Una bella avventura con uno splendido finale: gli angeli esistono!

2019-01-11 23:54:10

Stasera voglio raccontarvi questa splendida storia accadutami nel tardo pomeriggio di oggi... ovviamente non posso né fare nomi di luoghi o di persone per motivi legati alla legge sulla privacy! Nel tardo pomeriggio e dopo una giornata abbastanza faticosa sto per varcare la soglia dell'uscita dal reparto quando vengo chiamata da una collega visibilmente preoccupata per un fatto appena accaduto... così comincia a spiegarmi che una coppia si era presentata in segreteria per consegnare la documentazione per una visita di controllo e subito dopo, prima della visita, la moglie affetta da gravi problemi cognitivi, in un momento di distrazione del marito si era allontanata velocemente dal luogo senza avvisare nessuno...immaginate una donna neanche tanto anziana minuta di corporatura che sparisce in pochissimo tempo senza lasciare traccia, nei corridoi di un grande ospedale che per metà è un cantiere aperto...il buio già calato ed il freddo pungente (-2gradi)... cominciamo a cercarla in ogni anfratto del padiglione...nei padiglioni vicini...nei corridoi esterni ed interni... avvisiamo ispettori interni... poliziotti...portantini...colleghi...si perché tutti siamo consapevoli che più il tempo passa più la possibilità di non trovare la persona è alta...ma nulla nessuno ci dà notizie!.. per abbreviare il discorso dopo qualche ora arriva una chiamata al marito, che attendeva in reparto, questa persona che stava chiamando era una conoscente della famiglia che comunicava che la signora era a casa loro...a circa 28 km dall'ospedale....!!!... ebbene la signora come era arrivata lì senza macchina? È stata aiutata da un angelo...si questa signora uscita dall'uscita principale dell'ospedale...attraversando una strada a 4 corsie sempre super trafficata (senza essere investita )si è recata ad un distributore di benzina situato li vicino dove ha incontrato questo angelo...che ha percepito il disorientamento della signora che gli chiedeva un passaggio verso casa...questa persona la " prende in carico" e l accompagna...non la caccia...non la ignora...la fa salire in macchina e l accompagna al suo paese.. quando arriva al centro della cittadina la signora non ricorda dov è situata la sua abitazione e questo angelo non la lascia lì...ma si adopera a cercare per lei un porto sicuro.. così dopo brevi ricerche e tramite un associazione riesce ad accompagnare questa donna, che sicuramente non si è neppure resa conto dello scompiglio generale che questo evento ha generato, da conoscenti della famiglia che hanno subito contattato il marito... questo racconto l ho condiviso perché volevo ringraziare questa persona che mi ha confermato che le brave persone e che aiutando il prossimo, in maniera del tutto disinteressata, esistono!.... non voglio neppure immaginare se non ci fossi stato tu, cosa sarebbe potuto accadere! Grazie ancora caro Angelo non so se leggerai mai questo articolo ma con il tuo gesto, oggi, hai fatto la differenza!❤️❤️❤️❤️

Fantastico progetto...mi piacerebbe farne parte😊

2019-01-07 20:27:17

Da sempre la morte è l’occasione di una riflessione sul senso della vita: pensiamo alla tradizione greca, egizia, assiro-babilonese. Noi in una manciata di anni abbiamo cancellato tutto questo. La morte dà la coscienza del limite, e questo aiuta a vivere con più forza e intensità. Un limite che è anche l’apertura a un oltre: il sole che tramonta risorgerà».Padre Guidalberto Bormolini, monaco e antropologo, fa parte dei «Ricostruttori nella preghiera», movimento monastico nato alla fine degli anni ’70. Dal 2016 la comunità custodisce (su incarico della Diocesi pratese) il monastero di San Leonardo nella Villa del Palco, a Prato, come casa per ritiri ma anche polo culturale, ecumenico e interreligioso che si impegna a far emergere la sete di spiritualità presente in ogni persona.Qui è nato anche il primo master non confessionale in Italia sull’accompagnamento spirituale al fine vita: «Esistono grandi scuole religiose, come quella dei Camilliani, per la formazione dei cappellani ospedalieri - spiega padre Bormolini -; noi diamo strumenti ai professionisti per la cura spirituale della persona, unendo i temi della scienza e della medicina con quelli dello spirito. I fondatori di questo corso sono tutte persone che hanno una intensa vita cristiana, ma noi vogliamo dare strumenti per dialogare con chiunque e risvegliare in tutti l’interesse verso il mistero, la trascendenza, verso ciò che è datore di senso di fronte al limite».Adesso la comunità si è lanciata in una nuova impresa: «La grande avventura che abbiamo deciso di intraprendere, sotto una forte spinta di persone che abbiamo accudito negli anni, è quella di creare un luogo in cui l’accompagnamento spirituale sia la cura principale, pur senza diminuire tutte le cure mediche e infermieristiche».Un hospice e una casa di accompagnamento che nasceranno sulle colline a nord di Prato, secondo lo stile dei Ricostruttori che è quello di prendere in carico un luogo abbandonato per farlo rivivere. In questo caso è il borgo di Mezzana, a Cantagallo, che - sottolinea padre Guidalberto - diventerà il primo centro in Europa con queste caratteristiche. «C’è un’esperienza simile negli Stati Uniti, lo Zen Hospice, di impostazione buddhista; ce n’è uno in India. Questo sarebbe il primo hospice in Europa, e il primo di ispirazione cristiana, che ha la preghiera, la meditazione, il silenzio, la cura spirituale come colonna portante, senza comunque togliere le cure mediche professionali. Questo risponde ai richiami di tutte le più grandi organizzazioni scientifiche a proposito del fine vita: l’idea secondo cui la spiritualità è decisiva nella cura, un’idea ormai diffusa ma non ancora pienamente realizzata. Sarà un progetto sperimentale sotto la supervisione dell’Università di Padova, dove insegno, che vuole testare l’efficacia della dimensione spirituale sulla cura nel suo complesso».Senza comunque rinunciare a niente di quello che riguarda le terapie mediche o psicologiche: «a maggior ragione per un cristiano, che guarda alla persona umana come unità di corpo, psiche, spirito. Una cura integrale deve tener presente di tutti questi aspetti, e ogni aspetto incide sugli altri: per questo la cura spirituale incide anche sulla dimensione fisica e psicologica, molti studi lo dimostrano».Al progetto stanno lavorando tanti volontari, e i tempi previsti sono piuttosto rapidi: «Speriamo per la fine del 2019 di aver completato una parte di questo villaggio, quella dove ospiteremo le persone con la presa in carico precoce: perché al momento di una diagnosi infausta siano già sostenute umanamente, psicologicamente e spiritualmente. Lo stiamo realizzando con l’aiuto di tanti volontari, e soprattutto con l’aiuto di Dio».

.... scusatemi non potevo non postarla....

2019-01-04 11:29:03

🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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