Il Signore delle Mosche di William Golding

2019-07-05 12:04:48

Notate una paura insita nel cuore della società? E' vero che l'uomo porta una maschera per nascondere ciò che è realmente? La paura che l'uomo prova è reale?

Il Signore delle Mosche di William Golding, prima edizione 1954, pagine ca. 202
Genere: Romanzo d’avventura

  • Notate una paura insita nel cuore della società?
  • E' vero che l'uomo porta una maschera per nascondere ciò che è realmente?
  • La paura che l'uomo prova è reale?

 Se queste sono le domande che vi state ponendo, allora il Signore delle Mosche è il libro adatto a voi.


William Golding, premio Nobel per la letteratura 1983, affronta in questo testo molteplici e interessanti tematiche.
L’esordio del Romanzo può essere valutato alla luce di una visione Giusnaturalistica della società. In particolare allo stato di natura tipico del modello di Hobbes. Dove il filosofo pone l’uomo in un ambiente privo di regole e dove la sua natura animalesca prevale.

Diversi ragazzi si ritrovano su un’isola deserta, i quali per poter sopravvivere e dunque superare i loro istinti primari devono contrarre un “Patto Sociale”.
Tutta l’opera si incentra su una continua lotta tra i loro istinti e le regole, spesso dimenticate a causa della paura “della cosa che striscia”. Ma tale paura è reale o è solo un brutto scherzo soggiogato dalle menti dei poveri ragazzi?


I colpi di scena, che di certo non mancano in questo Romanzo, coinvolgeranno lo stato d’animo del lettore cosi in profondità, che anche egli sarà costretto ad ammettere la propria paura. E tutto questo davanti a delle semplici parole scritte.


La mia esperienza personale 

Personalmente questo libro mi ha costretto a rivalutare le mie paure. Spesso ingigantite dal mio stesso ego umano. Bisogna però ammettere che è solo attraverso il riconoscimento dell’esistenza del colore bianco che può essere considerato anche il colore nero, e viceversa. Lo stesso vale per le nostre paure che devono essere riconosciute per poter far venir fuori il nostro coraggio.


A voi la parola!

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