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Che gravidanza! Fatiche e meraviglie di questo percorso
Capitolo 2: il parto
L’ostetrica mi guarda e dice “ ah ma stai bene! Stai ridendo”. Uffff a tutti sembro pazza ma io quando sono particolarmente tesa o spaventata rido! È una mia reazione nervosa, so che appaio inadeguata ma purtroppo è incontrollabile . Mi visita. Nel rompersi il sacco il bimbo è crollato giù...è il momento...si va in sala parto. Sono le 20:00. Stanza arancio, sembra la cucina di una casa, familiare, piacevole, c’è il lettino ed un bel bagno. Posso stare in qualsiasi posizione, posso fare ciò che voglio ma prima mi monitorano, fastidioso monitoraggio. Mi chiedono che musica voglio, io in imbarazzo ed il mio compagno che lo dice “ la colonna sonora di Rocky”. Sì avevo bisogno di qualcosa che mi caricasse dopo tutto quel tempo senza dormire e poi...che fico nascere sulla colonna sonora di Rocky. Provo più posizioni ma sembra mi esploda la schiena, riesco solo in piedi, con le contrazioni mi accuccio. Il tempo non passa, son confusa ma se penso che il dolore è tutto lì son felice, non soffro molto. Son appoggiata al letto con gli avambracci, di fronte a me il mio compagno mi tiene le mani, le ostetriche mi aiutano. Spingo e urlo per spingere più forte, non capisco come sia la spinta giusta, passo quasi 2 ore che a me sembrano infinite. In quel momento passo centinaia di emozioni. Ho caldo e tolgo la camicia da notte, Cri mi passa l’acqua ogni volta che ho sente e lo ringrazio, è dolce es averlo li mi da una sicurezza ed una forza immensi, lo guardo, gli sorrido mi da un bacino. È accanto a me nel momento più sconvolgente della mia vita. Si capisce quando ormai manca poco perché le pareti e si vestono. Dopo posizioni stranissime mi danno un piccolo sgabellino tipo casino da notte a mezzaluna, controllano dove è la testolina, mi fanno sedere, Cri dietro di me. Le ultime spinte. “ L’espulsione è la parte meno dolorosa sentirai solo bruciare un po’ “ dicono. Quando sento il bimbo premere per uscire comincio a bloccarmi nella spinta. Mi prende una sorta di panico. Vorrei fermarmi. Son esausta ed è il reale vero momento. Nel momento in cui esce la testa oltre ad un forte dolore e a una sensazione di rottura, provo una sensazione psicologica tremenda, difficile da spiegare, come una violazione. Ultime due spinte. Sono le 21:52 quando vedo il mio bambino mentre esce dal mio corpo. È scuro, immobile, con gli occhi semi aperti e la testa allungata. Vado in panico, mi chiedo se sta bene, non so se è normale che sia li così. Sono dissociata, mi sento immersa ma staccata dal mio corpo. Respiro affannosamente. È accaduto davvero. Per assurdo è il primo vero momento in cui mi rendo realmente conto. Lo portan via, come di consuetudine, e dopo un istante, lo sentiamo piangere, sta bene. Me lo mostrano poco dopo. È brutto!! Con gli occhi gonfi, ma lo amo. Io credevo fosse finito il dolore ma nessuno ti spiega che per che vorresti solo riposare devono estrarre ciò che resta è “pulirti”. Per farlo mi schiacciano forte la pancia, fa tanto male. Mi devono cucire una simpatica lacerazione, muscolo e pelle (ecco che rottura avevo sentito), mi fanno l’anestesia. Mi portano in osservazione e mi attaccano il bimbo al seno. Si attacca subito benissimo, ed è già vorace. Quella notte, essendo 2 giorni e 2 notti che non dormivo, lo tengono al nido. Tanto non dormo a causa del bambino accanto. È nato. È nato davvero, sono mamma.