Corezzi Chocolate

Cibi & Bevande

Un Lungo Viaggio in Spagna ... Nel 1528, Cortès , porta la fava di cacao dal Messico in Spagna. La cioccolata, in un primo tempo, è in parte disdegnata per il suo gusto troppo amaro ed astringente ,in parte considerata come un medicinale dalle virtù rinvigorenti. Viene quindi adattata alle bocche europee dai monaci spagnoli con l'aggiunta prima del miele e poi dello zucchero. Durante il XVI secolo la cioccolata liquida rimane prerogativa della Spagna, viene importata nel distretto siciliano di Modica, allora sotto protettorato spagnolo, dove gli artigiani producono tuttora tavolette e molte specialità con questo metodo "originario". Con il suo matrimonio con Carlo Emanuele I, duca di Savoia, nel 1585, Caterina, figlia di Filippo Il di Spagna, porta il cacao in Piemonte. La diffusione nel resto dell'Italia si deve anche all'influenza degli spagnoli che regnavano in Italia meridionale, mentre a Firenze giunge nel 1606 per merito dell'esploratore Francesco Antonio Carletti e trova grande accoglienza presso la corte medicea, dove la cioccolata al gelsomino diventa la specialità esclusiva con ricetta segreta. Dall'Italia arriva in Germania, in Austria e nei Paesi Bassi. Nel 1615, la cioccolata entra in Francia con Anna d'Austria, che accetta di sposare Luigi Xlii a patto che possa portare con se la sua bevanda preferita e coloro che gliela preparano. Dalla corte di Francia, la cioccolata si diffonde in tutte le corti europee ma, dato il prezzo alto , non è alla portata del popolo.

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Corezzi Chocolate

Cibi & Bevande

Alla Scoperta Del Cacao Gli Olmechi e i Maya, seguiti dagli Aztechi, intraprendono la coltivazione del cacao. Le fave ricoprono un ruolo economico, in quanto servono da moneta di scambio , un ruolo curativo, un ruolo religioso ed elitario prima ancora che alimentare. In effetti Xocoatl ossia "acqua amara" per la cui preparazione i frutti vengono essiccati, tostati, macinati su pietre roventi, serve da bevanda durante le cerimonie in onore degli Dei, per celebrare l'imperatore e per rinvigorire i guerrieri. Se ne apprezzano le virtù nutritive, fortificanti ed afrodisiache, al punto che, nel regno dell'imperatore Montezuma, la cioccolata diventa quasi l'unica bevanda dell'elite azteca. Ed è proprio lui, nel 1519, ad offrirla in una ciotola d'oro al conquistatore spagnolo Hernan Cortès. Prima di Cortès, nel 1492 Cristoforo Colombo aveva scoperto e, nei seguenti viaggi, esplorato queste terre senza però rilevare l'importanza economica e le potenzialità della bevanda, che non fu mai assaggiata da Colombo.

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