Pasquale Lamagna

#Infibulazione Giocavo con le mie amiche, intorno all'albero, facendo il girotondo Le mani ci univano in un gran cerchio e tutte ridavamo a squarciagola, svuotando i polmoni Fregandocene di tutta quella polvere che ricopriva i nostri corpi, anche sotto le gonne ed i calzoni Creando un’armonia che faceva da eco in tutto il mondo Mentre tutto questo ci rendeva più che felici La voce di mia madre mi raggiunse, attirando la mia attenzione Era la solita voce serena ed amorevole con la quale, ogni mattina, mi annunciava la colazione E di corsa, lasciando il cerchio, mi recai verso chi, alla mia vita dona ogni giorno momenti angelici. Mi accorsi, mentre mi recavo verso la sua figura, che non era come gli altri giorni tutta sola Accanto a lei altre donne formavano un gruppo numeroso di persone a me nuove E tutte mi guardavano e sorridevano e, mentre mi avvicinavo le contavo, ed erano in nove Anche mia madre mi sorrideva e, malgrado il mio interrogativo stampato sul volto, non disse una parola Raggiunto il gruppo, fissai chi tra le tante, era a me più vicina Ed a quello sguardo, toccandomi il volto in segno di carezza ,mia madre mi disse Queste donne sono altre tue zie, venute da lontano, per vedere te. Seguile! Va con esse. Una mano si tese dal gruppo ed afferrandomi, mi fece oltrepassare una porticina. Eravamo in una stanza non molto grande e nel buio intravidi un letto Guardavo e non capivo e mi giravo intorno in cerca di mia madre che più non vedevo Una di loro chinandosi verso ll mio viso, mi sussurrò parole che ancora oggi ricordo e che non conoscevo Oggi tu diventerai una donna di gran rispetto, perché la tua vagina sarà salvaguardata, grazie a questa lama di seghetto Ancora non capivo ma la paura invase la mia mente e mi irrigidii come un nervo steso al sole E come un tronco e, senza la minima attenzione, con il timore che potessi scappare Le donne mi schiantarono sul letto ed il mio intimo impolverato, iniziarono a strappare Mi tennero ferma, come incatenata, ed in un attimo e con immenso dolore, una parte del mio corpo fu tranciata ed un'altra cucita come si fa con le asole. Di quel giorno, non ricordo più il numero di lacrime versate ma, ne vivo ancora il dolore Ricordo ancora i volti di chi ha martoriato il mio corpo, ancora in crescita, rubandogli le future emozioni Vivo ancora il gesto; netto e malvagio che rovina le donne del mio paese; delle mutilazioni Ricordo ancora quel senso di abbandono, che mi procurò mia madre lasciandomi sola e, che non riesco a scacciare dal cuore Non credo di poter dimenticare quanto accaduto, anche perché me lo ricorda ogni giorno il mio corpo Non so se riuscirò, con la mia battaglia, ad impedire che tutto ciò avvenga ancora nei popoli che conosco Ma ci proverò con tutte le mie forze, perché so cos'è il dolore, l’ho vissuto! Lo conosco Salvare, anche solo una bambina da questa sevizia, è diventato il mio unico scopo #PasqualeLamagna

Pasquale Lamagna

Pasquale Lamagna

Giuventù Pareno tanta stelletelle Luccicànte , veloci e belle Comm chelle d’a’ notte ‘e San Lorenzo Ca tu guarde e, a nu desiderio pienze Correne veloce, annanz’ a ll’uocchie mije Giranno e secutannese ,dint’ a nu spazio, c’ alleria So tanta piccirilli, ca cu chelle vucelle e cu tanta strilli Rompeno ‘o silenzie, comme fanno in estate e grilli E guardo, surridenne, comme spettatore all’avanspettaculo Pensanno , tra nu surrise e nato, ca pe mme s’avvicine ‘o miezo seculo Ma po’, turnanno a chelli vvocie e ascoltanno chella melodia Me sento, miez’a llor e pe’ n’attimo, guajunciello pur’io e… me passa a pucundria. #PasqualeLamagna

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