L’integrazione attraverso la Scuola e la Musica

Questo articolo frutto di una collaborazione, tratterà di un argomento importantissimo: l'integrazione. Vista da due punti di vista, quello di Antonella Morleo, pedagogista ed esperta in gestione dei servizi educativi e Silvia Pellas, artista e tra le altre cose insegnante di canto. Leggi tutto!

Parliamo d’integrazione 

Oggi parliamo di  integrazione attraverso due professionalità differenti: quella di Antonella Morleo, pedagogista, e quella di Silvia Pellas, insegnate di canto. Perché abbiamo deciso di collaborare? Perché le nostre  competenze sono affini e abbiamo in comune la voglia di diffondere  messaggi costruttivi

In questo caso parleremo di come migliorare l' integrazione scolastica e di quanto la musica e il  canto possano aiutare qualunque  processo integrativo.

La scuola e l’integrazione

La scuola è l’ istituzione nata per occuparsi specificatamente dell’ istruzione. Nata in tempi  antichi, solo nella modernità ha raggiunto proporzioni significative. Oggi infatti parliamo di scolarizzazione di massa. Al  sistema scolastico si guarda con sempre maggiore attenzione a riprova della sua importanza nella nostra società.

Nella scuola la gente ha fiducia ed è usuale che si pensa al sistema scolastico con un atteggiamento positivo e speranzoso, nonostante i possibili difetti (da cui ovviamente non è esente). Chiaramente questo non vuol dire che la scuola sia immune da critiche, basti pensare alle famose contestazioni del ’68, ma anche a tutte quelle successive. Però nel suo significato assoluto la scuola rimane uno dei baluardi della società.

Esistono varie  teorie sociologiche sulla scuola, non le elencherò tutte, perché non è lo scopo del mio articolo, ma nominerò una delle più note:  la teoria del conflitto.

Cosa dice la teoria del conflitto?

Sintetizzando, secondo la teoria del conflitto la scuola contribuisce alle divisioni tra gruppi e a perpetuare le disuguaglianze sociali. Una teoria in un certo senso  brutale, ma affascinate, non pensate? 

Tempi moderni 

Nei tempi moderni parlare di  disuguaglianze sociali non richiama più solo  differenze tra diversi ceti sociali. Entrando oggi in una scuola italiana, di qualunque ordine e grado, è facile che la prima differenza palese tra gli studenti sia quella etnica. Proprio per questo la situazione a cui la scuola deve tener conto è sempre più complicata.

Se sono sempre esistite dinamiche che sembrano avallare le disuguaglianze, nonostante gli sforzi moderni di incanalarsi verso un’altra prospettiva, quanto può essere difficile per l’istituzione scolastica  affrontare il problema dell’integrazione degli stranieri?

Tutti i  servizi pubblici influenzano l’integrazione, la scuola in particolare è uno dei mezzi fondamentali per ottenere risultati positivi. La scuola, non solo in quanto luogo di socializzazione per eccellenza, riesce a facilitare il percorso integrativo dei più piccoli, che apprendono con meno difficoltà la lingua grazie al contatto quotidiano con i compagni, ma trasforma i giovani e giovanissimi studenti in una sorta di piccoli mediatori culturali per le loro famiglie. Inoltre la scuola richiede anche una certa  partecipazione da parte dei genitori, che si ritrovano per forza di cose a interagire con insegnanti, personale di servizio e in qualche particolare circostanza anche con gli altri genitori.

La presenza degli  alunni stranieri può essere considerata un’ opportunità di vivere quotidianamente il  confronto tra culture, cosa che non può che essere estremamente positiva.

La ricerca dell’equilibrio

La scuola per essere al passo con i tempi, con i  problemi sociali e con la globalizzazione, deve divenire necessariamente mezzo di  promozione delle  dimensioni multietniche ed educare le nuove generazioni ad una vera e propria  società interculturale. Uno degli obiettivi di un insegnante moderno è riuscire a sviluppare un modo di pensare interculturale ai propri alunni.

Una delle più grandi sfide della scuola è quella di gestire con equilibrio l’incontro tra appartenenze linguistiche, culturali e religiose differenti.

Il  bambino immigrato è sempre, in un modo o nell’altro,  diviso e allo stesso tempo attratto da due mondi, quello a cui appartiene, e quello in cui vorrebbe imparare a vivere. Questo parallelismo non è per niente facile da gestire, e le reazioni emotive possono rivelarsi imprevedibili.

L’insegnante deve fare grande attenzione alla  fragilità del bambino straniero, impegnandosi con  azioni pedagogiche ad accogliere e guidare il percorso scolastico dei piccoli; ovviamente ciò non esclude in nessun modo che debba esserci altrettanta attenzione nei confronti dei bambini italiani! Semplicemente il  lavoro di ascolto delle esigenze partirà da presupposti diversi per le differenti storie personali del bambini. 

L’importanza della contaminazione 

Il  corpo docente può facilitare il percorso del piccolo straniero attraverso una strada educativa che  non reprima le origini culturali, ma che sia in grado di  valorizzale tramite la conoscenza reciproca dei due mondi.

È importante che i piccoli stranieri sentano un  clima di benvenuto e che sentano che la scuola sia realmente interessata a loro. I bambini italiani allo stesso tempo devono essere educati all’ antirazzismo o meglio ad avere istinti antirazzisti. Una differenza sottile, ma non troppo. Quante volte ci troviamo di fronte a persone adulte che si dichiarano antirazziste e non riescono a dimostrarlo nei fatti?

Va superato lo scoglio della  superficialità, non basta sapere cosa è giusto e cosa non lo è, ma è necessario  interiorizzare nel profondo determinati istinti. La scuola è l’agenzia perfetta per operare in tal senso sulle coscienze dei bambini. Ovviamente solo con uno  sforzo autentico da parte di tutti si potrà parlare di  integrazione vera e propria.

L’integrazione  autentica dei bambini stranieri può (e spesso è) il primo passo per l’integrazione di tutta la sua famiglia. Un’integrazione che non deve trasformarsi in una sorta di  omologazione, ma in una “contaminazione” positiva di culture e identità.

Concretamente cosa si può fare per agevolare un'integrazione reale? Sfruttare mezzi aggreganti come il gioco, la  musica e il  canto.

Integrazione attraverso la Musica e il Canto

Integrazione attraverso il canto e la musica

In questo contesto la  M usica e in particolare il  canto può avere una funzione di aggregazione, aiutando così i bambini e i ragazzi a superare le “differenze” prettamente esteriori e a ascoltare e sentire le  somiglianze interiori fatte di sensazioni,  sentimenti , divertimento, gioia, gioco, senso di unione che solo la musica può  donare e fare sentire sulla pelle nel giro di pochissimo tempo.Il  potere di unione della Musica è noto da sempre. Se pensate a un concerto in cui perfetti sconosciuti cantano in coro le stesse canzoni vivendo un meraviglioso senso di  unione e comunanza, pur non essendo mai visti , possiamo intuire di quale portata può essere l’influenza della Musica all’interno di un  contesto scolastico multietnico dove la Musica può davvero essere un collante per unire realtà è culture che convivono nella stessa classe o  scuola.Anche il canto, in particolare, può essere un ottimo  strumento di unione e gioco .Ovviamente parlando di una  realtà multietnica si possono proporre ai bambini canzoni corali che spaziano e ruotano attraverso più  culture. Questo allarga la  conoscenza musicale dello studente e gli consente di entrare in contatto diretto attraverso lo strumento più immediato con le culture e le usanze  altre.Si possono così sperimentare  nuovi ritmi, nuove sonorità e in questo modo ogni bambino,  in qualche momento , può sentirsi un po’ più a casa e suo agio attraverso una musica che gli è familiare e che gli altri compagni condividono con lui.

La Musica come risorsa aggregante 

Oltre a tutto questo, la  Musica educa al “lavoro insieme“ non competitivo ma al contrario collaborativo, dove ognuno è importante perché fa la sua parte all’interno del “tutto”.La Musica educa a impegnarsi insieme per ottenere un risultato che è il risultato di tutti e non solo di un membro privilegiato  del gruppo. Tutti anche se con funzioni diverse possono fare la propria parte ed essere  importanti per il funzionamento del  progetto musicale a cui si sta lavorando. Sarà cura degli insegnanti, che prima di tutti dovranno essere adeguatamente preparati, ad aiutare i bambini a capire l’ importanza di ognuno  di loro, del lavoro di insieme per il successo del loro piccolo concerto  all’interno del laboratorio di musica.Dunque l’Insegnante  ha una  funzione essenziale nel fare comprendere il principio della  non competizione e del funzionamento del tutto come somma del contributo delle singole parti.La Musica può essere davvero una  risorsa aggregante se usata e convogliata nella giusta maniera e con cognizione di causa degli insegnanti riguardo la qualità della Musica proposta e il suo scopo educativo all’orecchio, alla bellezza, al  cuore.