MARE E ARTE - Mare, bagnanti e cieli immobili nell’estate neo-metafisica di Ram, dopo l’esperienza futurista. Perché?

2018-09-18 19:36:48

Pittore, scultore, cartellonista, scenografo, illustratore, Ruggero Alfredo Michahelles, conosciuto con lo pseudonimo di RAM, insieme al brillante e più noto fratello maggiore Ernesto, in arte Thayhat, famoso inventore del rivoluzionario abito tuta, rappresenta ancora oggi un caso singolare di artista polimorfo difficilmente etichettabile se non prendendo a prestito la definizione che Alberto Savinio coniò per se stesso, di «centrale creativa». Proveniente da un’agiata famiglia cosmopolita impiantata a Firenze dalla metà dell’Ottocento, Ram era cresciuto in un ambiente aggiornato e internazionale, esordendo giovanissimo come illustratore, poi premiato nel 1924 come scenografo per l’allestimento di Aida, realizzato insieme a Thayaht. In realtà il suo apparente eclettismo nasconde la ricerca di una bellezza moderna, spregiudicatamente attinta da tutti gli aspetti della vita, compresi moda e industria (da cui le significative tangenze con il Futurismo), e perseguita stilisticamente attraverso una progressiva decantazione visiva nella struttura dell’immagine e della luce. Questa intenzione si annuncia già in Composizione di nudi, qui presentata, i cui volumi torniti sembrano ispirarsi al raffinato antinaturalismo degli autori del Seicento fiorentino resi noti dalla grande mostra del ’22. Dal 1930 si compie una vera e propria svolta della ricerca pittorica di RAM, caratterizzata per il decennio a venire, da una particolare e personale esperienza “neometafisica” maturata durante i frequenti soggiorni parigini. L’artista appare molto vicino agli «Italiens de Paris» -soprattutto a Magnelli, Tozzi, Paresce, e de Chirico- .con i quali condivide molti aspetti della ricerca visiva. A Parigi, nella galleria «Le Niveau», terrà nel 1936 una memorabile personale introdotta da uno scritto di de Chirico. I dipinti neo-metafisici si misurano, in modo frequente, con spiagge immote, bagnanti-simbolo, edifici alla De Chirico che si affacciano sul mare, isole. Essi sono percorsi da quella lieve inquietudine che la staticità dell’eterno introduce in contesti paesistici,. I metafisici sostituiscono alla frenesia della luce colore impressionista, l’immobilità del colore piatto, raggelano i movimenti dei personaggi che divengono statuari. Colgono l’eterno, sotto la vibratile ed effimera illusione ottica della realtà. Tra le predilezioni poetico-espressive dell’artista, il tema dell’isola senza ombre (L’ile sans ombres) che sembra rovesciare, attualizzandolo con riferimenti all’amato razionalismo architettonico, il significato boeckliniano de L’isola dei morti, e costruendo al suo posto un’edenica isola dei vivi. Identica tensione appare nel rapporto figure/architetture/luce de Gli sposi, ambientato sull’arenile abbagliante di Viareggio. In altre opere, come ne Le mannequins senza volto sulla riva del mare, il tono si fa sottilmente intrigante ed enigmatico, fino a raggiungere l’inquietudine in Cataclysme o in Bouquet prehistorique. Dove l’evocazione di rovine di radice romantica si tinge del visionario riferimento al paesaggio dell’epoca terziaria – come in Savinio – ma anche dell’immaginazione di un ipotetico futuro in assenza dell’uomo, ormai destituito dal ruolo di protagonista assoluto. (Stilearte.it)

NATURA, MARE, LETTERATURA - 4/7/1865 MUORE HANS CHRISTIAN ANDERSEN AUTORE DE "LA SIRENETTA.

2018-08-04 19:14:12

"La Sirenetta "(Den lille Havfrue) è una fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel . La fiaba è molto conosciuta e, soprattutto in Danimarca, è una delle opere di Andersen più amate; alla protagonista è dedicata una statua nel porto di Copenaghen. Anche il teatro, il cinema, il balletto, e tutte le arti in genere, hanno più volte ripreso la storia di Andersen, con innumerevoli produzioni.La Sirenetta vive sul fondo del mare con suo padre il Re del Mare rimasto vedovo, sua nonna, e cinque sorelle maggiori. A quindici anni, secondo la tradizione delle sirene, le viene concesso di nuotare fino alla superficie per guardare il mondo sopra il mare. La Sirenetta ha così modo di vedere una nave comandata da un bellissimo principe, di cui s'innamora. La nave viene travolta da una terribile tempesta, ma la Sirenetta riesce a salvare il principe e portarlo in salvo su una spiaggia vicino a un tempio; il principe ha perso conoscenza e non ha modo di vederla. La Sirenetta passa i giorni che seguono sospirando e sognando del principe, e desiderando di avere un'anima e una vita eterna come gli esseri umani; il suo destino di sirena, infatti, è quello di dissolversi in schiuma marina. Alla fine decide di recarsi dalla Strega del Mare, che le vende una pozione che le consentirà di avere le gambe come gli umani, in cambio della voce, così le taglia la lingua; inoltre camminare sarà come essere trapassata dai coltelli e non potrà più tornare ad essere una sirena. Però se il principe s'innamorerà di lei e la sposerà, la Sirenetta otterrà un'anima; se sposerà un'altra, al sorgere del sole del giorno dopo le nozze la Sirenetta morirà di crepacuore trasformandosi in schiuma di mare. La Sirenetta beve la pozione e incontra il principe, che è attratto dalla bellezza e dalla grazia della fanciulla. La Sirenetta purtroppo non può parlare, e così l'attrazione che il principe prova per lei non si trasforma in vero amore. Un giorno il principe si reca in un regno vicino in cerca di una moglie. Si scopre che la figlia del re di quel regno è una ragazza che aveva trovato il principe sulla spiaggia dopo il naufragio. Il principe si ricorda di lei come di colei che l'aveva salvato, se ne innamora e presto le nozze vengono annunciate. La Sirenetta è disperata. Quando giunge la notte di nozze, le sue sorelle le consegnano un pugnale magico che hanno comprato per lei dalla Strega del Mare in cambio dei loro capelli. Se la Sirenetta, con quel pugnale, ucciderà il principe e bagnerà i propri piedi col sangue del medesimo prima del sorgere del sole, potrà sopravvivere e tornare ad essere una sirena. La Sirenetta (per via dell'amore che prova per il principe) si rifiuta di farlo e al sorgere del sole si lancia in mare, dissolvendosi in schiuma di mare. La sua bontà viene però premiata; anziché morire, la Sirenetta diventa una figlia dell'aria, un essere invisibile, con la promessa di ottenere un'anima e volare in Paradiso dopo 300 anni di buone azioni. Ma per ogni bambino buono che riuscirà a trovare le verrà risparmiato un anno di attesa; per ogni bambino cattivo invece piangerà, e aggiungerà un giorno per ogni lacrima.La Sirenetta è considerata una delle fiabe più rappresentative del genio letterario di Andersen. Qui più che altrove sono identificabili riferimenti autobiografici abbastanza chiari, per quanto celati dietro la finzione fiabesca. Il tema del "diverso" viene presentato in relazione al contesto amoroso; e la relazione fra la Sirenetta resa muta dalla magia e il bel principe che le si affeziona senza amarla, è stato interpretato come un ritratto della situazione di isolamento sentimentale a cui Andersen si sentiva relegato a causa della sua omosessualità. Il fatto che la protagonista acquisti tramite un incantesimo un corpo e una bellezza umana, perdendo però contemporaneamente la voce, può significare - che un'autentica seduzione non può fondarsi esclusivamente sulla superficie di una bella immagine ma deve essere sorretta dall'apporto della parola.

NATURA, MARE, SCIENZA - RICERCA: IL MARE STIMOLA IL CERVELLO E RENDE FELICI, PAROLA DI SCIENZIATI.

2018-08-02 13:02:05

Siete in dubbio se sia meglio il mare o la montagna, per le vacanze estive o anche solo per qualche weekend in assoluto relax? Ebbene, la scienza vi viene incontro e vi aiuta a scegliere. A quanto risulta da uno studio durato ben 10 anni, infatti, stare vicino all’acqua stimola il cervello, rilasciando sostanze chimiche (come dopamina, serotonina e ossitocina) che provocano il più piacevole tra gli effetti “collaterali”: la felicità. I risultati dello studio, che si possono leggere sul sito ericazuanon.com, dimostrano come l’acqua, e quindi non solo il mare, ma anche il lago o il fiume, doni al nostro cervello cinque benefici indispensabili per essere felici. Innanzitutto il colore blu da’ sollievo. A quanto pare, infatti, è il colore preferito dalla maggior parte degli esseri umani. Poi, passeggiare o anche solo oziare sulla spiaggia rilassa. In realtà basta anche solo guardare una foto che ritragga una costa marina, per sentirci più positivi e felici. L’acqua, inoltre, è un ottimo rimedio per la stanchezza, soprattutto quella mentale. Stare all’aria aperte rende sereni, ma il contatto con l’acqua fa aumentare questa felicità almeno del 5,2%. Questo magnifico elemento, infine, ci aiuta a tornare al nostro stato naturale, dato che la nostra stessa vita è cominciato proprio dall’acqua, e ad essa siamo connessi indissolubilmente. Il corpo, poi, è composto per almeno il 75% da acqua e dunque è la nostra dimensione, come se fosse una parte di noi.

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