Riflessologia & Consulenza

Vita Sana in Mente, Corpo e Spirito

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SMETTI DI DIRE “DEVO“

2021-01-01 21:50:35

Il verbo DOVERE ci connette direttamente all'autorità: tanto più qualcuno lo è stato  nei nostri confronti,  tanto più diventiamo rigidi verso di noi e pretendiamo dagli altri.

Prima il Dovere e poi me stessa: basta!


Durante le mie sessioni mi accorgo della difficoltà delle persone di concentrarsi per sostituire parole con altre. 

L’importanza di questo cambiamento è necessaria per iniziare ad abituare il cervello ad incamerare nuovi termini perché cambi la sua prospettiva.
Dovere è uno dei verbi che più utilizziamo con maggiore intensità: devo fare questo, devo fare quello.
Se soltanto sapessimo che ogni volta che lo usiamo, inviamo al cervello un ordine depotenziante, credo che smetteremmo di farlo all’istante.

L’utilizzo del verbo DOVERE distrugge il nostro personale potere: lascia intendere a chi ci ascolta che abbiamo difficoltà a fare quello che vogliamo fare, poiché il nostro volere è inesistente e siamo costretti a dipendere dagli altri che ci impongono cosa è bene che facciamo. 

Se ci pensi bene, l’utilizzo del verbo dovere sembra ci porti dei vantaggi:

1 - Il primo vantaggio è che in caso di insuccesso possiamo attribuire a qualcun altro di non ben definito la “colpa”;

2 - Il secondo vantaggio è che decidere o scegliere di fare una determinata cosa, implica assumersi la responsabilità della propria vita e, a molti fa paura…perché sbattersi tanto? Lasciamo le cose come stanno…

3 - Il terzo vantaggio è che si pensa di attirare più attenzione scegliendo di rimanere in modalità vittima…In fondo perché VOLERE quando “tanto cosa cambia?”
Quante volte speriamo che si faccia vivo il genio della lampada per procurarci ciò che ci far stare bene. 
Questo accade perché abbiamo la convinzione radicata che è qualcosa o qualcuno proveniente dall’esterno capace di venire con la bacchetta magica a cambiare la nostra vita. 
Aspettiamo sempre il verificarsi di una condizione che ci induca a porre in essere qualcosa che ci metta addosso la voglia di cambiare.

Quando utilizziamo il verbo VOLERE, lo facciamo utilizzando il tempo condizionale:

vorrei dimagrire
vorrei cambiare lavoro
vorrei viaggiare

E potremmo continuare all’infinito.
Prova ad immaginare che questo sia l’unico istante che ti viene dato per fare qualcosa che vuoi. 
Cosa vuoi fare davvero? 
Qual è la cosa che senti davvero di voler fare subito, ora? 
Immagina…
Ti assicuro che la maggior parte di noi, trova una difficoltà enorme a rispondere a questa domanda perché siamo tutti proiettati nel passato o nel futuro.

Se fai parte delle persone che vogliono trovare il modo di cambiare la propria vita, puoi farlo. 

Aspettare domani non ha senso.

Chi è il Bambino Interiore?


Ricollegandomi all’approfondimento precedente, è importante comprendere in quale stadio della nostra vita abbiamo appreso, fatto nostro e, soprattutto, in quale parte del nostro cervello abbiamo registrato il verbo DOVERE.

La nostra mente è composta da una parte conscia e da una inconscia: la prima, occupa soltanto il 5%.
Questo significa che la maggioranza dei nostri pensieri, emozioni e sensazioni risiede nel nostro inconscio ed è proprio qui che risiede il cosiddetto BAMBINO INTERIORE.

Si tratta di un meccanismo inconscio che viene costruito durante i nostri primi sette anni di vita.

La sua caratteristica, è quella di essere egocentrico.

Cosa significa? Significa che durante i primi anni di vita ci vengono imposte una serie di regole condizionanti che prendiamo per buone senza che la nostra mente sia ancora in grado di elaborarle.

Di conseguenza si generano in noi una serie di reazioni, poiché a livello inconscio comprendiamo che ci viene imposto qualcosa che non riteniamo corretto.

  • Rabbia, 
  • frustrazione,
  •  risentimento, 
  • vergogna, 
  • tristezza, 
  • senso di colpa, 
  • umiliazione, 

sono tutte emozioni con cui facciamo conoscenza in quegli anni; inoltre possiamo affermare che lo stress trae origine proprio da queste emozioni.

Il verbo DOVERE viene integrato nei primi anni di vita. 

Il bambino, il quale non ha i mezzi per potersi difendere, accumula una serie di paure che lo seguiranno anche da adulto.

Durante la crescita, la vita ci sottopone a una serie di eventi (lavoro, famiglia, figli, salute) che nei momenti di stress vengono percepiti come minaccia per il” Bambino interiore”. 

Essi vengono associati a quelli che abbiamo vissuto in passato, facendoci rivivere le stesse emozioni di allora.
Vi faccio un esempio: da piccoli siamo stati sgridati dalla maestra davanti ai compagni, abbiamo provato vergogna e da grandi ci troviamo di fronte al nostro capo che ci rimprovera bonariamente davanti ai colleghi. Questo ci porta a rivivere la stessa emozione di vergogna, risvegliando il nostro bambino interiore che reagirà attaccando o chiudendosi in sé stesso.

Per vivere sereni è necessario riuscire a elaborare le emozioni del passato, poiché queste agiscono inconsciamente nel nostro presente e ci impongono di DOVER essere quello che non siamo.
Apprendere come accogliere il bambino interiore è la strada corretta che ci conduce a conoscere il nostro Benessere.




by Laura Gambirasi