Pasquale Lamagna

La striscia, rossa. Chi combatte in questa guerra, ha dimenticato il suo passato Di quando anche lui, da bambino, scappando si è abbassato Di quando, tra i rumori assordanti delle bombe Tremava e si rifugiava tra i detriti e cumoli di terra di tante tombe O forse lo ricorda ,e, per vendicarsi di tal spavento Affronta il suo nemico, ripagandolo col suo stesso insegnamento Chi nasce e cresce nella guerra non conosce altra cultura Nasce, vive, e muore, nel disordine e con un senso di eterna paura Anche la fede, in questi posti e, per chi impugna il suo fucile Non è più, di un atto di diritto su ciò che lo circonda, ammazzando anche chi è un civile. Ma forse la distinzione fra chi fugge e chi ha scelto di morire, la può fare solo chi vive la pace Chi ancora vede in un popolo: persone e non sagome o bersagli da colpire, in un gioco di chi è carnefice Non so se di questi ultimi, noi non ne facciamo parte, non ne abbiamo appartenenza Molte delle armi, causa di terribili assassinii, sono di nostra provenienza! E questo non mi fa sentire meno colpevole di chi uccide sul territorio Perché permetto al mio paese, di partecipare in sordina a tal massacro, rendendo un popolo: corpi da obitorio. Ma noi siamo un popolo che batte, per le sue colpe, il pugno tre volte sul proprio petto E non si accorge che: se apre quella mano, il suo palmo è di colore rosso…perché anch’esso, non ha rispetto E questo avviene ogni volta che ci giriamo dall’altra parte, lasciando alla propria sorte, un altro essere vivente E lo facciamo anche quando di quel palmo, utilizziamo un solo dito, indicando e puntando chi non è residente Ma questa è un po’ la storia di un mondo secolare, di un pianeta che ha sempre ospitato: vinti e vincitori Ed io se devo dire, a chi dei due, oggi appartengo, direi di essere un vinto, sconfitto da un “sistema” che ancora non comprendo e che opprime i cuori. #PasqualeLamagna

Pasquale Lamagna

Formiche Quanto sei piccola! E quanta forza in quelle zampette. Al confronto, mi sento ridicola! Non riuscirei mai, a trasportare tale peso Il sol pensiero… mi sfianca! Solo a guardare il tuo lavoro, mi sento il corpo leso Ma tu corri senza fatica, trasportando il tuo carico, Sembri una barchetta trascinata dal vento che le gonfia la vela E, le tue zampette: sei motrici con un motore fantastico. Chi distrugge la vostra specie: è un pazzo! Da clinica Un essere che non apprezza la perfezione di un altro essere Una persona mediocre, che non regge il confronto con una Formica. #PasqualeLamagna

Pasquale Lamagna

Famiglia Pensavo alle parole che mi hai detto Ai commenti sul mio vissuto Ai rimproveri come buongiorno, appena mi alzo dal letto. Ci penso e non mi pare vero Mi fanno rabbia e, non li capisco E mi chiedo a più non posso, cosa ti rende così severo Non credo di essere un pessimo figlio O di essere diverso da qualsiasi adolescente Ma tu non credi in me! Non sono il tuo orgoglio! Potrei dire: che mi frega! Un giorno le nostre strade si divideranno Ognuno, per la sua strada! Ma poi , al sol pensiero, già mi manchi, e non ti vedo più come un tiranno Lo so’ che essere padre non è facile e, me ne renderò conto col tempo Come dicono in molti: non esistono istruzioni Ma ti ricordo, anche perché ci sei passato, che , anche essere figlio non è un passatempo. #PasqualeLamagna

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