Paesaggi letterari: I Promessi Sposi, la Milano incantata

2020-03-26 12:34:46

Perché questa opera è così importante? Hai mai conosciuto la Milano manzoniana? Perché Milano è così centrale nella prosa manzoniana?

Breve Trama


L' eroe dei Promessi sposi, romanzo storico di Alessandro Manzoni, è Renzo un contadino che non ha mai lasciato il suo villaggio di montagna, e che alla ricerca della sua amata fidanzata giunge nella grande città di Milano.


La coppia è stata separata dal potente don Rodrigo, che vuole sedurre Lucia. Arrivato a Milano, Renzo viene a sapere che Lucia ha contratto la peste ed è stata portata nel lazzaretto.


Conoscerà la città - le sue tragedie, i suoi pericoli, le sue ambigue attrattive - la lascerà e vi farà ritorno, prima di scoprire che la sua promessa sposa è guarita e che finalmente possono sposarsi.

Le due volte nella città di Milano


La storia è ambientata due secoli prima della data di pubblicazione. 


L'11 novembre 1628, il giovane Renzo giunge per la prima volta nella città di Milano, allo scopo di sottrarsi a don Rodrigo; vi farà ritorno una seconda volta per cercare Lucia alla fine del 1630.


Entrambe le date sono rilevanti, perché segnano gli avvenimenti storici più importanti nella vita di Renzo: le rivolte del pane e la peste.


Narrando il viaggio di trasformazione personale di Renzo, il romanzo traccia al contempo sull'atlante dell'immaginario letterario una nuova visione di Milano: è una città che si è sviluppata rapidamente, che si è allontanata dall'immagine che la letteratura italiana ne ha dato sin dal Medioevo.
Sin dal primo sguardo, Renzo resta impressionato dalle sue enormi dimensioni:


"Renzo, salito per un di que valichi sul terreno più elevato, 

vide quella fran macchina del duomo sola sul piano, come se, 

non di mezzo a una città, ma sorgesse in un deserto"

Manzoni e il legame con Milano


Per Manzoni, Milano non è solo l'ambientazione dei Promessi Sposi ma è anche la città in cui è nato e ha vissuto per gran parte della sua vita. La sua casa poco distante dal Duomo, oggi ospita una libreria e un museo.


Quindi chi meglio di lui poteva descriverci la  sua amata Milano?
(ma attenzione l'autore non si limiterà soltanto a descrivercela... vai avanti nella lettura e scoprirai cosa voglio dire)


Tutte le sue opere inclusi i promessi sposi vennero date alle stampe qui (1825), dove la sua carriera e a sua vita erano profondamente radicate.


L'importanza di Milano per il libro e per la storia che racconta, è dichiarata esplicitamente nel sottotitolo: "Storia milanese del secolo XVII"


Nel romanzo, dopo aver avvistato dal lontano il Duomo, Renzo procede verso la città: davanti ai suoi occhi iniziano a spuntare torri, tetti e case, finché superato il fabbricato lungo e basso dell'ospedale che viene chiamato "lazzaretto", entra a Milano dalla porta orientale (oggi conosciuta come Porta Venezia) e percorre la strada che oggi si chiama corso Venezia, dirigendosi verso il Duomo.


Prima di riuscire ad andare oltre, tuttavia, è costretto a scappare: coinvolto nelle rivolte, viene inseguito dalla polizia e costretto a lasciare la città. Dopo varie avventure, e dopo aver contratto la peste, riesce finalmente ad avere notizie di Lucia: venuto a sapere che si trova a Milano, vi farà ritorno una seconda volta per riunirsi a lei dopo tanto tempo.

Nella sua seconda visita, il protagonista segue un itinerario decisamente diverso, arrivando da nord e raggiungendo il centro città lungo il canale detto Naviglio. La ricostruzione dei dettagli operata da Alessandro Manzoni è realistica, frutto di un lavoro di documentazioni su fonti seicentesche.

Ecco una delle meraviglie della letteratura Italiana:


Nei due anni di tempo trascorsi dall'ultima volta che Renzo era stato a Milano, la città non è cambiata molto, ma il contesto urbano si;
ecco che, con questa seconda volta che il protagonista capita a Milano l'autore ci fa vivere una esperienza pressoché unica nella letteratura mondiale, il percorso fatto da Renzo è come un viaggio  a 3 dimensioni temporali, e attraverso i suoi occhi i lettori possono vedere stradine polverose...



Stradine polverose che con il tempo diventeranno le vie principali di Milano, le piccole case delle lavandaie destinate a scomparire; c'è una piccola piazza di olmi, che già all'epoca di Manzoni era stata rimpiazzata da un grandioso palazzo.


In questo modo, la Milano fittizia diventa per il lettore moderno oggetto di un atto di immaginazione in cui si intrecciano tre livelli di realismo: la città seicentesca in cui si muovono i personaggi, quella ottocentesca dell'autore e quella che vivranno i futuri lettori.

La peste:

Questo sfondo, oltre che mobile e malleabile sulla base della volontà del lettore stesso, è  allo stesso tempo disordinato e turbolento: perché Renzo giunge a Milano prima durante una rivolta popolare e poi durante la peste del 1630, una delle più grandi tragedie della storia moderna europea.


"Ma, a destra e a sinistra, non vedeva che due pezzi d'una strada storta; dirimpetto, un tratto di mura; da nessuna parte, nessun segno d'uomini viventi: se non che, da un certo punto del terrapieno, s'alzava una colonna d'un fumo oscuro e denso che salendo s'allargava e s'avvolgeva in ampi globi, perdendosi poi nell'aria immobile e bigia"

Ecco l'uomo che ne uscirà alla fine del viaggio

Quando Renzo finalmente ritrova Lucia, guarita, liberata dalla peste, il cerchio si chiude: con l'esperienza della città, le sue tragedie, dei suoi pericoli, del suo fascino ambiguo, il giovane e umile contadino è diventato un uomo pronto per una nuova vita.

questo articolo è dedicato in particolare ai Milanesi, che possano veder rinascere la loro magnifica città. Che ha già attraversato momenti difficili, ma ne è uscita sempre vincitrice e più forte di prima.

A voi la parola!


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