La regola per sentirsi vivi ed avere una vita appagante

2018-08-01 16:43:20

“Non c’è più tempo! Non c’è più tempo!”… Ma più tempo per cosa? Per far fruttare i propri talenti e le proprie risorse, poche o tante che siano. Uno dei nemici che a volte ostacolano il cammino e’ la convinzione di sentirsi arrivati, l’accontentarsi della routine e del tran tran: la vita rischia di non essere più stimolante, abbastanza divertente, di non essere sfidante a sufficienza. Se, in questo momento della vita, ti stai accorgendo che manca una scossa o una sfida, se non senti quella legittima tensione verso il cambiamento, forse puo’ esserti utile individuare un obiettivo. Un obiettivo che sia abbastanza ambizioso da scuoterti e su cui lavorare tendendo la corda quel giusto per non farti, da una parte, andare in stress perché troppo difficile, ne’ dall’altra, sprofondare nella noia perché troppo semplice. Sai cosa ti dico? E’ davvero importante stare nel percorso fino ad arrivare alla meta e godere del piacere del sentirsi impegnato; la soddisfazione di arrivare a fine giornata, guardarsi indietro e sapere di aver fatto un pezzo di strada verso un traguardo ambizioso. Quando percepisci il bisogno di risvegliarti dalla routine e dall’inerzia, ma il solo pensiero di fare quello sforzo sembra una fatica enorme, non solo dovrai determinare una meta, madovrai cominciare. Anche se l’obiettivo è ambizioso, dovrai rendere questo primo passo così facileda non permetterti di trovare alcuna scusa per non farlo: dedicare due minuti al fitness o alla corsa, leggere qualche pagina di un libro, pensare ad un progetto per la tua vita, sarà così a portata di mano da eliminare qualsiasi pretesto per non agire. Giorno per giorno, poi, aumenta la ‘dose’, incrementa gradatamente la difficolta‘, in modo che la tua volontà rimanga tesa al punto giusto: ogni volta vai un pò piu’ oltre. L’importante è non stare fermi. Resta in movimento, fai fruttare i tuoi talenti!  Buon cammino.  

Esiste un narcisismo sano?

2018-08-01 12:27:32

www.dottormiali.it

La tecnica di manipolazione più potente nelle relazioni d'amore.

2018-08-01 08:28:14

Ma come hai potuto ridurti a schiava di quella persona, mollalo! Non devi rispondere, cancella il suo numero, bloccalo, scappa! Se non lo farai non avrò più stima di te. Quello che chi ti osserva dall’esterno non capisce è come mai ti sia potuta ridurre alla stregua di un burattino, alla mercé di chi si sta divertendo alle tue spalle. Si tratta di una vera e propria dipendenza da comprendere e non sottovalutare. E poiché ci sono alcune analogie con la dipendenza da gioco, vediamole in parallelo. Immagina da una parte una persona innamorata che ha finalmente trovato l’uomo o la donna dei suoi sogni: siamo nella fase del love bombing. Dall’altra un giocatore principiante che, pur senza crederci troppo, si ritrova all’improvviso con una vincita inaspettatamente grande alle slot machines. Wow! Cos’hanno in comune le due situazioni? L’enorme iniezione di euforia: l’organismo viene pervaso da un’ondata di sostanze chimiche che provocano piacere, assimilabili ad una dose di eroina. E già! Ora, sia la persona innamorata che il giocatore cercheranno di replicare quell’estasi. Ma ecco cosa accade ad un certo punto: entrambi non riescono a prevedere quando arriverà di nuovo l’euforia: sia la slot machine che l’amato diventano assolutamente imprevedibili. I due ci riprovano ossessivamente, l’uno puntando ancora soldi, l’altro reagendo alle critiche del narcisista cercando di accontentarlo in tutti i modi, fino ad andare contro i propri principi e la propria morale. Ma l’alternarsi assolutamente imprevedibile di gratificazione e penalizzazione, di arroganza e gentilezza, sempre più rara, sono gli ingredienti di una delle modalità manipolatorie più potenti e devastanti: il ‘rinforzo intermittente’. Lo psicologo Skinner e suoi collaboratori si accorsero di quanto fosse facile insegnare ad un topolino ad abbassare una levetta per avere in premio del cibo. Ma quando i ricercatori, che menti, provarono a premiare il topolino con del cibo con una frequenza assolutamente irregolare, il topolino anziché perdere interesse per la levetta, cominciò a premerla compulsivamente alla disperata ricerca di quella gratificazione. Non noti una somiglianza con quello che accade quando controlli compulsivamente il cellulare alla ricerca di quell’emozione? E’ online? Da quando tempo non è online? Mi risponderà? Mi ha chiamato bambolina….ma allora mi pensa! La dipendenza è bella che servita. Vorresti disintossicarti e da sola ti rendi conto di non farcela. E so anche che purtroppo ci ricadrai numerose volte prima di chiedere aiuto, perché non riesci ad abbandonare l’idea che l’amato possa ritornare quello dei bei tempi. Peccato che era solo un bluff. Buon cammino

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