Parliamo di Corona Virus? Sì, ma alla mia maniera.

Ovvero sia come sopravvivere ad un’ epidemia potenzialmente letale prima che sfugga al controllo.

Ave a tutti miei fedeli followers. Dopo qualche tempo di assenza, dovuta principalmente al progetto dei masternode pools (vi ricordate? No??...Beh, QUI trovate l’ articolo e dopo potete andare a pentirvi sui ceci), oggi vi voglio parlare di un problema che sta attanagliando tutto il mondo in una pericolosa morsa: il CORONA-VIRUS!!!! (esclamazioni di stupore in sottofondo, grazie)

Come avete letto nel titolo, non ve lo presenterò dal punto di vista medico (di cui non so praticamente nulla), nè dal punto di vista batteriologico (di cui se possibile so anche meno, tranne quello che ho potuto apprendere nelle mie ricerche personali).

No, l’ argomento ve lo presenterò dal punto di vista LUDICO.

Esatto: LUDICO.

Premesso che in questo periodo di quarantena forzata, ampliare la propria conoscenza e competenza nel vasto mondo dei giochi da tavolo  È SEMPRE una scelta razionale e saggia, oggi vi parlerò di un titolo uscito nel 2007 e che credo che a breve farà la stessa fine dell’ Amuchina: PANDEMIC ( o se preferite in italiano PANDEMIA)

Questo è un titolo pubblicato in Italia da ASMODEE e creato da Matt Leacock appunto nel 2007 che a tutt’ oggi vanta un discreto numero di espansioni, sia per aumentare il numero dei giocatori, sia per implementare nuove varianti e regole.

MA DI COSA PARLA QUESTO GIOCO?

Beh, ragazzi, è presto detto: questo gioco è un collaborativo in cui ogni giocatore rappresenta un particolare tipo di personaggio e tutti insieme dovrete cercare di sconfiggere un certo numero di epidemie potenzialmente apocalittiche, PRIMA che queste sfuggano al controllo e si abbattano sull’ umanità come le famose Piaghe d' Egitto.

NOTATE NIENTE DI VAGAMENTE FAMILIARE?Esatto: voi impersonerete degli esperti in alcuni settori che devono unire le loro competenze per creare sinergia nella squadra e sconfiggere tale imponente nemico rappresentato da 4 possibili piaghe, scoprendo dove si sono formate (avete una plancia con un atlante mondiale), mantenere i focolai sotto controllo, trovare una cura ed impedire che le malattie dilaghino incontrollate. Il tutto entro un tempo limite

Se ce la fanno bene, altrimenti il mondo sarà per sempre liberato dal genere umano.

E sarà tutta colpa dei giocatori, ovviamente

REGOLE

Durante il proprio turno, ogni giocatore ha a disposizione 3 FASI.

AZIONE

In questa fase ogni giocatore ha a disposizione 4 azioni e vi accorgerete BEN PRESTO che queste 4 azioni sembrano non essere MAI sufficienti.

Durante questa fase i giocatori possono muoversi di città in città sul tabellone, scambiare carte con i loro compagni per attuare strategie efficaci, trattare i focolai di malattie nelle città in cui si trovano fino a che non riesco a curare la malattia.

PESCA CARTE CITTA’

Finita la prima fase, i giocatori pescano delle carte, che essendo limitate ad un numero massimo di 7, impongono delle scelte, a volte cruciali e drastiche ad ogni giocatore ed al contempo rappresentano anche un fattore tempo: se infatti non si riescono a fermare tutte e 4 le epidemie prima che le carte-città terminino, il gioco è irrimediabilmente perso e voi sarete i fautori dell’ estinzione della razza umana sulla terra (no, non ci sarà un sequel tipo Kenshiro ;) )

PESCA CARTE CONTAMINAZIONE

A questo punto i giocatori pescano un altro tipo di carta: quelle Contaminazione.

Queste carte rappresenta la nascita di un nuovo caso di malattia in una città o il rafforzarsi della stessa in una città già infetta con la posa di un cubo colorato sulla casella corrispondente ed anche alle città adiacenti

Ogni 4 cubetti si accende un “Focolaio

Ad 8 focolai i giocatori hanno perso

Se i cubetti di un qualsiasi colore terminano, i giocatori hanno perso.

Questo loop di azioni si ripete fino a che tutte le malattie non vengono debellate oppure i giocatori hanno perso, consegnando il genere umano ad un destino peggiore della Morte stessa. (MMUUUAHAHAHHAHAH!!!! Risata malefica in sottofondo)

CONSIDERAZIONI

Come avete visto in questo board-game, il concetto viene un po’ stravolto rispetto al normale concetto che molti di noi hanno sui giochi da tavolo, ove vi è un vincitore ben definito ed ognuno gioca contro tutti gli altri.

Qui se non si crea collaborazione, discussione, sinergia e reciprocità, il destino della razza umana è segnato irrimediabilmente.

Certo, c’è la possibilità che una persona assuma il ruolo di “leader” dicendo agli altri cosa fare durante i loro turni, ma vi accorgerete ben presto che solo unendo le forze, si potrà portare a casa la partita.

Il bello di questo titolo, a mio avviso, rimane comunque il fatto che ha una longevità ed una rigiocabilità piuttosto elevate, dato che ad ogni partita cambiano gli scenari, cambiano le città infette, cambiano le strategie di gioco e quando finalmente “pensi” di avere una situazione sotto controllo, ecco che ti capita qualcosa che fa scoppiare una crisi da qualche altra parte.

E fermare una crisi NON è MAI una cosa semplice.

CONCLUSIONIPandemia è divenuta oramai una pietra miliare nel settore tra i cooperativi e mette i giocatori dinnanzi ad innumerevoli scelte e variabili, ad ogni singola partita.

Per questo risulta una scelta mai banale da intavolare attorno ad un tavolo.

Le regole sono semplici, anche per i neofiti, ma riuscire a vincere,... beh, quello è tutto un altro paio di maniche.

Vincere non sarà per niente semplice, ma quando ti ritroverai sconfitto vorrai a tutti i costi intavolare di nuovo una nuova partita per riprenderti la rivincita contro quel maledetto gioco che ha osato sbatterti in faccia l’ inutilità delle tue strategie e questo fa si che regali sempre stimoli nuovi a tutti coloro che vi prendono parte.

Alla fine per il tema immersivo, la difficoltà crescente, il lavoro di squadra totale, possiamo tranquillamente affermare che Pandemia sia uno dei migliori giochi che si possano trovare in circolazione.

E se questo non vi fa venire in mente rimedi a cose già vissute, beh, direi che è il caso di farci una partita  così almeno le lauree in medicina acquisite su Google da molti, finalmente serviranno a qualcosa.

by Mauro Zorzini