Alessio Miliani
Anatomia della manutenzione alle porte anti incendio
2018-08-23 08:40:24
L’obiettivo di questo articolo è quello di poterti chiarire quali sono tutte le corrette procedure da seguire in termini di manutenzione riguardo alle tue porte antincendio e di come se non le stai seguendo nella tua azienda tu stia rischiando molto grosso. Oltre a questo parleremo anche di come grazie alle semplici regole che ti esporrò, potrai salvaguardarti da rischi che ora, senza che magari tu neanche lo sappia, stanno minando la “tranquillità” della tua azienda. Se domani dovesse capitare una disgrazia o dovesse arrivarti un controllo a sorpresa, magari mandato da un tuo concorrente, saresti a posto su tutto riguardo alle porte antincendio? Cerchiamo di rispondere a questa domanda qui sotto assieme. Ho avuto modo di constatare che si tratta di un argomento sul quale esistono davvero poche informazioni, persino su internet. Questo fenomeno di scarsa presenza di informazioni sulla materia ha come conseguenza il fatto che pochissime persone alla fine riescono a tenersi correttamente al corrente di quali siano tutte le corrette procedure di manutenzione da seguire riguardo alle porte antincendio. Intanto partiamo subito col dire che la prevenzione di incendi è fondamentalmente costituita da 2 distinte parti : La protezione attiva; La protezione passiva. La protezione attiva è costituita da interventi dell’uomo o di macchinari. Mi riferisco quindi a: Estintori; Gli impianti automatici di liberazione dei fumi; Sistemi di evacuazione fumo; Dispositivi di segnalazione; Idranti e tutte quelle strumentazioni che necessitano di un’attivazione umana o che si attivano autonomamente in reazione a della presenza di fumo o calore. La protezione passiva invece è caratterizzata appunto da sistemi che non richiedono l’intervento dell’uomo per operare. Un esempio importante di protezione passiva è costituito proprio dalle porte antincendio. “Le porte antincendio fanno quindi parte della branca della protezione passiva”. Nell’ambito della sicurezza antincendio si parla spesso di “Compartimentalizzazione”. Che significa? É presto detto. Per compartimentalizzazione s’intende la suddivisione di un edificio in più parti, in modo tale che un incendio che ha inizio in un ambiente non si propaghi negli altri ambienti, cioè negli altri compartimenti. Un compartimento non ha una delimitazione o una configurazione fissa – diciamo – ma può essere costituito da una stanza, un gruppo di stanze, una scala o anche da un solo corridoio. Ok? Quindi dipende… Una scala d’emergenza, ad esempio, è compartimentata. “Ogni parte dell’edificio viene quindi chiamato “Compartimento” e dev’essere delimitato da elementi costruttivi che siano resistenti al fuoco”. Questo è davvero importante. Ogni elemento costruttivo ha poi una resistenza al fuoco pre-determinata, in termini di minuti. Quindi, ciascun compartimento dell’edificio è costruito secondo criteri che rispondano all’esigenza della protezione antincendio. Ogni compartimento dev’essere dotato di vie di fuga che conducano a luoghi sicuri. Le porte antincendio rivestono poi un ruolo fondamentale all’interno di ciascun compartimento. Questo perché sono l’unica soluzione in grado di garantire un esodo sicuro e al tempo stesso rapido consiste nella compartimentazione. Non c’è altro modo. Le porte antincendio sono infatti un elemento separante, resistente al fuoco. Una porta antincendio è dunque un elemento sì apribile, questo serve a garantire la possibilità di fuga in caso di emergenza, ma che quando è chiusa svolge comunque un lavoro importantissimo: impedisce la diffusione di un incendio da un locale ad un altro. Nel corso della mia esperienza ho potuto constatare e vedere con i miei occhi situazioni incredibili a tal proposito: Porte tenute aperte con una zeppa in legno; Porte legate con filo di ferro aperte tenute fra di loro perché “davano fastidio”; Etc. vedi il resto su => www.antincendionatalini.com
Alessio Miliani
ECCO SVELATE LE TRISTI STATISTICHE RELATIVE AGLI INCENDI IN ITALIA
2018-08-22 07:34:52
Se anche tu hai pensato almeno una volta che un incendio non ti è mai capitato e mai ti capiterà… devi leggere questo articolo. Voglio scardinare una falsa credenza che irretisce molti imprenditori, riguardante l’improbabilità che un incendio divampi nella loro azienda. Tale credenza è assolutamente errata, quindi intendo screditarla agli occhi di chi potesse malauguratamente essere “vittima” di questa idea. Leggendo l’annuario statistico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, consultabile al sito www.vigilidelfuoco.it, ho ottenuto un preciso quadro dell’operato del corpo nel 2016. Tra le tipologie d’interventi effettuati in quell’anno, il 25,8% del totale è relativo a incendi ed esplosioni. In cifre, tali crisi ammontano a 245.727 tradotto in altre parole in Italia ci sono 673 incendi al giorno: un numero esorbitante! Addentrandosi ancor più nel dettaglio, si parla da un lato di 52.300 incendi di abitazioni civili (appartamenti, condomini, etc.) ed edifici pubblici, dall’altro di 2060 incendi di esercizi commerciali (bar, caffè, mense, ristoranti, etc.). Le due cifre, sommate insieme, formano un numero consistente rispetto al totale. È interessante notare che le cause scatenanti sono per il 4,8% legate all’impianto elettrico, una presenza inevitabile in qualsiasi casa o azienda per tutti noi; Nel 5% dei casi, la causa è invece un camino o una canna fumaria: è quindi di particolare rilevanza per appartamenti e attività come i ristoranti e le pizzerie. Gli incendi dolosi ammontano soltanto al 4,4% del totale, meno di quanto si possa immaginare, mentre più della metà (56,2%) sono legati a cause di cui non si è saputa individuare la natura. Dove avvengono questi incendi? Il 65.2% in edifici civili e aziende. Evidentemente, dato il numero considerevole di incendi, è necessario essere sempre pronti ad un evento nefasto, distruttivo e per il quale non si ha alcun avvertimento come questo. È importante che gli impianti antincendio siano sempre installati correttamente e secondo progetti approvati dai Vigili del Fuoco. È inoltre fondamentale svolgere la manutenzione secondo le norme UNI di riferimento. L’imprenditore vede questa spesa nel modo sbagliato: non come un investimento nei confronti della sua azienda per farla sopravvivere a un possibile incendio, bensì come un’inutile tassazione da parte dello Stato. Si tratta di una visione delle cose totalmente sbagliata. Occorre, invece, investire risorse, tempo e denaro nei sistemi di sicurezza. Proprio per venire in contro alla mancanza cronica di tempo degli imprenditori e anche delle oggettive difficoltà tecniche, mettiamo a disposizione un servizio gratuito. La prima manutenzione gratuita. In questo modo puoi verificare facilmente e senza costi come viene svolta la manutenzione antincendio nella tua azienda e se, qualora dovesse servire, gli impianti antincendio funzioneranno. Quando il criterio di selezione è solo il prezzo, capita facilmente di investire in manutenzioni fasulle e truffaldine. In caso d’incendio, la prima conseguenza diretta, se l’impianto non funziona, è che l’azienda va a fuoco! Anche con l’intervento dell’assicurazione, il luogo di lavoro resterà inagibile, la produzione si fermerà e i fornitori vorranno comunque riscuotere le proprie fatture. Prima di tutto è quindi necessario che gli impianti antincendio siano funzionanti per salvare la vita a te e alla tua azienda; poi bisogna sapere come comportarsi con i controlli. Contrariamente a quanto si crede, infatti, il nome della ditta manutentrice non può in alcun modo sollevare il titolare dalle sue responsabilità: egli è tenuto a pagare civilmente e penalmente in caso di manutenzioni e impianti inadeguati. Attiva ora la nostra manutenzione iniziale gratuita: veniamo noi nella tua azienda, facciamo lo screening, controlliamo tutto e la rispondenza alle norme. Non rischi niente: investiamo noi tempo e denaro. Continua a leggere su www.antincendionatalini.com
Alessio Miliani
È obbligatorio l’estintore nei condomini oppure no?
2018-08-21 15:00:00