccolti, di balli e danze propiziatorie, di preghiere e suppliche agli Dei dell'Olimpo, di Vecchine che tornano dall'aldila' per donare ricette a chi ha poco e farne divenire molto, indicare luoghi ove eran sepolti denari per aiutare famiglie alla fame, Donavano giochi e legna per il camino... Oppure basti pensare alla religione, ai Re Magi e la nascita di Gesù, si dice che i Magi diretti a Betlemme non trovando la mangiatoia chiesero informazioni a un’anziana, incontrata lungo la strada. La donna, pur sapendo che i Magi si recavano dal piccolo Gesù, non volle andare con loro in un primo momento. Quando si pentì della decisione presa, preparò un cestino ricco di dolci e si mise in cammino alla ricerca dei Magi, sperando di raggiungerli. Bussò a ogni casa per trovarli e a ogni bambino incontrato regalò dei doni, nella speranza di imbattersi anche nel piccolo Gesù. Da allora la Befana girerebbe il mondo, regalando dolci per farsi perdonare e i piccoli metterebbero fuori dall’uscio di casa calze e scarpe per la vecchia signora: se nel suo vagare ne avesse avuto bisogno poteva usarle, altrimenti riempirle di dolci. Come accennato troviamo, quel misto di Storia e leggenda, che leggenda non è... Già gli antichi Romani celebravano l'inizio d'anno con feste in onore al Dio Giano e alla dea Strenia ( di qui la parola strenna come sinonimo di regalo). Queste feste erano chiamate le Sigillaria; si scambiavano auguri e doni a forma di statuette d'argilla, in bronzo e perfino d'oro e d'argento. Le statuette erano dette "sigilla", dal latino "sigillum", diminutivo di "signum", statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bimbi che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) a forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e auguri si radicò così profondamente nella gente, che persino la Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina. In epoca medioevale si dà molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell'Epifania è anche chiamata la "Dodicesima notte". È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare è il periodo che viene subito dopo la seminagione; è un periodo quindi, pieno di speranza e aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il popolo contadino credeva di veder volare sopra i campi appena seminati Diana con un gruppo di donne, per rendere appunto fertili le campagne. Nell'antica Roma Diana era non solo la Dea della Luna, ma anche la dea della fertilità e nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale. All'inizio Diana e queste figure femminili non avevano nulla di maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane e per rendere più credibile e più temuta questa condanna le dichiarò figlie di Satana! Diana, da buona Dea della fecondità diventa così una divinità infernale, che con le sue cavalcate notturne alla testa delle anime di molte donne stimola la fantasia superstiziosa dei popoli contadini. In questi secoli nascono i racconti delle streghe, dei voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Nasce da qui la tradizione diffusa in tutta Europa che il tempo tra Natale ed Epifania sia da ritenersi propizio alle streghe. Sono come visto molti i racconti e i fatti storici, manca una sola cosa e va chiarita, le Streghe tartassate, perseguitate e non solo, erano Donne ma anche Uomini, ma il cristianesimo prima, e la chiesa poi, ha volutamente distinto la terminologia Strega riferendosi alla Donna e Str

Al Silenzio Dono la Melodia di un'istante, tenendo per me il Dolore da esso causato... La gioia infinita dell'arte, della poesia in un sogno...

Buongiorno a Voi Camers, la Vigilia di Natale ed il Natale son già andati, ancora un giorno di festa vede molte persone a casa, altre invece non hanno mai smesso di lavorare ed è a loro che volgo il mio pensiero, Grazie per ciò che fate.

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