Storia & Antichità
Un esperimento crudele
Certi ricercatori non si fanno scrupoli pur di fare progressi...
Oggi gli scienziati sono (teoricamente) costretti a seguire una certa etica professionale, in particolare riguardo al trattamento delle cavie degli esperimenti, uomini o animali che siano.
Ma cent'anni fa le cose erano molto diverse e l'aspetto etico della ricerca scientifica era ignorato o trascurato da molti: uno di essi fu lo psicologo americano John Watson, padre del Comportamentismo.
Nei primi anni Venti Watson decise di fare un esperimento su un bambino di nove mesi di nome Albert: scopo dell'esperimento era riuscire a indurre la paura nel bambino.
Albert fu posto davanti a diversi oggetti e animali tra cui un topo, per cui non mostrò alcuna paura, quindi Watson iniziò a spaventarlo provocando un forte rumore appena il bambino toccava il topo: a lungo il poveretto ne fu condizionato e iniziava a piangere non solo quando vedeva il topo, ma anche quando vedeva qualcosa con l'aspetto o la consistenza del suddetto animale (oggetti bianchi e lanosi).
A quel punto i genitori di Albert portarono via il figlio, con la psiche ormai compromessa: il povero bambino morì 5 anni dopo, ancora terrorizzato dal topo.
Questo esperimento oggi sarebbe semplicemente inaccettabile, ma negli anni Venti fu ammesso, anche se non fu esente da critiche.
Tuttavia va detta una cosa a difesa dello psicologo: Watson non aveva intenzione solo di far venire il terrore al piccolo Albert, ma voleva anche farglielo andare via grazie a un esperimento inverso rispetto al primo.
Purtroppo i genitori del bambino si misero in mezzo e la terapia che avrebbe aiutato loro figlio non ebbe mai luogo.
Questo però non scoraggiò Watson: nonostante la perdita della piccola cavia, lo psicologo riuscì a perfezionare la sua tecnica "curativa" con un altro bambino di nome Peter, a cui fece passare una grave fobia verso alcuni animali.
La tecnica frutto degli esperimenti dell'americano prese il nome di Terapia ad Esposizione Graduale e viene usata con successo ancora oggi, anche se non servì al povero Albert...
Fonte: HistoRick