Riccardo Polverosi

Storia & Antichità

Maternità premiata

2019-07-07 23:17:30

Quello di genitore è un mestiere difficile e ingrato, eppure almeno qualcuno è riuscito a prendere una medaglia...

Chi ha figli lo sa: fare i genitori è un'attività molto impegnativa e spesso priva di ringraziamenti per i propri sforzi. Oggigiorno, inoltre, fare un figlio per una coppia può essere molto problematico a causa di problemi quali il lavoro, i soldi, il tempo e molto altro. 

Tuttavia, c'è stato un periodo in cui chi faceva (molti) figli veniva premiato dallo Stato. Nel Ventennio fascista (1922-1945) in Italia si è incentivata molto la natalità: Mussolini infatti aveva lanciato la "battaglia demografica" con lo scopo dichiarato di passare da 40 a 60 milioni di abitanti e avere molti giovani da formare secondo il modello fascista.

Per aiutare il decollo demografico lo Stato avviò diverse iniziative:

- creò l'ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) per medicalizzare il parto e abbattere così la mortalità infantile

- criminalizzò l'aborto e i metodi contraccettivi/anticoncezionali

- impose tasse alle persone single

- incentivò le famiglie ad avere più bambini regalando ad esse denaro o beni di consumo per ogni figlio venuto al mondo

I fascisti istituirono anche un'onorificenza per le donne che mettevano al mondo da sette figli in su, la "Medaglia d'onore per le madri di famiglie numerose", inoltre davano bonus in denaro ai genitori che davano ai figli nomi "patriottici" come Italo, Vittorio Emanuele, Amedeo, Maria, Italia, Umberto, Ermanno, Arnaldo e ovviamente Benito...

L'Italia fascista non fu l'unico paese a sponsorizzare le nascite: anche altri paesi autoritari dell'epoca come la Germania nazista e l'Unione Sovietica istituirono premi e onorificenze per le donne che mettevano al mondo molti figli "per lo Stato e il Partito".

Chissà cosa direbbero i genitori degli anni Venti e Trenta guardando i loro colleghi moderni (e vice versa)?


Fonte: HistoRick