Crescita personale nella terza età
CAMBIARE PELLE O INVECCHIARE E MORIRE?
La morte è necessaria per l’evoluzione della vita. La morte permette il ricambio. Così come un serpente cambia pelle per crescere, la vita fa morire le persone per poter continuare ad evolvere. Noi esseri umani non riusciamo a vedere il processo di evoluzione dell’universo perché siamo consapevoli di un tempo limitato, il nostro. Cambiare prospettiva permette di dare nuovo senso alla vita ed alla morte.
Per alcuni vivere significa realizzare una missione di vita, mentre per altri significa semplicemente sopravvivere. Voglio farti riflettere sul fatto che ogni cosa che esiste, esiste per una ragione ed uno scopo. Anche io e te!
Un seme, ad esempio, è destinato a diventare una pianta o un albero. Un bambino è inevitabilmente destinato a diventare prima un adulto e poi un vecchio. Ogni cosa che esiste cerca di ottimizzare se stessa ed evolvere. Per evolvere deve trasformarsi e cambiare continuamente pelle, così come fanno ogni anno i serpenti.
Chi diventa consapevole del fatto che la vita ha una direzione ed uno scopo può partecipare attivamente al suo processo evolutivo. In poche parole chi è consapevole passa dall’essere vittima all’essere protagonista. Chi è vittima vive il cambio di pelle come un fastidio, come qualche cosa di cui avrebbe fatto volentieri a meno, chi invece è protagonista vive il cambiamento come il normale e necessario processo evolutivo. Infatti un serpente che non riesce a cambiare pelle è destinato a morire.
Friedrich Nietzsche disse” Vivere è soffrire; sopravvivere è trovare un senso nella sofferenza”. Ebbene si, cambiare pelle è impegnativo, significa lasciar andare il vecchio per il nuovo, ma è l’unico modo per continuare a vivere sani e felici. La felicità non è infatti qualcosa che si raggiunge, ma il risultato dello sforzo compiuto per evolvere e raggiungere un nuovo livello di coscienza.
Come scrive il Dott. Claudio Pagliara nel suo libro “ La via della guarigione” l’uomo non vive per consumare e sporcare, ma per offrire il suo contributo unico e specifico all’insieme.
Siamo infatti stati creati per dare un contributo evolutivo all’insieme di cui siamo parte e possiamo farlo soltanto se ci attualizziamo e rinnoviamo continuamente. Quando invece cominciamo a dire “ormai alla mia età…” stiamo facendo la cosa più potente in assoluto per cercare di non cambiare pelle. La vita però ha uno scopo ed una direzione ben precisa e chi non collabora, viene “espulso”, in modo veloce oppure in modo lento, ma costante e progressivo come una malattia o l’invecchiamento ( che è un’altra forma di malattia)
Chiedo spesso alle persone che incontro durante i miei seminari: chi di voi vuole vivere fino a 120 anni? Salvo qualche rarissima eccezione le persone mi rispondono che non sono interessate a vivere così a lungo.
Queste risposte fanno nascere dentro di in me sempre la stessa domanda, che oggi mi permetto di rivolgere anche a te: Non sei interessata/o a vivere a lungo perché non sai cosa metterci in una vita lunga? Non hai voglia di cambiare pelle così tante volte? Sei prigra/o? Ti accontenti forse di consumare e sporcare?
Lo so che alcune di queste domande ti possono sembrare provocatorie, ma questa era precisamente la mia intenzione. Buona riflessione dunque e grazie per il tuo riscontro (se vorrai)
Enzo Parianotti
Ricercatore e autore del libro: Invecchiare fa paura se non sai come fare.