Libri & Scrittura
Perchè tutto è iniziato
LA MIA RIBELLIONE
La prima volta
Essere la moglie di un uomo all'antica, con la mania della assoluta lealtà, correttezza, precisione mi ha sempre inorgoglita. Lo sposai proprio per questo motivo. Rimasi affascinata dalle sue camicie sempre stirate ed inamidate e dal suo profumo sempre ricco di spezie che si procurava nei suoi viaggi. Accettai, per amore, anche il fatto di non lavorare, per occuparmi della casa e dell'educazione dei figli. Ma col tempo, mi sono accorta che cambiava non soltanto il mio corpo, ma la mia mente. Ad un certo punto mi sono resa conto che essere la moglie di un uomo perfetto mi lasciava decisamente frustrata. Ogni volta che ho provato a suggerire qualcosa di diverso nell'intimità, qualcos'altro rispetto, per esempio, alla posizione del missionario, sono stata rimproverata.
Ho provato mille volte a parlargli, a spiegargli le esigenze femminili, le mie esigenze. Tutto quello ricevuto come risposta era sempre che probabilmente, con il passare degli anni, il diavolo si era impossessato della mia mente e della mia sessualità. Mi rispondeva che dopo un rapporto di qualche minuto, i miei impulsi sessuali dovevano essere placati.
Chiaramente, con il passare del tempo, degli anni, la mia insoddisfazione sessuale era sempre maggiore. Avevo un estremo bisogno di una soddisfazione completa.
Durante una delle sue trasferte, un caldo pomeriggio, ero intenta a curare il nostro meraviglioso giardino. Il sudore, vista la calura, grondava sul mio viso. La camicetta era inzuppata di sudore e mi si era appiccicata al busto. Mi sembrava che mi scoppiasse il seno.
La siepe era abbastanza alta che chiunque avrebbe dovuto avere una scala per vedermi; mi sono sfilata i pantaloncini rimanendo in slip, ho afferrato il tubo dell'acqua ed ho aperto il getto dell'irrigazione. Ho saltato dentro e fuori dall'acqua e dalle pozze che man mano si creavano, strillando come un bambino piccolo. Più saltavo nell'acqua, maggiore erano la mia soddisfazione e la mia eccitazione. In un attimo mi sono coricata a terra sotto i getti d'acqua ridendo da sola, e senza rendermene conto mi sono ritrovata con le mani negli slip.
Mio marito aveva dimenticato una delle sue agende, quella importante per la riunione che stava avendo, sullo tavolo all'ingresso del patio che affaccia il giardino. Lì sopra erano segnate le decisioni necessarie per il programma oggetto del meeting. Vista l'importanza della sua presenza alla riunione, decise di mandare il suo assistente Mauro (nome di fantasia), al quale raccontava sempre tutto, anche le cose più private ed intime, a prendere l'agenda dandogli la chiave la chiave per entrare, in quanto io avrei dovuto essere fuori casa per una commissione.
Mauro, una volta arrivato alla casa, suonò il campanello; chiaramente feci finta di nulla... ero sdraiata nell'acqua sotto i getti dell'irrigazione con le mie parti intime in fibrillazione. L'ultimo pensiero era di alzarmi ed andare ad aprire. Non potevo certamente immaginare che fosse l'assistente di mio marito, addirittura con le chiavi!!!
Non ricevendo risposta, logicamente Mauro utilizzò le chiavi per aprirsi la porta ed arrivare al patio. Appena sporto dalla porta del salone, la prima cosa che vide, fu la moglie del suo capo, sdraiata a terra mezza nuda sotto i getti di acqua. Chiaro che corse direttamente da me pensando al peggio senza farsi scrupoli del vestito elegante che indossava.
Lo guardai impietrita senza riuscire a fermare le mie mani sotto gli slip ormai ridotti ad un filo. Mauro rimase immobile, ormai tutto fradicio, a guardarmi. Continuavo a toccarmi contorcendo i fianchi ed il collo. Lo guardai negli occhi mordendomi leggermente il labbro inferiore. Fu un attimo. Un momento velocissimo. Il tempo di strapparsi vestiti di dosso, che me lo trovai sopra a succhiarmi avidamente i seni.
Trovai un filo di voce per ordinargli di alzarsi e togliersi i pantaloni. Il suo membro era ritto e turgido. Mi inginocchiai e lo presi in bocca sfiorandogli lo scroto con le dita. Continuai a succhiarlo avidamente mentre le sue mani strizzavano i miei capezzoli finché non si lasciò andare ad un orgasmo che lo lasciò senza fiato. Il suo sperma caldo colava sul mio seno bagnato.
Dopo un attimo, prese i suoi vestiti fradici, stropicciati e sporchi, mi disse "grazie" e si avviò velocemente verso il patio per sparire dai miei occhi, dimenticando di prendere l'agenda.
Alla sera, al suo ritorno a casa, mio marito mi raccontò di aver dato le chiavi di casa a Mauro per venire a prendere l'agenda, ma che non fosse venuto a causa di un incidente d'auto.