NATURA, MARE, ARTE - GIOVANNI FATTORI, "LA LIBECCIATA"

2018-07-31 12:24:45

Questo dipinto è stato realizzato tra il 1880 e il 1885. Giovanni Fattori, nato a Livorno nel 1825, viene considerato il più grande pittore del gruppo dei "macchiaioli" toscani. I temi preferiti da Fattori sono quelli che rappresentano la vita militare e il lavoro dell’uomo, ama anche dipingere la natura e gli animali, in particolare buoi e cavalli. il dipinto raffigura una violenta mareggiata provocata dal libeccio, un forte vento africano di Sud- Ovest. La tecnica della macchia raggiunge una delle vette più alte in questo dipinto. La scena è piuttosto semplice, ma in esse si scatenano le forze della natura, che non ha niente di romantico e che percuote la terra con casualità e indifferenza. La composizione squilibrata, nella quale ogni elemento è realizzato con un linguaggio pittorico specifico, è interrotta da due elementi verticali: la gran macchia delle tamerici, che rappresentano lo specchio dell’animo dell’artista e il piccolo tronco di un alberello spezzato dal vento. Infine si assiste a una tripartizione in fasce orizzontale di colore, all’interno delle quali il disegno scompare e si ha la sensazione di una grande solidità.

NATURA, MARE - PORTO MANNU, PALAU

2018-07-30 12:05:15

Il mare è una malattia al contrario. Se la fai da bambino, poi non guarisci più.

NATURA, MARE, MUSICA - MARCO MASINI, "CI VORREBBE IL MARE"

2018-07-29 13:38:00

Certo, ci vorrebbe sempre il MARE!!!! Il testo esprime quella turbolenza e quelle sensazioni malinconiche provate quando si chiude una storia d'amore. Nel testo, in particolare, si parla di un amore estivo in cui forse solo il protagonista ci aveva messo il cuore mentre la partner, evidentemente, l'ha vissuto come una avventura stagionale. Viene fuori, quindi, lo stato d'animo ferito di un uomo che si sente abbandonato al suo destino dopo essere stato sedotto da questo folle sentimento dove il mare faceva da sfondo e che ora potrebbe essere utile per cancellare i ricordi ed affogare le angoscie che vive. Il mare visto come tarlo in ricordo di quell'amore che anora sbatte forte sulle finestre del proprio essere ma, anche un mare visto come palcoscenico di una profonda delusione. Metafore, quindi, in cui il mare assume differenti aspetti che rispecchiano lo stato d'animo di questa persona ferita da un amore in cui aveva creduto.

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