Stefania Licini

Founder Starter

16. Sickness 20.10.2018, h 15:40 While you taste a full life Assaying travels here and there Making havoc of your bodies, The other woman everyday tries To discover a brand new world Within your ill empty presence. No mental disease or mystifications I suppose. Nor bewitching lies Anymore. Has your morbid spirit Finally abandoned me? Poesia divisa in tre strofe, come tre sospiri dormienti. - La prima fa perno sulla nuova situazione di coppia dell’uomo di cui ero ancora innamorata, di più di dieci anni più grande di me, con la sua nuova donna quasi coscritta, viaggiatrice costante che cominciava a portarloe con sé nei suoi giri intorno al mondo. - La seconda preme sulla mia malinconia nel rimanere qui nel mio piccolo, dato che anche io desideravo volare e andare via qualche migliaio di chilometro per qualche migliaio di ore. - Infine l’ultima strofa, composta di soli due versi, che pongono fine all'infinità di poesie quasi giornaliere dedicate a lui o quanto meno ispirate da lui. Un rapido sguardo allo schema metrico: per lo più assonanze libere, scelte di ripetizione di vocali in base al loro colore, che vagano qua e là a fine verso per lasciare intatte le frasi in inglese moderno. Potevo dire di essere giunta al tramonto della mia volontà di nuotare come un salmone dalla parte opposta rispetto alla salvezza. Mentre ‘you’ ti godi la vita, ossia quell'uomo così atteso e sperato, ‘the other woman’ rimasta nell’ombra (che sarei io) aveva scoperto una persona in grado di farle cambiare atteggiamento verso se stessa e verso un mondo che pareva girare al contrario da più di due anni e mezzo. Caro lettore, non ti rimane che leggere ... perché qui arriva il bello.

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Stefania Licini

Founder Starter

15. I hate myself, He ate myself 18.10.2018, h 18:00 I read not written words Hidden into the white sheet Mute and in front of me. My silence will describe All my own secret scorn. This shit of dreams And the piece of me Which I have to forget And finally forgive. Poesia che ho voluto basare il più possibile sul ritmo del senario, suddivisa in due strofe di tre e di sei versi. Schema di rime ABB CABBB. Cominciava il lento percorso di eliminazione delle false idee che mi ero costruita in due anni e mezzo, così come la distruzione delle parole che avevo scritto e che d’un tratto mi parevano insensate, buttate al vento. Tempo sprecato a scrivere pensieri e sentimenti, forse? Non sapevo più nemmeno questo. Volevo solo dimenticare lui ("forget") e perdonare me ("forgive") per tutto il dolore che mi ero auto procurata. Volontariamente. Ho voluto fare presa sul campo semantico della carta, della scrittura e delle parole concrete, viste d’un tratto vuote e senza cuore. Vi è anche il bisticcio fra ‘sheet’ e ‘shit’, che non ha bisogno di essere spiegato. Ciò che non sapevo allora, alla fine di ottobre, era che una clamorosa svolta stava per travolgere il mio spirito, la mia mente ed il mio corpo interamente. E questo fiore di color viola che vidi quasi per sbaglio per strada, poteva esserne un indizio. Ma se sei curioso, beh ...

Stefania Licini

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Sto bene, oggi. 25.09.2019, 02:01 Mi daranno sempre dolore La tua pelle E le tue parole Cullate da un’altra. Mi corroderà a poco a poco Immaginare il tuo collo Sfiorato da altre labbra. E mi distruggeranno Le sue iridi Così diverse dal mio blu Specchiarsi nei tuoi occhi Color del metallo. E tu mi ucciderai Quando la sfiorerai E bacerai quella bocca, E cingerai a te La vita di una donna Più vissuta di me. Dimentico di me. Dei miei occhi Che si nutrivano di te. “Sto Bene, Oggi” è una poesia più lunga rispetto alle precedenti, nella quale volli immergermi ed implodere nella mia fatale frustrazione, fra settenari e senari. Una strofa di sette versi, una di cinque, la terza nuovamente di sette e l’ultima consta di una unica frase suddivida in due versi. Nella versione originale sono in Italic. Poco più di un anno fa, all'inizio di un autunno che si rivelò senza fine, privo di sbocchi in un inverno nevoso e soave, vivevo ogni giorno più sofferente nella raffigurazione dell’uomo di cui ero innamorata con la sua donna. Qualcosa mi diceva che stessero già convivendo. Che fosse la sua persona per tutta la vita. Anche io credevo che fosse lui il famoso ‘giusto’ che ti salva e completa la vita. Mi nutrivo per davvero di lui. Continuavamo a sentirci, ma ormai lo conoscevo troppo bene, e riuscivo a percepire quando doveva smettere una conversazione online perché era arrivata lei. Scattai questa foto con il magone in gola e uno zampillare clandestino di lacrime salate sotto gli occhi. Ma se sei curioso, continua a leggere ...

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