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Scuola & Istruzione

Fratellanza applicata 1.0

2019-08-19 20:04:47

Leggere la storia di chi è passato da questo tipo d'esperienza, rende il dovuto valore alle fatiche belle e brutte che sono passate, dando stimoli positivi alle ripartenze successive alle delusioni, diventando pure suggerimenti utili al miglioramento di sè anche nei futuri progetti. Buon inizio

Per ora la introduzione dell'HomeBooks "FRATELLANZA APPLICATA 1.0" il libro sarà pubblicato in ottobre ma ne pubblicherò piccole parti anche per finanziare il progetto di questo canale che spero diventi un luogo dove aiutarsi solidarizzando sull'handicap.

Introduzione:


Mi chiamo Paolo, abito in un bellissimo paesino delle Dolomiti, questo libro parla principalmente della mia storia professionale. Ho due sorelle disabili e lavoro come educatore da più di 30 anni per una cooperativa che si occupa di handicap. Il lavoro che ho svolto in questi anni mi ha contraddistinto dai colleghi in quanto ero e sono un fratello di due stupende sorelle disabili. Tale distinguo (fratello) è diventato nel tempo una caratteristica, un modo di lavorare, che si è portato dietro pregi difetti agevolazioni e talvolta ostacoli. 


Da qui nasce l'idea e il titolo di questo libro che stai cominciando a leggere. Il titolo “Fratellanza applicata 1.0”, risulta per me un metodo che aiuta ad esprimere al meglio la professione dell'educatore. Fratellanza applicata significa tenere presente il maggior numero possibile di fattori che caratterizzano  le circostanze  dove si incide  educativamente  nella vita  delle persone  con handicap.


Lo dice il dizionario alla voce fratellanza, il rapporto naturale che intercorre tra fratelli; il vincolo di affetto che unisce: doveri di fratellanza. Sentimento reciproco di affetto e di benevolenza, come tra fratelli: una fratellanza ed un'amicizia si grande… nacque tra loro, che mai poi da altro caso che da morte non fu separata (Boccaccio Dec. X,7) Comunanza di ideali e di intenti. 


Quindi io sono privilegiato visto che sono fratello di sangue, ma chiunque un maestro, un fisioterapista, un educatore ecc..., può affiancare la fratellanza. Analizzerò nei prossimi capitoli questo metodo (fratellanza applicata) in quanto con gli anni mi sono reso conto dell'importanza di lavorare con serietà professionale, aggiungendo questa caratteristica fondamentale che permette di ottenere maggiori risultati. Alcune scuole di pensiero dichiarano che questo modo di lavorare crei a volte delle problematiche (dette anche conflitti), che a mio giudizio però si possono sempre superare. In fondo non c'è nulla di più bello che riuscire meglio, in qualche intento educativo con uno o più dei nostri utenti. Ritengo inoltre di essere stato fortunato vista la mia situazione familiare, ma soprattutto capisco sempre di più che tale metodo, lo può seguire qualsiasi educatore anche non fratello di un disabile. 


Nei cinque capitoli che stai per leggere parlerò un po' della mia famiglia, sviluppando varie tematiche nel quale ogni famiglia con persone disabili si ritrova durante l'arco della vita. Affronterò alcuni aspetti riferiti alla mia infanzia, che hanno fatto capire più agevolmente le circostanze che accadevano in comunanza alla disabilità. Ti racconterò le circostanze fondamentali che mi hanno portato al scegliere per la vita la professione dell'educatore. Infine leggerai il passare degli anni e il mutare delle situazioni della famiglia e del lavoro, dove strutturo dei suggerimenti metodologici che hanno caratterizzato il lavoro e la vita. 


Non ho scritto storie  infinite di vita, ma interessanti analisi che potremmo approfondire nel blog che attiverò in concomitanza della pubblicazione di questo libro. Concludo questa presentazione ricordando che quando fui assunto nel 1987 mi fu detto che questo lavoro era una missione. La missione diventò lavoro pagato dove dovevo stare alle regole, rispettare colleghi e utenti. Fu da subito che la fratellanza mi distinse rendendomi almeno apparentemente più coinvolto nel lavoro, suscitando da subito libertà di giudizio e implicazione profonda, aspetti talvolta incompresi dai colleghi. La professione dell’educatore è difficile talvolta faticosa e apparentemente deludente, ecco il momento di fare entrare la fratellanza, ti fa ripartire sempre anche nelle difficoltà, amo dire una massima di uno dei miei utenti quasi fratello “ io sono il tuo antidepressivo”. Buona lettura