A te che respiri l'incanto spargendo da dentro l'amore e la forza del ritorno, del canto, del tanto che sosta sul nulla, a te che culli una culla ricamata d'oro e zaffiri, a te che sospiri... A te che hai le ali in esubero, in colore, in clamore, in dono perenne, a te che sei carne aperta e dipinta dal cielo mentre stava in fase odorosa, a te, generosa sposa dalle lattee necessità... A te che hai sacro piumaggio, che non sei ostaggio che di una relazione inarrestabile con la gioia che penetra, che osa, che sa, che sentenzia sottovoce tremule verità... A te che non puoi contenere, che non riesci a censurare, che il silenzio ti fa male se nasce per rammendare la luce, a te, fiore in nuce e in foce... A te che sai spogliare e sfogliare te stessa, poetessa d'avorio ed oltranza, a te che sei erranza e scintillio verticale, polare, crepuscolare... A te voglio cantare e danzare, anche senza saperlo fare, tutto l'amore che sono. E se stono, se zoppico ancora un po', dimmi che anche in questo c'è bellezza e dono.
Stefania Simeoni (La Caminante)