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STORIA DI APPARTENENZA E DOMINAZIONE
Questa รจ storia di appartenenza e dominazione, il punto di vista di un ragazzo, tra paradiso e inferno, una relazione proibita, attimi rubati tra le lenzuola, passioni complicate che a volte sfociano in amore...
STORIA DI APPARTENENZA E DOMINAZIONE
La vita me la fece incontrare solo per farmi soffrire?
Distanti nell'età, vicini nell'anima. Le sue forme si completavano con le mie.
Frequentando i suoi corsi imparai a conoscerla sempre più.
La rigida professoressa di psicologia quando era a letto si trasformava, si faceva dominare.
La sua parte intellettuale e razionale lasciava spazio a quella emotiva e sensuale. Era un'altra persona.
Il suo problema era uno solo: l'età.
Non riusciva ad accettare che io fossi così giovane.
A letto lo dimenticava, ma nei nostri incontri quotidiani si lasciava limitare da un blocco che aveva origine solo nella sua mente.
Aveva paura di cosa avessero pensato i suoi amici e colleghi riguardo la sua relazione con un ragazzo così giovane.
Le sue lezioni erano affollatissime eppure quando spiegava guardava solo me.
Gli altri non le interessavano....
Mi sedevo sempre in fondo all'aula, da quella prospettiva potevo tenere tutto sotto controllo, potevo guardarla senza dare nell'occhio..
Lo facevo per lei, non volevo metterla in difficoltà.
Le lezioni spesso avevano sezioni di due ore, e al suono della prima ora facevamo sempre una pausa...
Proprio in quel momento ne approfittavo per farle delle domande sugli argomenti che aveva spiegato.
Ogni volta che ci guardavamo ci scioglievamo l'uno nell'altro.
Le sue pupille erano sempre dilatate e le sue mutandine perennemente bagnate. Le sue guance arrossivano e le sue dita tremavano.
Non riuscivamo a tenere un dialogo in maniera lucida e attenta.
Lei mi parlava ed io la immaginavo nuda alle prese con la mia pratica erotica preferita, il sesso orale. Io le parlavo e lei eccitatissima arrossiva e si mordeva le labbra.
Quando si scioglieva i capelli e se li portava da un solo lato, mi faceva impazzire! Li, proprio nel suo punto scoperto del collo l'avrei marchiata a fuoco con le mie labbra.
Lei era irresistibile, il suo profumo mi faceva eccitare solo al pensiero.
Ogni attimo era buono per seguirla, nel suo ufficio ..
Lei lo sapeva, anche se non si voltava mai a guardarmi ...
" Entra e chiudi la porta ".
La chiusi a chiave e le dissi:
"Ti voglio adesso"
Questa volta fu lei a catapultarsi su di me...
Mi baciò con le sue labbra calde, carnose e irrorate dal rosso vino della passione, il suo sangue.
Avevamo poco tempo, così passai immediatamente alle altre labbra.
Li risiedeva il vero nettare dell'amore.
Il suo calice conteneva una bevanda inebriante ed io ero l'energia magica di un portatore di fuoco.
Titolo
Quando cominciai a succhiare lievemente il clitoride la sentii tremare...
Il suo respiro sempre più affannato... Ansimava quasi presa da un delirio incapace di trattenersi... ma era troppo presto, non voleva finisse tutto così presto...
Le baciai le labbra della sua rosa e mi tolsi i pantaloni..
Lei non capiva più nulla, aveva la mente annebbiata...
Un'attimo prima che battesse le ciglia ero vestito, l'attimo dopo ero li di fronte a lei duro marmoreo..
Tutto il mio sangue era lì.
Lo appoggiai delicatamente all'entrata li vicino a lei ma senza penetrarla.
30 secondi occhi negli occhi senza parlare, senza fare niente...
L' eccitazione si sentiva nell'aria...
Entrai dentro di lei, lentamente..
Sempre più in profondità e più lo portavo dentro più potevo leggere la sua anima con i miei occhi...
"Adesso sono dentro di te, in questo momento siamo diventati un solo corpo, quanto sarai disposta a portarmi dentro di te nella tua vita?".
Non la feci rispondere, non volevo una sua risposta, volevo solo farla riflettere. Continuai a penetrarla questa volta con più forza.
Lento e poi veloce... Lento e veloce di nuovo...
Ogni volta che arrivavo quasi al punto di non ritorno rallentavo e le baciavo i lobi delle orecchie.
Questo per me non era solo sesso, era di più.
Volevo entrarle dentro in tutti in sensi...
Era mia ... per me il sesso orale non era solo una pratica erotica ma da lì stava prendendo la materia che componeva la mia anima...
le feci ingoiare gli atomi più densi.
Francesco