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Sei nato tra gli inizi degli anni '70 e la fine degli anni '90?

2020-11-18 17:49:00

Scopri perché lo Stato non ti darà mai la pensione che ha dato ai tuoi genitori.

In questo articolo ti darò delle informazioni che potrebbero cambiare la tua vita.




Quale è il problema?

Devi sapere che chi oggi è in età lavorativa, si trova di fronte ad un problema che la generazione precedente ha potuto affrontare in modo decisamente più sereno: costituirsi una pensione.
(Cosa vuoi dire?)
I nati dal primo dopoguerra in avanti hanno vissuto in un’era di boom economico in cui esisteva uno scenario di questo tipo:

  • facile accesso al mondo del lavoro che mediamente avveniva con il raggiungimento della maggiore età 
  • un’ aspettativa di vita media che si aggirava intorno ai 70 anni 
  • buona natalità
  • molte più persone che lavoravano rispetto a quelle che erano in pensione

In queste condizioni era pienamente sostenibile il sistema delle pensioni sociali già pensato, per lo meno in forma embrionale, nel 1898 ed ancora oggi obbligatorio per ogni lavoratore del nostro Paese.
Tale sistema si realizza per mezzo di enti come l’INPS ed altri istituti pubblici più settoriali come per esempio INDAP o INPDAI e viene definito il primo pilastro previdenziale.
Il sistema della previdenza sociale si fonda sul principio per cui chi attualmente lavora paga le pensioni di chi invece non lo fa: purtroppo, rispetto al periodo storico in cui tale impostazione fu concepita, attualmente la situazione è profondamente diversa e si può riassumere semplicemente così:

  • difficile accesso al mondo del lavoro che avviene sempre più tardi: mediamente tra i 25 ed i 30 anni
  • un’aspettativa di vita media che si aggira intorno agli 82 anni
  • natalità in forte diminuzione 
  • sempre meno persone che lavorano (o per lo meno che lavorano con stabilità) e sempre di più in pensione


Se il sistema delle pensioni sociali, garantito dall’art. 38 della nostra Costituzione, era sostenibile per le generazioni che ci hanno preceduto, in questo nuovo scenario socio-economico, non lo è più e per questo, già nell’ormai lontano 1993, si è attuata una strutturale riforma nel tentativo di ristrutturare il sistema pensionistico passando dal precedente sistema retributivo all’attuale sistema contributivo.
(Cosa significa?)
Il sistema retributivo erogava le pensioni in funzione delle ultime retribuzioni percepite, mentre l’attuale sistema contributivo le eroga in base a ciò che si è realmente versato durante l’attività lavorativa.
Questo passaggio purtroppo ha drasticamente diminuito l’assegno medio pro capite degli italiani che sono già andati o andranno in pensione con il nuovo sistema di calcolo.
Sempre al fine di rendere più sostenibile il sistema pensionistico, a questa prima manovra si sono anche affiancate, negli anni, una serie di leggi che hanno innalzato l’età pensionabile allo scopo di ritardare il momento del percepimento dell’assegno pensionistico.
L’ultimo innalzamento dell’ètà pensionabile è avvenuto per mezzo dalla legge 201/2011, meglio conosciuta come “Legge Fornero”, la quale stabilisce come segue i requisiti anagrafici per accedere alla pensione 
(fonte PensioniOggi.it).
Semplicemente digitando “calcolo importo pensione” su un qualsiasi motore di ricerca, oggi è possibile accedere a dei software che sono in grado di calcolare quella che sarà la nostra pensione futura.
Facendo una proiezione attraverso questi strumenti di calcolo, è facile rendersi conto che, nella maggior parte dei casi, se non supporteremo la nostra pensione con un’opportuna integrazione, purtroppo l’assegno che ci verrà erogato sarà insufficiente a garantirci una serena vecchiaia.
In considerazione di ciò che saranno gli scenari futuri, il legislatore ha da tempo deciso di promuovere l’adesione dei cittadini a fondi previdenziali collettivi ( il secondo pilastro previdenziale) ed a fondi previdenziali individuali (il terzo pilastro previdenziale) mediante degli incentivi fiscali.
Per chi sceglie di aderire alle forme di previdenza complementare è infatti consentito dedurre fiscalmente dal reddito fino a 5.164,57 €  all’anno.
Sembrerebbe che la pensione sociale sia destinata a rappresentare nel futuro un minimo di base che ogni individuo dovrà necessariamente integrare se intenderà mantenere il proprio tenore di vita anche durante l’età della pensione.
In questi anni lo Stato ha letteralmente trasferito il problema delle pensioni sulle spalle dei suoi giovani cittadini.
(Quindi che cosa posso fare?)

Lascia che ti spieghi perché, se non lo hai già fatto, dovresti aderire alla previdenza complementare il prima possibile.

Permettimi di regalarti subito 3 consigli da buon amico…

  • Prima inizierai ad occupartene e meno gravoso sarà lo sforzo che dovrai fare per integrare efficacemente la tua pensione: chi parte prima fatica meno.
  • Rimandare il problema ad oltranza ti metterebbe nella condizione di non poter fare più nulla ed essere purtroppo destinato ad una vecchiaia tutt’altro che serena dal punto di vista economico: non aspettare che sia troppo tardi. 
  • La materia è piuttosto articolata e complessa, quindi ti conviene contattare subito uno specialista per aiutarti a scegliere quale sia la soluzione più giusta per te: affidati ad un professionista per orientare correttamente la tua scelta. 

Questo articolo vuole essere una breve informativa di sensibilizzazione verso un problema reale e concreto che è necessario affrontare responsabilmente il prima possibile.

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