Programma Artemis della NASA per far tornare gli esseri umani sulla Luna
La NASA sta portando avanti il suo programma Artemis per far tornare gli esseri umani sulla Luna entro il 2024, ma l'agenzia ha anche recentemente presentato il suo primo piano su come poter assicurare la permanenza di astronauti USA e non dopo quel fatidico ritorno
Venerdì 15 live speciale di Adrian sul programma Artemis e le sue mille sfaccettature. 21:30, canale Link4Universe su YouTube!
Nell'attesa della live, facciamo un recap dettagliato.
Il nuovo piano della NASA proviene da un rapporto di 13 pagine presentato il 2 aprile al National Space Council, un gruppo consultivo del Presidente Donald Trump presieduto dal Vice Presidente Mike Pence. Gran parte del rapporto, intitolato "Il piano della NASA per l'esplorazione e lo sviluppo sostenibile della Luna", riassume la visione che la NASA ha delineato per giustificare e realizzare l'atterraggio lunare del 2024. Ma il rapporto guarda anche più in là per concentrarsi su ciò che una presenza a lungo termine sulla Luna e in orbita lunare permetterebbe agli Stati Uniti di realizzare.
I capisaldi di questo piano sono:
-La capsula Orion, con il suo modulo di servizio europeo. Faranno da scialuppa per andare e tornare dalla Luna, utilizzando il Lunar Gateway come punto di attracco intorno alla Luna. Il suo sviluppo è a buon punto.
-Il lanciatore pesante SLS (Space Launch System), costruito da Boeing. Funestato da ritardi e aumenti di budget importanti, il suo ruolo, immaginato da NASA, non è in discussione per ora: farà da lanciatore per tutte le missioni Artemis portando in orbita lunare l'Orion. Per Artemis 1 si farà una prova generale senza equipaggio, mentre per le successive si prevedono astronauti a bordo.
-Il Lunar Gateway, a guida USA ma assemblato con moduli di agenzie di tutto il mondo. Per ora sono sicure le partecipazioni di ESA, Roscosmos, JAXA e Canada. Il suo ruolo è centrale nella fase avanzata del programma Artemis, dove farà da porto spaziale verso cui le navicelle in arrivo da Terra e in partenza per la Luna potranno attraccare. Da progetto sarà posto in un'orbita detta "halo" intorno alla Luna.
-I piccoli lander automatici dell'industria privata che la NASA sta continuando a finanziare dopo la prima fase di scelta e scrematura di proposte. Serviranno nelle prima fasi della missione per testare tecnologie che poi saranno usate in larga scala.
-I grandi lander per umani, che consentiranno agli astronauti arrivarti con Orion sul Gateway, di scendere sulla superficie lunare. Il piano attuale prevede di atterrare in zone specifiche del polo Sud lunare con l'aiuto dell'industria privata. Le aziende coinvolte per ora sono Dynetics, a guida di un consorzio più ampio, Blue Origin, a capo del "National Tem" composto anche da Lockheed Martin, Northrop Grumman e Draper, e infine la SpaceX con la sua versione modificata per operazioni lunari della Starship.
Tutto ciò, almeno nei piani NASA, consentirà non solo di tornare a calcare la superfice lunare, ma farà da banco di prova tecnologico per la prossima sfida ovvero la conquista di Marte.
Credit: NASA