DENUNCIARE O NO?

2019-06-18 19:52:03

Sembra una domanda semplice ma così non è!!!!! È da un po' di tempo che non scrivo e oggi lo faccio con un argomento importante ma difficile.

Quando ero una ragazza e sentivo in tv notizie di donne uccise o comunque che subivano violenza da parte dei loro fidanzati, compagmi, mariti mi chiedevo come queste donne potessero permetterlo e mi dicevo che io non lo avrei mai permesso e invece......

Spirale della violenza.

Che cosa è la spirale della violenza?

Provo a spiegarvela analizzandola sotto due diverse angolazioni.

Da una parte si può dire che la violenza è un ciclo che si ripete a meno che non lo si spezzi.


Un bambino che vive la violenza domestica da adulto tenderà ad essere un violento lui stesso in quanto ha conosciuto quel modo di relazionarsi, allo stesso modo una bambina che ha subito violenza tenderà da adulta ad avere dealle relazioni con uomini violenti.


Un secondo aspetto della spirale della violenza è come si manifesta in una relazione di coppia malata.


La violenza fisica non inizia subito perché se così fosse probabilmente la donna non lo permetterebbe ma prima della violenza fisica ci sono una serie di passaggi che distruggono lentamente la donna al punto che denunciare diventa quasi impossibile.



Purtroppo inizialmente c è una lunga fase di violenza psicologica in cui la donna viene completamente annullata sotto tutti i punti di vista, le viene fatto credere di non valere nulla, di non essere in grado di fare nulla, di essere una nullità, come donna, moglie e madre.


Il passo successivo è quello di privarla completamente della vita sociale, le viene fatta terra bruciata intorno, allontanata da amici e parenti.


La fase successiva è la violenza economica che sinon può manifestare in due modi diversi, o le viene impedito di andare a lavorare oppure la si mette nelle condizioni di non avere comunque indipendenza economica.


A seguire c è la violenza sessuale che non sempre va intesa come quella di cui si sente sempre parlare ma la sfera sessuale è molto più ampia.


Infine arriva la violenza fisica ma le fasi precedenti hanno completamente annientato la donna quindi a questo punto la cosa "più semplice" x lei è subire.

La mia esperienza

Come ho detto all inizio di questo articolo mai avrei pensato che avrei permesso ad un uomo di usare violenza nei miei confronti vista anche la mia esperienza infantile che potete leggere qui oppure qui e invece tutto è dipeso proprio da quella esperienza perché era l unica cosa che conoscevo, non sapevo come fosse una famiglia normale e del resto la prima persona che mi aveva dato attenzioni mi ci sono aggrappata con tutta me stessa convinta di aver trovato l anima gemella.


Come ho spiegato nella descrizione della spirale della violenza inizialmente c è la violenza psicologica e anche nel mio caso è stato così.


Non c è mai stato nulla di eclatante, nel senso che non mi è mai stato detto per esempio non devi vestirti così, ma casomai mi veniva detto che mi stava meglio un pantalone largo piuttosto che una gonna o un leggina quindi lentamente ho smesso di vestirmi da donna praticamente, quando ebbi i miei figli non potevo decidere i loro nomi, non potevo decidere come vestirli perché io non capivo nulla di abbigliamento, i capelli? A lui piacevano le more quindi mi feci la tinta nera, x preparare da mangiare non sono mai stata portata ma cercavo di cucinare sempre qualcosa di diverso che a lui non soddisfaceva perché lui voleva quasi sempre, pasta con ragù di cinghiale essendo lui cacciatore.


Potrei enunciare tante piccole cose ma qualsiasi cosa direi sarebbe comunque x mettere in evidenza come in questa fase c è uno sminuire qualsiasi cosa tu faccia, qualsiasi tua volontà e così io mi ero convinta che aveva ragione lui, che io non valevo nulla.


Successivamente mi venne fatta terra bruciata intorno perché venni allontanata dagli amici e anche qui non ci fu mai un divieto diretto ma diceva cose che portavano me a scegliere di non vedere più l amica x o l amica y, perché caso mai l amica x aveva la pizza sotto il naso, oppure quella y era lesbica e quindi mi era amica solo x interesse oppure un.altra ancora non aveva considerazione di me e così via dicendo.


Arrivò anche la violenza economica che non si palesò non facendomi lavorare anche perché la mia era l unica entrata sicura ma si manifestò perché spesso anche la sua famiglia ricorreva a me chiedendo prestiti e comunque siccome aveva una attività in proprio che è andata morendo ma che non decideva di chiudere nonostante chiaramente non portava più profitti anzi....x sostenere la sua attività mi sono indebitata fino all osso del collo perché pensavo che una moglie dovesse contribuire sempre e comunque.


La violenza sessuale seppur non nel termine comune c è stata in un certo qual modo perché di fatto venivano soddisfatti solo i suoi bisogni e non i miei e anche li a quel tempo pensavo fosse tutto normale perché non avevo avuto altre esperienze.

Fino a quando mi sono adeguata alla situazione non c è mai stata violenza fisica, ogni volta che Cinzia provava ad uscire fuori allora c era anche la violenza fisica ma visto che capivo che le due cose erano collegate il più delle volte mi soffocavo, mi reprimevo.


Gli ultimi tre anni di matrimonio sono stati i più difficili, non solo perché iniziò la violenza fisica ma anche e soprattutto perché iniziò un combattimento dentro di me.


Iniziai a navigare in Internet e a relazionarmi con altre donne, iniziai a recuperare i rapporti con le amiche che tutte indistintamente mi dicevano che era necessario io trovassi una soluzione e se da una parte dicevo loro che avevano ragione che ero in pieno accordo con loro dalla altra parte mi dicevo che lo amavo, che non avrei potuto vivere senza di lui, che da sola non ce l avrei mai fatta a gestire casa lavoro figli sia da un punto di vista pratico che economico e comunque ero certa che mi avrebbero tolto i figli perché io non valevo nulla come madre senza contare che ero convinta che se lui usava violenza la colpa era la mia infatti se io stavo zitta, se mi adeguavo, lui non alzava le mani, lo faceva solo quando io discutevo, quando facevo sentire la mia voce quindi era chiaro che la colpa fosse mia, bastava stessi in silenzio.


Ricordo quando iniziai ad andare dai servizi sociali o al centro antiviolenza, la prima cosa che dicevo sempre era che se loro ritenevano che non ero adatta a fare la mamma i bambini potevano anche togliermeli perché loro dovevano stare bene.

L ultimo episodio fu quello che mi fece capire che dovevo fare qualcosa, che ero arrivata ad un punto di non ritorno. 

Avevo toccato il fondo e dovevo fare qualcosa, ma cosa e come?

Ed ecco la fatidica domanda.

DENUNCIARE O NO??

Questa domanda mi martellava la testa in continuazione, c erano tanti motivi x farlo ma ce ne erano tanti altri per non farlo.


MOTIVI X FARLO 

  • Non era il primo episodio di violenza fisica
  • Ogni volta sempre peggio, inizialmente aveva solo lanciato oggetti contro di me senza colpirli, un'altra volta presa per i capelli fino a farmi sbattere la testa contro un mobile, stavolta mi aveva quasi strangolato, la prossima volta cosa avrebbe fatto?
  • I miei figli avevano visto tutto e il loro pianto e le loro urla ancora oggi mi risuonano nelle orecchie
  • Non ce la facevo più ad andare avanti 

MOTIVI X NON FARLO (QUELLO CHE IO PENSAVO)

  • Io lo amavo o comunque credevo di amarlo
  • Avrei rischiato di perdere i miei figli
  • Non volevo allontanare i bambini dal padre
  • Non ce l'avrei mai fatta a vivere o sopravvivere senza di lui
  • Se lui l avesse scoperto e io stavo ancora in casa cosa mi sarebbe successo 
  • Era colpa mia se lui aveva alzato le mani quindi come potevo sporgere denuncia

Come potete leggere, i motivi per non farlo non avevano vere e proprie fondamenta ma comunque ci furono due cose che mi spinsero a fare denuncia.


La prima cosa sono state le urla dei bambini che come ho detto, ancora adesso mi riecheggiano nelle orecchie.


In secondo luogo quello che mi ha fatto scattare la molla è stato sentire la risposta che il mio ex diede a nostra figlia di sei anni quando ci chiese di non litigare più e di far pace. Io cercai di spiegarle che non potevo prometterle che non avremmo più litigato perché anche gli adulti come i bambini capita che litigano mentre lui disse di dirlo a me perché era colpa mia se avevamo litigato.


Cosa comportò la denuncia?

Io personalmente non.solo denunciai ma decisi altresì di rivolgermi ad un centro antiviolenza che mi propose la casa rifugio.


Non fu semplice ne x me ne x i ragazzi, x un mese non abbiamo potuto avere contatti con nessuno, loro in questo mese non.hanno potuto vedere il papà e io mi sentivo in colpa x questo, avevo la sensazione di stare sbagliando, è stato necessario un lungo percorso per capire che non avevo alcuna colpa.


La paura più grande, quella di poter perdere i bambini stava per diventare realtà perché inizialmente vennero affidati ai servizi sociali anche se di fatto stavano con me ma il giudice inizialmente aveva deciso che se io avessi lasciato la casa protetta loro sarebbero stati messi in.una casa famiglia fino al termine della scuola per poi andare a casa del papà.


Mi sembrava di vivere in un incubo ma ho continuato a lottare affinché i ragazzi potessero avere la soluzione migliore x loro.



Anche uscire dalla casa protetta non fu affstto semplice, non avevo soldi x la caparra di un appartamento in.affitto ma grazie ad una catena di solidarietà piano piano sono riuscita a rimettermi in piedi 


Da allora fino ad oggi.ho dovuto cercare di farcela con le mie forze visto che il mio ex non da il mantenimento ai ragazzi, prima di denunciare temevo che non ce l avrei fatta ne a gestire i ragazzi ne economicamente.eppure eccomi qui ,  certo in diverse occasioni ho ricevuto aiuto dai servizi sociali attraverso vari contributi, ancora prendo il pacco alimentare dalla Caritas e dalla croce rossa, a tutt'oggi faccio una enorme fatica ad arrivare a fine mese ma ci sono stati periodi in cui è andata meglio e ho potuto fare qualche piccolo viaggio con i ragazzi che mai avrei pensato di riuscire a fare. 


Per quanto riguarda la vera e propria denuncia, tutto il procedimento penale si è concluso dopo sette anni e mezzo con il risultato che nonostante il mio ex abbia ricevuto una condanna x entrambi i capi di accusa purtroppo il suo avvocato è ricorso in appello con conseguente prescrizione e quindi potrebbe sembrare che ho lottato inutilmente.



Se tornassi indietro......

Nonostante da quando ho denunciato ne ho passate davvero tante, nonostante è fatica tirare avanti, nonostante spesso ho voglia di gettare la spugna, nonostante mi senta spesso in balia delle onde, nonostante la maggior parte delle cose che avete letto potrebbe farvi pensare che sarebbe stato meglio se non avessi denunciato

 IO VI DICO CHE TORNASSI INDIETRO DENUNCEREI UN.ALTRA VOLTA 

perché qualsiasi battaglia io abbia combattuto, qualsiasi difficoltà io abbia attraversato 

DENUNCIARE È SEMPRE LA COSA GIUSTA DA FARE.