Formatore,saggista, divulgatore digitale
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La biblioteca più antica del mondo in attività non è ad Alessandria. Non è in Vaticano. Non è a Oxford. È a Verona, a 90 minuti da Milano, e lavora senza interruzioni dal 1° agosto 517 d.C.
Quella data non è un'ipotesi: è incisa su un manoscritto. Quell'estate, un copista di nome Ursicino scrisse di sua mano la subscriptio finale del Codice XXXVIII — "terminato a Verona, il primo agosto, durante il consolato di Agapito" — e firmò. Da quel giorno la biblioteca non ha mai chiuso.
Sopravvissuta ai Longobardi, alla peste, ai saccheggi napoleonici, alle bombe della Seconda guerra mondiale e a un'alluvione. Più di 1.500 anni senza un giorno di pausa.
Oggi custodisce oltre 1.200 manoscritti unici. Uno è le Istituzioni di Gaio — il solo testo quasi completo di diritto romano classico sopravvissuto senza riscritture medievali. Il diritto su cui si basa ancora oggi buona parte del codice civile europeo era nascosto qui, a Verona, in un codice che nessuno aveva aperto da secoli. Lo riscoprirono nel 1817.
Un altro manoscritto è l'Indovinello Veronese: la prima testimonianza scritta della lingua italiana. Non il latino di Virgilio. Non il volgare di Dante. Prima di tutto questo, in un codice veronese del VI-VII secolo, qualcuno scrisse una frase in quella che oggi riconosciamo come protovolgare italiano. La lingua parlava già prima che qualcuno si accorgesse di scriverla.
E poi c'è il Codice XLII, un palinsesto del V secolo trovato nascosto in un armadio nell'Ottocento: sotto le righe dei Moralia di Gregorio Magno, riaffioravano frammenti di Virgilio, Tito Livio ed Euclide. Qualcuno, mille anni prima, aveva raschiato quei testi per riutilizzare la pergamena. La biblioteca li aveva conservati comunque, per sbaglio.
Non è un museo. Non è una ricostruzione.
Ha personale, ricercatori, progetti attivi con l'Università di Verona.
I manoscritti vengono digitalizzati. Si possono studiare. Funziona.
Alessandria bruciò. Oxford aprì nel 1602. Il Vaticano nel 1475. La Capitolare di Verona lavorava già da quasi mille anni quando la Bodleiana ricevette il primo libro.
In breve: La Biblioteca Capitolare di Verona è la più antica del mondo in attività , aperta senza interruzioni dal 1° agosto 517 d.C.
Custodisce oltre 1.200 manoscritti unici, tra cui l'unico testo quasi completo di diritto romano classico e la prima parola scritta in italiano.
Non è un museo: è ancora operativa con personale, ricercatori e progetti di digitalizzazione attivi.
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$WFI sta iniziando ad attirare di nuovo l'attenzione, e questa volta sembra un po' diverso.
Lo slancio si sta costruendo gradualmente, non solo dall'azione dei prezzi ma dalle crescenti conversazioni intorno alla sua utilità e al suo posizionamento. È ancora presto, ma la struttura sembra qualcosa che potrebbe svilupparsi ulteriormente se le condizioni di mercato rimangono favorevoli.
Abbiamo visto quanto velocemente il sentiment può ruotare con asset come
$XRP , e quel contesto è importante qui.
Se questo ritmo si mantiene e l'interesse continua a crescere, una mossa verso $100 non è irrealistica. Non immediata e non garantita, ma possibile se lo slancio, il volume e il sentiment si allineano.
Ancora uno da osservare da vicino, non da inseguire.
Fonte originale: https://coinmarketcap.com/community/post/375083012
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