Sviluppato un sistema che ricicla ogni tipo di plastica e la trasforma in carburante Pare essere risolto il problema del riciclaggio della plastica. La tecnologia brevettata promette di essere in grado di lavorare materie plastiche che al momento non possono essere riciclate. Come? Attraverso un reattore catalitico idrotermico che, attraverso una forma di riciclaggio chimico, usando acqua calda ad alta pressione, cambia la plastica a livello molecolare e la trasforma in olio. Alla fine del processo, l’olio ottenuto può essere trasformato in bitume, benzina o di nuovo in diversi tipi di plastica. Il vantaggio è che, a differenza di altri tipi di riciclaggio, questo sistema non richiede la separazione delle materie plastiche in base alla tipologia ed al colore e può quindi riciclare qualsiasi cosa, dai cartoni del latte e persino ai derivati del legno. I prodotti in plastica, tra l’altro, possono essere riciclati più e più volte.

Il Messico sta sperimentando la produzione di carburante con i fichi d’india Il fico d’india è una specie di cactus che è facile da riprodurre e fare crescere. Il processo di produzione del biogas inizia con la macinazione del fico d’india. Dopo essere stato frantumato, entra nel biodigestore in cui viene prodotto il gas e quindi passa a un filtro per rimuovere il contenuto di acido. Il rendimento del biogas dei cactus è paragonabile a quello della benzina normale e il suo costo è nettamente inferiore. Ha un ulteriore vantaggio, non danneggia l’ambiente. L' impianto produce tra le 300 e le 400 tonnellate per ettaro su terreni contaminati, che alla fine del processo vengono puliti. Può crescere anche con l’acqua di mare. Quando le condizioni sono migliori, la produzione può salire da 800 a 1.000 tonnellate per la stessa area. Un’altra “conseguenza meravigliosa” dell’uso di questo cactus, è che genera da due a quattro posti di lavoro per ettaro, quindi la popolazione rurale non deve più migrare per ottenere un lavoro, può vivere nel suo luogo di origine. Oltre a non contaminare i combustibili fossili, nell’industria del biogas dei cactus si utilizzano anche i rifiuti, ed il liquido che rimane dopo la produzione viene usato come fertilizzante organico naturale.

QUANDO LA VOLGARISSIMA CABINA ENEL, ALL' INGRESSO DEL PAESE DI DECIMOMANNU, SI TRASFORMÒ IN UN' AUTENTICA OPERA D' ARTE...... Davide Falchi, artista e architetto decimese, esprime la sua soddisfazione nell'essere riuscito a realizzare il sogno, che aveva sin da bambino, di trasformare quel gabbiotto tetro ed insignificante, posto proprio all' ingresso del suo paese. L' opera si intitola: “l’albero della vita”, un murale, simbolo ancestrale, che racchiude in sé una moltitudine di significati legati alla nascita, alla rigenerazione, all’energia vitale, al rispetto dell'ambiente, alla spiritualità e all'identità locale. È un mosaico ceramico, è stato realizzato utilizzando principalmente mattonelle di recupero, molte e quali sono state recuperate personalmente dall'artista, in mezzo alle campagne decimesi. E così, una banale cabina elettrica - peraltro fondamentale per non lasciare al buio gli abitanti del paese - è stata trasformata in una originale opera d'arte e, finalmente, nel biglietto da visita che Davide immaginava da bambino.

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