“Salve Remo, come va”?
Nella mia vita mi sono sentito spesse volte salutare in questa maniera, soprattutto da persone con cui ero in poca confidenza, oppure da persone che proprio non conoscevo.
E vi dirò che questa forma di saluto mi ha sempre in po' infastidito, un po' lasciato perplesso.
L’ho sempre considerata una forma di saluto fredda, impersonale; da riservare a quelle persone che sì, devi salutare ma non ne hai voglia… (si dai ti saluto ma ne farei anche a meno).
Ebbene lo confesso: anche a me sono scappati un paio di “salve” di cui, a posteriori, provo anche pentimento.
Oggi allora mi sono deciso di ricercare l’etimologia della parola salve che ho scoperto derivare dal latino imperativo salvere «stare bene, in buona salute». È inoltre la parola con cui cominciano inni e preghiere della Chiesa.
Quindi la mia convinzione sulla impersonalità del saluto “salve” era del tutto infondata, anzi al contrario è una forma di saluto molto importante e carica di significati beneauguranti: da oggi quando saluterò qualcuno con “salve” lo farò ripensando a questo significato e certamente non mi pentirò di utilizzarlo.