Pasquale Lamagna

Dipendenza Ti ho conosciuta in un gruppo di amici Eri con noi e, ci rendevi felici Mi sei subito piaciuta e, da allora, ti ho sempre cercata Non vi era giorno che non eri con me, eri la mia amata La tua presenza rendeva tutto sublime, come un prodotto di annata Mi riempivi di te…mi eri dentro e, mi saziavi L’armonia con te era giusta, anche se a volte mi tremavano le mani Non mi bastavi mai e ,ti cercavo, sempre più, ed in abbondanza Mi offuscavi la mente ma, di te, non ne avevo mai abbastanza Ogni giorno eri una diversa: a volte chiara, a volte scura Ma il colore per me era poco importante… contava la tua presenza ,la tua misura Ormai ero perso! I miei sensi si abbandonavano al tuo potere A volte giravo in tondo e col pedale schiacciato, sfidando la sorte e, pensando di avere ”sedere” Ma, poi, mi sono schiantato! Ho distrutto l’auto ed anche i miei arti che, non potrò più muovere Ed è per questo che mi sono ripromesso di lasciarti andare e, di provare a non ricadere nel vizio del bere Sei stata la compagna dei miei giorni peggiori, ed un dono prezioso, come lo era la mirra Ma dopo quello che mi hai fatto: ti restituisco ai miei amici. Addio bionda, addio Birra #PasqualeLamagna

Pasquale Lamagna

Consorte, senza sorte Percorriamo la stessa strada, da un po’ di anni Mi affianchi come una cara amica ma, sei la causa dei miei malanni Ricordo ancora il giorno del nostro incontro Uscivo dal mio ufficio, dopo un brutto scontro Il capo mi aveva licenziato e, pure in malo modo E tu! Eri già lì, a braccia aperte, per un sodalizio davvero scomodo! Nessun prete ci ha mai uniti e, non l’ha fatto neanche un' autorità seria Ma da quel giorno, il sottoscritto, ha preso in moglie la Signora Miseria. #PasqualeLamagna

Pasquale Lamagna

Come al centro commerciale Cioccolata “Dolcezza”, Marmellata” Caio”, Biscotti” Pinco Pallino” Per chi entra nei supermercati, sono nomi familiari Si leggono sulle etichette assegnate a quei prodotti che ogni giorno mettiamo sul tavolino La mia , invece; visto che non sono un prodotto da tavola ma, da letto; è: “lesbica” Oggi etichettiamo tutto! Perché la vita di una persona non può essere solo “vita” Deve essere : con etichetta ,con indicazioni sul consumo, divisa in gruppi di appartenenza a secondo dell’etichetta, privata se si parla di “vita”, o, canonica per quella pubblica. La mia, per l’opinione pubblica, è : una vita da lesbica! Cosa vorrà dire?… non lo so! Credo di avere due genitori, come tutti gli altri, e di essere nata, tramite parto, come tutti Ho terminato gli studi e, ogni mattina, mi reco a lavoro. Sgobbo, come tutti, ed una volta a casa, mi nutro dei prodotti che il Dio creò Non sono violenta, amo il rispetto. Aiuto quando posso chi di me ha bisogno Mi arrabbio, se accade che mi fanno un torto ma, questo è da tutti e non mi rende diversa Piango quando la vita mi “dona” un dolore o, quando non mi permette di concretizzare un sogno Amo: l’amore e l’innamoramento, tenere per mano la persona amata, stringerla forte nei momenti più belli Amo: sentire il supporto di un corpo, il tatto con cui esso mi accarezza la pelle, le parole dolci e le mani gentili nei miei capelli Amo la vita e, questo è da tutti. Sfido qualcuno a dire il contrario Amo anche molto la persona con cui condivido la vita, che come me ama le cose suddette e, come me ha lo stesso sesso Quindi, care persone: – non vi chiamo “etero”, per non mettermi al vostro stesso livello… uno di quelli più bassi e più al meridione dell’inferno- ,la vita di una persona va rispettata, e non etichettata, anche se, è di un vissuto ritenuto: poco ordinario #PasqualeLamagna

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