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    L'aroma delle emozioni
    Sarah Geslot

    Top Founder Senior

    Sarah Geslot

    L'aroma delle emozioni

    Il rito del caffè e la ricerca del benessere. Le emozioni hanno anche colore, sapore, profumo. Il nostro cervello, infatti, è fortemente sensibile a tutti gli stimoli sensoriali che provengono dall’esterno e riesce a trasformare un input visivo, olfattivo o uditivo in un’emozione

    Chi pensa che il caffè sia semplicemente una bevanda, è decisamente fuori strada. Esattamente come cadono in errore coloro che pensano che le emozioni non abbiano colore, sapore, profumo. 

    Il nostro cervello, infatti, è fortemente sensibile a tutti gli stimoli sensoriali che provengono dall’esterno e riesce a trasformare un input visivo, olfattivo o uditivo in un’emozione, e trovo questo un potere quasi magico.

    Il caffè è uno di quegli alimenti capaci di risvegliare le emozioni più forti, e dall'emozione allo stato d'animo il passo è breve.



    Ecco perché il semplice gesto di percepire e annusare il profumo che emana da una tazzina di caffè appena versato, innesca in noi un meccanismo di piacere, che va a soddisfare svariate esigenze. 

    Quello del caffè è da sempre un vero e proprio rito, per me che pratico in modo funzionale la ricerca del benessere, lo è ancora di più: un caffè per svegliarmi, un caffè per rilassarmi in un attimo di pausa, un caffè per ripagarmi dallo stress accumulato durante la giornata, un caffè per trovare la giusta concentrazione o per gratificarmi al termine di un lavoro, un caffè per pensare e mentre scrivo.

    Ma non solo. Un aspetto molto importante a livello emotivo-relazionale è l’opportunità di socializzazione che viene fornita dal condividere con altri la degustazione di un buon caffè

    Basta pensare all’ambito lavorativo, alla classica macchinetta del caffè in azienda, davanti alla quale avvengono scambi di opinioni, nascono alleanze o ci si lascia andare a confidenze con i colleghi. 

    Ma la macchinetta del caffè  unisce un po' dappertutto, nelle attese in ospedale o negli uffici e, anche lì, con il tuo caffè in mano entri in sintonia con chi, come te, si sta dedicando un momento sensoriale o di ristoro.

    Offrire un caffè crea armonia e il suo aroma accompagna chiacchiere e momenti di condivisione, è un po' come dire "grazie di essere venuto a trovarmi, grazie di essere con me".

    In molte città d’Europa e anche nel nostro Paese esistono i “caffè letterari” ;  la domenica nei bar di Parigi viene organizzato il "caffé filosofico" per fornire l’occasione a quanti lo desiderano di scambiare opinioni su temi che altrove non vengono trattati. 

    Il caffè parla di noi…

    Il caffè parla quindi delle nostre abitudini, della nostra vita, delle esigenze che abbiamo, della nostra cultura, delle emozioni che proviamo

    Se ci soffermiamo a riflettere sul senso che hanno i gesti e sul valore che attribuiamo alla ritualità di certe abitudini possiamo imparare tanto della nostra società e scoprire anche qualcosa di noi che forse non conosciamo

    Basta saper guardare dentro la tazzina per scoprire il mondo che è in noi e assaporare l’aroma delle emozioni.



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