Ecco un altro ESTRATTO di un mio RACCONTO a breve pubblicato da Casa Editrice: DOPPIA REALTÀ .SEGUITEMI su SILVIE ARTIST

2019-05-13 10:30:06

Ecco un altro estratto di un mio racconto che sarà a breve pubblicato da Casa Editrice in un raccolta . IMPORTANTE: TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI E DI PROPRIETÀ DI SILVIA PELLAS SECONDO LEGGE SUL COPYRIGHT

Doppia realtà.

Doppia realtà 

Realtà o sogno ?

“Sognare è così bello” pensava Sara , ma poi bisogna tornare bruscamente alla realtà e questo fa ancora più male .  Sara era una bella donna di 29 anni sposata con Marco di cui era molto innamorata. Si poteva ritenere fortunata ad avere incontrato un uomo che le voleva davvero bene , nonostante alcuni momenti non facili, per le difficoltà di  vita che si trovavano giornalmente ad affrontare . 

La loro era una unione felice e colma di un amore più forte di qualsiasi contrarietà . Le difficoltà non erano poche dettate dalla loro scelta di vita. Marco era un pittore ma purtroppo i suoi bellissimi quadri non avevano il riscontro economico che serviva loro. 

Sara invece era una scrittrice, anche per lei le cose non andavano a gonfie vele. Aveva scritto molto, ma la maggior parte dei suoi scritti rimanevano nel suo cassetto. Inoltre Sara e Marco dovevano affrontare un altro problema: la difficoltà ad avere figli. 

Ormai erano tre anni che provavano ma senza nessun risultato. Preoccupati dei continui insuccessi si erano sottoposti a degli esami specifici, per capire quale fosse il problema che impediva alla coppia di avere figli. 

Purtroppo era risultato che Marco aveva un difetto, i suoi spermatozoi erano pochi e quei pochi non erano abbastanza forti per compiere i! tragitto necessario per fecondare un ovulo.. 

Così dopo varie titubanze avevano deciso di tentare con l’inseminazione artificiale. Purtroppo il trattamento che Sara aveva dovuto assumere era molto pesante,  la ragazza aveva subito parecchi effetti collaterali molto fastidiosi. Sara aveva così  deciso di rinunciare. Ma questa decisione è la consapevolezza che non avrebbe mai potuto avere figli le provocava una grande, profonda sofferenza che però teneva chiusa in se .

Così un giorno dato che non poteva avere figli decise di avere dei figli pelosi, cioè di adottare due bellissimi gattini neri che chiamò Sofia ed Artù .

Sara amo’ subito quei due gattini con tutta se stessa, era straordinariamente attenta e presente.Con quei gattini Sara creo’ un legame speciale e gli stessi mici erano eccezionalmente affettuosi nei confronti di Sara.

Spesso quei gattini entravano nei sogni di Sara, in particolare quando non stava bene sognava i loro dolci  occhi che la guardavano e li sentiva miagolare così si svegliava di colpo,  comprendendo che era meglio alzarsi e fare qualcosa per rimettersi in sesto. 

“Sarà che sono neri e i gatti neri hanno poteri speciali?” si chiedeva.

La ragazza  curava quei gattini come fossero figli umani.

Quella estate insieme a Marco decisero di prendersi tre giorni per loro e per superare i momenti difficili dovuto al mancato concepimento che avevano dovuto subire . 

La coppia si mise in macchina di buon ora, perché le ore di viaggio da affrontare erano tante . La loro meta era infatti il bellissimo Trentino, ma partendo dalla Toscana il viaggio non era breve. Insieme a loro naturalmente gli amati micini Sofia ed Artù .

Dopo circa  tre ore di viaggio , Sara e Marco ai fermarono in un autogrill per mangiare qualcosa . 

Appena seduti al tavolino con il pranzo  vicino a loro, si sistemò nel tavolino vicino una coppia con due bambini, un maschio e una femmina di circa cinque o sei anni.  La mente di Sara ritorno al proprio desiderio e senti’ 

all’ improvviso un nodo allo stomaco, tanto che lascio’ metà del suo pranzo, dicendo a Marco che non si era accorto di nulla, di non avere particolarmente fame quel giorno. Sara ritorno’  quindi ai suoi pensieri e ad  un certo punto le venne una idea , una fantasia assurda in mente . “ Che bello sarebbe stato se Sofia e Artù i suoi gattini fossero  due bambini !”   Sara trasalì’ “ che pensiero assurdo e sciocco aveva avuto!” 

Marco pagò il conto e ritornarono in macchina per proseguire il viaggio.

Ad un certo punto la ragazza si senti molto stanca e si addormentò di un sonno profondo . 

Si svegliò di soprassalto diede un’occhiata a Marco che guidava tranquillo ed istintivamente, ma senza un reale motivo, guardo’ dietro dove c’erano le gabbiette con i suoi gattini . Non poteva a credere ai suoi occhi!  Al posto delle due gabbiette da viaggio dei suoi gattini c’erano due bambini“ Sicuramente sto ancora sognando oppure sono diventata completamente pazza “ penso’ preoccupata Sara. Si stropicciò gli occhi più volte ma loro erano ancora lì .

Così Sara decise di rivolgersi al marito chiedendo se anche lui vedeva due bambini nei sedili posteriori della macchina .

 Il marito la guardò stupito e Sara penso “ ecco sono pazza!” ma inaspettatamente le rispose” “Certo che ci sono due bambini sono i nostri figli !” “ Sofia ed Arturo dite qualcosa alla mamma che mi sa tanto che è stanca e da un po’ i  numeri!” Sara non poteva credere alle sue orecchie . “Sofia ed Arturo? I nomi dei suoi gatti  erano  Sofia ed Artù ! Non ci poteva credere! Doveva essere per forza un sogno anche se molto realistico!”si giro più volte in direzione dei bambini e Sofia esclamò “ Mamma perché continui a girarti verso di noi? Cosa abbiamo fatto? “A sentire pronunciare quella parola Sara comincio a singhiozzare, i bambini la guardavano stralunati. Marco la guardo con uno sguardo tra il perplesso è il preoccupato, disse ai bambini “ La mamma è un po’ stanca, non ci fate caso presto ritornerà normale!”  

Sara non poteva credere ai suoi occhi, alle sue orecchie, quel sogno se di un sogno si trattava era assolutamente realistico ma totalmente assurdo! Non poteva essere! Oppure era semplicemente diventata matta  e gli altri non  se ne erano ancora accorti. 

Sara nonostante lo stupore e lo choc che la situazione le provocava si sforzò di contenersi ,cominciò quindi a rivolgersi ai bambini con tono rassicurante e affettuoso . Guardò negli occhi Arturo e rivide all’istante gli occhi espressivi e buoni del piccolo micio Artù , si rivolse allora verso Sofia che aveva la stessa espressione intelligente e furba della sua  piccola gattina  che si chiamava appunto Sofia.  “ No non è  possibile, “ pensò e oltretutto i suoi due gatti dove erano finiti? Lo aveva lasciati nelle loro gabbiette sui sedili di dietro, prima di quel fatidico momento in cui si era girata e aveva visto i bambini , tra l’altro li aveva sentiti miagolare .  Che ne era stato di loro?..........CONTINUA

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