Vittoria M. Podo

Il Segreto: Prisca Hartman Gulienetti. Parte 1

2019-07-03 08:42:47

Quando mi è stata riferita la protagonista della mia prossima intervista da stillare, ho avvertito subito un’urgenza e una curiosità più acute rispetto al solito.

Il Segreto: Prisca Hartmann Gulienetti. Parte 1

Quando mi è stata riferita la protagonista della mia prossima intervista da stillare, ho avvertito subito un’urgenza e una curiosità più acute rispetto al solito. Ho diverse domande da porre alla ragazza che andremo oggi a conoscere, e cercherò di condensare quante più informazioni possibili in sole cinque domande, affinché il messaggio che entrambe siamo impazienti di veicolare, arrivi quanto più nitido possibile. Stiamo parlando di Prisca Hartmann Gulienetti, classe ’99, romana, modella professionista, bionda, bellissima e diabetica.

Ciao Prisca. Quello che mi ha subito colpito di te, a parte il tuo dettaglio di cui parleremo a tempo debito, è che sei giovanissima e affermatissima. A quanto pare, essere delle gemme nel mondo della moda è un piccolo vizio di famiglia. E’ vero che la tua nonna posò per Karl Lagerfeld?

Si, è vero.
Mia nonna ha posato diverse volte per Karl, se lo ricorda come fosse ieri . Ha posato per lui nel 1964/1965 quando appena arrivato a Roma, lavorava per la casa di moda Tiziani. È comparsa in 3 o 4 collezioni, prima di sposarsi. Ricorda benissimo il suo carisma , la sua simpatia e la sua semplicità , un uomo estremamente amichevole e brillante. Ricorda soprattutto le tante risate durante i fitting prima delle sfilate.

Fra gli aneddoti più divertenti, una sera dopo una sfilata , Karl, le chiese quali sarebbero stati i suoi programmi dopo lo show e lei rispose che avrebbe partecipato ad un cocktail party molto elegante, per cui Karl senza esitare le prestò un vestito della collezione (il più bello secondo lei), un vestito molto aderente con dei preziosissimi ricami bianchi. Mia nonna arrivata all’evento vide i camerieri passarle vicino con vassoi di calici di vino, cosa che la spaventò terribilmente, perché  immaginò il danno che avrebbe provocato al vestito se si fosse macchiato, appunto, di vino. Decise allora di lasciare il party e riconsegnare subito il vestito. Il giorno seguente, quando Karl chiese a mia nonna come fosse andata la festa, lei rispose solo “un party molto breve”.

Apprezzo molto il fatto che mia nonna abbia avuto queste possibilità e che io possa apprendere da lei quali siano le differenze fra il mondo della moda attuale e quello degli anni ’60. 
In quegli anni, le poche modelle professioniste, si recavano personalmente nelle più importanti sartorie per proporsi, cosa assolutamente impensabile oggi vista l’esistenza delle agenzie. Mi fa notare spesso quanto sia aumentato il grado di competizione, a causa dell’elevatissimo numero di ragazze che lavorano o che vorrebbero lavorare in questo settore.
Mi considero molto fortunata ad avere una nonna come lei, che riesce ad unire uno charme tipico di una diva di Hollywood, alle classiche attenzioni delle più comuni nonne italiane, come i deliziosi pranzi che ancora mi prepara.

Lei sarà sempre per me una fonte di ispirazione, rimango ancora estasiata dalla sua bellezza guardando le sue foto.

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